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La corruzione in atti giudiziari art 319-ter c.p.

La tesi affronta i punti maggiormente salienti del reato di corruzione in atti giudiziari ex art. 319-ter c.p., in particolare: la riforma con legge n. 86 del 26 aprile 1990, il bene giuridico tutelato da parte del legislatore, il fatto tipico, il richiamo a tutte le ipotesi possibili di corruzione propria ed impropria, antecedente e susseguente. L’elemento soggettivo e i soggetti attivi, e, infine, alcuni accenni alla istigazione e al tentativo nella corruzione in atti giudiziari.
Il favore o il danno vengono considerati oggettivamente dalla norma incriminatrice. A sostegno dell’autonomia troviamo il distinto nomen juris, e argomenti teleologici che ritengono che la funzione del dolo specifico sia quella di distinguere la fattispecie in esame da quella ordinaria in considerazione agli interessi coinvolti, degni di una maggiore tutela in vista della rilevanza sociale che assume il corretto esercizio delle funzioni giudiziarie.
Ciò che caratterizza, sostanzialmente, tale tipo di reato è il rapporto della pattuizione illecita con il processo, rapporto che rende la condotta conforme alla fattispecie tipica.

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7 Capitolo I Considerazioni introduttive sul reato di corruzione in atti giudiziari 1.1 Premessa La corruzione è, in senso generico, la condotta propria del pubblico ufficiale che riceve, per sé o per altri, denaro od altre utilità che non gli sono dovute. Il concetto di corruzione è riconducibile a diverse fattispecie criminose, discipli- nate nel Codice Penale, Libro II – “Dei delitti in particolare”, Titolo II – “Dei delitti con- tro la Pubblica Amministrazione”. Quindi, la corruzione è categoria generale, descrittiva di diversi reati: Corruzione per un atto d’ufficio (art. 318 c.p.), Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.), Corruzione in atti giudiziari (art. 319-ter c.p.), Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 c.p.). Della corruzione, dunque, si deve mettere a fuoco una definizione estesa. Abusi di potere, illegalità diffusa, parzialità di istituzioni e imprese ne sono elementi. Lo sfruttamento del potere per vantaggi personali, a qualsiasi livello, è corruzione 1 . Diverse sono le caratteristiche che la contraddistinguono: essa è circolare, auto- replicante, tende ad espandersi e diventa incontrollabile. Inoltre, è possibile ravvisare un effetto imitativo fra le corruzioni politiche e l’illegalità di ogni giorno. La corruzione crea dunque nuove disuguaglianze e criminalità. Cultura e informazione dovrebbero far comprendere il pericolo per la società. Non è certo un caso, infatti, che bassi livelli di informazione e cultura favorisco- no la corruzione; ovunque nel mondo, dove c’è meno circolazione delle notizie e dei saperi, là c’è più corruzione e meno competitività economica. 1 G. FORTI, in M. Arnone e E. Lliopolus (a cura di), La corruzione costa, effetti economici, istitu- zionali e sociali, Vita e pensiero, Milano, 2005. B O Z Z A

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Andrea Riboni Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.