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Metafore e frames nella comunicazione politica. Il caso del linguaggio di Beppe Grillo

Beppe Grillo è uno dei più abili comunicatori attuali e il successo del suo Movimento a 5 Stelle lo dimostra. Oltre a comunicare efficacemente,però, Grillo è il portatore di una nuova idea di politica. La tesi, antecendete al grande successo del suo Movimento, dimostra come Grillo sia riuscito a cambiare i connotati alla realtà politica italiana utilizzando un linguaggio specifico. Vale a dire la metafora. Per lo studio delle metafore la tesi si è focalizzata sul grande linguista statunitense George Lakoff, il cui "Non pensare all'elefante" è uno dei libri chiave nel panorama americano di linguistica applicata alla politica.
Dopo una prima parte puramente speculativa e di introduzione della teoria delle metafore, la tesi si focalizza sull'analisi dei discorsi e delle metafore utilizzate da Grillo nel suo blog, proprio prima del suo V Day.



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Premessa: la linguistica cognitiva Attraverso “Metaphors we live by”, testo scritto nel 1979 dal linguista George Lakoff e dal filosofo Mark Johnson, iniziò a svilupparsi la disciplina denominata linguistica cognitiva. La linguistica diventava cognitiva perché doveva occuparsi delle forme della cognizione, essendo queste direttamente collegate con il piano linguistico. Cadeva la comune, fino ad allora, concezione del linguaggio come direttamente rappresentativo della realtà esterna. Vacillava, cioè, l’oggettivismo come riferimento epistemologico. Attraverso le analisi a cui i due studiosi diedero il via, divenne chiaro che la relazione tra il linguaggio e la realtà esterna non era così diretta. Non c’era una realtà esterna, con le proprie categorie, pronta per essere comunicata, perché le categorie derivavano dal sistema cognitivo umano. Il linguaggio, in questo contesto, assumeva una duplice valenza: era il risultato della elaborazione cognitiva e concettuale ed era anche il campo di indagine privilegiato che poteva dare accesso a quelle forme di elaborazione. Attraverso l’analisi del linguaggio era possibile, cioè, risalire alle concettualizzazioni operate a livello cognitivo e concettuale. All’interno della linguistica cognitiva, infatti, si distinguono diversi livelli: il livello cognitivo, quello concettuale, quello semantico e quello sintattico. Il linguaggio era espressione di tutti i livelli precedenti. 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Chiara Taizzani Contatta »

Composta da 93 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6399 click dal 13/01/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.