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Disturbo narcisistico e teoria dell'attaccamento

La tesi indaga dei punti di accordo e concordanza tra disturbo narcisistico di personalità e sviluppo del Sè nell'ambito della teoria dell'attaccamento di Bowlby e alla luce delle moderne teorie di sviluppo del Sè di Fonagy e della Infant Research. Si è cercato di collegare la “cecità all’altro”, così bene illustrata dal mito di Narciso, alle ipotesi sui deficit di sviluppo della capacità riflessiva, o capacità di mentalizzazione, formulate dalla più recente Infant Research nella prospettiva teorica dell’attaccamento (per mentalizzazione o funzione riflessiva si intende la capacità del bambino di percepire che gli altri hanno una mente propria e di conseguenza riuscire a immedesimarsi in loro).
Si discutono inoltre le modalità con cui alla luce della teoria dell’attaccamento, in situazioni ambientali disfunzionali, si possa instaurare un disturbo narcisistico di personalità, esaminando le responsabilità di eventi traumatici nella genesi di questa patologia.

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INTRODUZIONE Narciso è un giovane di straordinaria bellezza, ma tiene in massimo spregio chi lo ama: nella versione del mito riferita da Conone, al giovane Aminia, l’unico tra i suoi innamorati che non è riuscito a dissuadere, Narciso invia in dono una spada, un implicito invito a suicidarsi, e Aminia lo accontenta, trafiggendosi davanti alla sua porta. Narciso lascia dietro sé una scia di dolore e morte: nelle Metamorfosi di Ovidio, innamorata di Narciso è Eco, una ninfa che privata da Giunone dell’autonomia della parola è costretta a ripetere le ultime parole di chi le parla, senza possibilità di esprimersi in modo autonomo. La tragedia è quella di un incontro mancato tra due individui menomati: due esseri posti l’uno di fronte all’altro che non riescono a guardarsi, a comunicare, a conoscersi: Narciso non vede in Eco altro che uno specchio riflettente della propria immagine, Eco non riesce a “dar voce a se stessa” e non le resta che svilirsi ad essere un riflesso sonoro. Così entrambi incontrano la loro Nemesi: Eco finisce per dissolversi nell’ambiente, disperdendosi nella realtà fisica fino a una diffusione panteistica nella materia, come un suono che più si spande più si fa impercettibile, l’altro annega nel combaciamento perfetto tra sé e il proprio riflesso, nell’impossibilità asfittica di uno scambio con il mondo. Il presente lavoro vuole cominciare proprio dall’immagine mitica di questo incontro-non incontro, da questa cecità all’altro che è la menomazione principale che il narcisismo comporta. In realtà anche la più sana relazione oggettuale è imprescindibilmente compenetrata da una certa quota di narcisismo: ogni amore guarda il suo oggetto attraverso una sorta di filtro che scopre, esalta, amplifica certi aspetti, occultandone altri: nessuno può apparire all’altro esattamente com’è in realtà; nello stesso modo in cui Narciso, avendo gli occhi così saturi del proprio riflesso, non riesce a trovare la mente e l’anima degli altri nei volti di fronte a sé. 5

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Alessandro Roccia Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.