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La figura della geisha nella cultura giapponese

Nel 1943 molti hanamachi furono chiusi: le geisha che non poterono affidarsi alla generosità dei propri danna e ritirarsi così con un reddito fisso, furono costrette ad abbandonare lo stile di vita agiato cui erano abituate e trovarsi un lavoro al di fuori del karyûkai; molti dei bellissimi kimono vennero venduti decretando la fine della donna-artista e l’inizio della donna-operaia tenuta ad indossare divise ed abiti in stile occidentale. In questo periodo definito come “valle oscura” (1) tutti i teatri, okiya e case da tè del paese furono obbligati a chiudere: “senza teatri e geisha la musica di Edo, basata sullo shamisen, era destinata a scomparire”

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PREMESSA Geisha. L’etimologia della parola c’introduce una persona “ sha” devota all’arte “gei” il cui talento consiste nel ricreare un’atmosfera caratterizzata da un senso di distacco dalla vita quotidiana. La figura moderna di queste artiste è rappresentata unicamente da donne ma il nome geisha è stato attribuito per la prima volta nel XVII secolo a uomini di spettacolo conosciuti in precedenza come taikomochi, cioè “portatori di tamburo”. I taikomochi erano musicisti itineranti che intrattenevano ai ricevimenti raccontando storie divertenti o improvvisando recitazioni buffe. A differenza degli attori dell’esordiente teatro kabuki, i taikomochi non si esibivano solo sul palcoscenico ma si mescolavano al pubblico invitandolo a partecipare; veniva a crearsi un’empatia maggiore fra l’artista e lo spettatore che promuoveva il successo di queste innovative performances e soprattutto arricchiva il valore delle gei-sha, le “persone d’arte”. Nel 1750 a Kyôto esordisce una versione femminile del taikomochi ovvero la onna taikomochi, le cui prestazioni artistiche non differivano da quelle dell’ equivalente maschile ma sancirono l’ingresso delle donne nel mondo del gei. Il Giappone del 1600 aveva già conosciuto figure femminili dedicate a diffondere musica e danza, le tayû o cortigiane di alto livello ma poiché oltre all’esibizione artistica praticavano amori mercenari, queste donne non poterono fregiarsi del titolo di gei-sha. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sharon Francois Contatta »

Composta da 43 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.