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Supporti tecnologici per promuovere iniziative comunicative nella fase post-coma: a case study

Trattasi di una tesi sperimentale in Psicologia dell'apprendimento su un caso post-coma all'interno del paradigma cognitivo-comportamentale. Il mio lavoro è stato finalizzato a verificare come una strategia di apprendimento basata sulla tecnologia del microswitch possa essere utilizzata in primo luogo, per indagare la presenza di un margine residuo di acquisizione di consapevolezza e, in secondo luogo, come forma supplementare di valutazione dello stato di coscienza di una persona affetta da sindrome post-coma, con una diagnosi di Stato Vegetativo Persistente.
E' strutturata in tre macro aree. Nella prima ho introdotto il concetto di Coma e le varie definizioni a cui si è giunti nel corso degli anni, quindi Stato Vegetativo e Stato di Minima Coscienza. Nella seconda parte ho descritto le varie metodiche (cognitive-comportamentali, misure elettrofisiologiche e tecniche di neuroimaging) utilizzate in ambito diagnostico e riabilitativo circa i pazienti in fase di coma e post-coma. Nella terza e ultima parte, ho descritto il caso, con relativi dati e risultati su cui ho lavorato personalmente.

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3 1 INTRODUZIONE 1.1 Coma, Coscienza, Stato Vegetativo, Stato di Minima Coscienza 1.1.1 Coma “Che cos’è il coma? Quello stato di sospensione della coscienza di Sé e del mondo, di impossibilità di entrare in rapporto con chi ti circonda, con chi ti vuole parlare, aiutare?[…] uno stato che non è vita né morte, ma che vita e morte riassume, specchio di ciò che siamo e che saremo”. Secondo la definizione classica di F. Plum e J. B. Poster (1980), il Coma “è uno stato di areattività psicologica non suscettibile di risveglio in cui il soggetto giace a occhi chiusi”. In generale si definisce “Coma” un profondo stato di incoscienza, una condizione clinica secondaria, che può essere provocata da molteplici tipi di danno: - a esordio acuto: di natura traumatica (incidenti stradali o domestici), e non traumatica (intossicazioni da stupefacenti, alcool, tossine), alterazioni del metabolismo (ipoglicemia, iperglicemia, chetoacidosi) o danni e malattie del sistema nervoso centrale (ictus, traumi cranici, ipossia); - a esordio cronico: malattie degenerative o metaboliche (Alzhaimer, demenza multi-infartuale) o ad anomalie dello sviluppo. Questi tipi di danno possono essere a carattere focale o diffuso e i possibili esiti variano lungo un continuum che va dal completo recupero funzionale al decesso. Ciò dipende da più fattori quali la localizzazione, l’estensione, la gravità del danno cerebrale all’origine del coma stesso, la durata del coma e l’età del paziente. Quest’ultimo, giace per lo più immobile ad occhi chiusi, anche dopo uno stimolo doloroso, in uno stato non suscettibile di risveglio e in assenza di risposte finalizzate a stimoli esterni o bisogni interni. Non parla (al massimo emette suoni incomprensibili) e non ha alcuna

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Antonella Giannuzzi Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1058 click dal 23/01/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.