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Il ruolo dell'assistente sociale nel processo riabilitativo del paziente schizofrenico

Da sempre la nostra concezione della normalità e dell’anormalità mentale è stata influenzata in parte dalla ricerca e dalle conoscenze scientifiche, e in parte da comportamenti sociali e valori culturali. Se inizialmente quindi tendevano ad avere una visione stereotipata del malato mentale, oggi cambiamenti forti nel modo di concepire la diversità hanno contribuito a dar vita a delle modificazioni. L’immagine stereotipata della malattia mentale è cambiata; il malato mentale non viene più etichettato come emotivamente debole, incurabile, pericoloso o anormale. Lentamente è stato accettato il concetto che si tratta di avere a che fare con degli individui, ovvero con delle persone che come ogni altro essere umano, vivono e convivono nel nostro stesso ambiente, nella nostra stessa città o quartiere.
Oggi, questo nuovo modo di leggere la malattia mentale è valido anche per tutti coloro che sono affette da quella che, probabilmente, è la più oscura malattia che la psichiatria debba affrontare: la schizofrenia.
Di tutti i disturbi mentali, rappresenta sicuramente il più difficile da gestire per chiunque ne sia coinvolto. La schizofrenia è, infatti, una patologia mentale che interferisce con la capacità della persona di riconoscere la realtà, di gestire le sue emozioni, di pensare in modo chiaro, di dare giudizi e di comunicare. È caratterizzata, infatti, da un insieme di manifestazioni cliniche e comportamentali che testimoniano una grave compromissione dell’identità della persona, della struttura dei suoi pensieri e delle sue emozioni, del rapporto con la realtà, della capacità d’adattamento e di tutti quegli aspetti che qualificano la cosiddetta “salute”, ossia quello stato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nella sua costituzione, definisce “di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente assenza di malattia o infermità”.
Definita come “la psicosi per eccelenza”, la schizofrenia è certamente una malattia che sconvolge completamente la vita di chi ne soffre, influenzando profondamente anche la vita dei familiari, degli amici e di chiunque accetti di prendersene cura. Ne deriva quindi una forte problematicità, da legare soprattutto alla gestione quotidiana e pratica del paziente schizofrenico (alimentazione, droghe e alcool, sesso e Aids, lavoro e tempo libero)
La sfortuna di essere afflitti dalla schizofrenia è, inoltre, accompagnata dall’essere, ogni giorno, vittima e bersaglio di tutta una serie di pregiudizi e false credenze che prendono piede e forza dall’ingoranza e dalla mancata informazione. Ed è in questo contesto, che si inserisce la riabilitazione psicosociale e il lavoro dell’Assistente Sociale.

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  5  INTRODUZIONE La schizofrenia è probabilmente la più oscura malattia che la psichiatria debba affrontare. Di tutti i disturbi mentali, rappresenta sicuramente il più difficile da gestire per chiunque ne sia coinvolto. La schizofrenia è, infatti, una malattia che sconvolge completamente la vita di chi ne soffre, influenzando profondamente anche la vita dei familiari, degli amici e di chiunque accetti di prendersene cura. Ne deriva quindi una forte problematicità, da legare soprattutto alla gestione quotidiana e pratica del paziente schizofrenico. Specie se si tratta di schizofrenia paranoide. Tra i diversi sottotipi, questo ultimo, è sicuramente quello che più di tutti costringe il soggetto a essere ogni giorno vittima di manifestazioni sintomatiche forti. Si pensi ad esempio alle allucinazioni e ai deliri, per non parlare poi dei comportamenti bizzarri e dell’eloquio inusuale. Tutti questi, sono sintomi profondamente visibili cui si legano poi, come vere e proprie conseguenze, delle serie difficoltà d’interazione sociale. E sono proprio queste difficoltà a dar vita ad una forte tendenza all’isolamento; questa ultima contribuisce alla formazione di un forte distacco del soggetto schizofrenico, in particolare del soggetto paranoide, dal mondo esterno. Ed è proprio a questo isolamento che si uniscono pregiudizi e discriminazione; elementi, questi, che spesso rendono difficile ogni forma di aiuto e di riabilitazione da parte di familiari, amici e operatori.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Claudia Scibetta Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11518 click dal 27/01/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.