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Hart, Il concetto di diritto

Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Gifuni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli studi di Napoli "Parthenope"
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: antonio luongo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 25

La tesi rappresenta un'analisi critica dell'opera dell'autore austriaco, "Il Concetto di Diritto", nello scritto vengono trattati tutti i temi eviscerando ogni sezione del testo, dalla critica all'ordine sostenuto da minacce, al concetto di diritto come unione di orme pimarie e norme secondarie, concludendo con una attenta analisi critica del concetto di contenuto minimo di morale nel diritto, concetto del quale si avanza un 'ipotesi interpretativa del tutto innovativa rispetto alla semplicistica considerazione di esso come mera apertura dell'autore al giusnaturalismo.

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2 INTRODUZIONE Troppo spesso l'estremismo, sia esso inteso come presa di posizione estrema fra due punti di vista diametralmente opposti fra loro, sia inteso come creazione di un pensiero “forte” si trova ad assurgere a sinonimo di vigore intellettuale; esso talvolta assume le forme e i colori del fregio di cui pregiarsi dinanzi alla abnorme ed informe schiera degli “ignavi”, siano essi politici o intellettuali. Eppure, a ben vedere, non sempre l'estremismo merita tale immagine di forza e tonicità intellettuale. Osservato da un diverso punto di vista esso appare talvolta come una scelta, per cosi dire, paradossalmente rassicurante (la scelta di un'idea forte, estrema, rappresenta una sorta di alcova di appartenenza entro cui rifugiarsi), talvolta come una valida tecnica al fine di quadrare e smerigliare la realtà rendendola più digeribile e meno variopinta. In rapporto ad entrambi i casi presi in considerazione ci risulta agevole comprendere come, viceversa, prese di posizione intellettuali, all'apparenza più tenui, nonché concetti meno rigorosi possano, a conti fatti, risultare come le soluzioni più ardite e temerarie; difatti a differenza di colui il quale, sposando l'estremo, sceglie di appartenervi, nonché di lasciarsi offuscare dai toni forti dei quali esso si colora, colui il quale, al contrario, sceglie di collocarsi nel bel mezzo della media tenuità fra i due estremi fa si che sia egli stesso e la sua personalità ad esprimersi e talvolta esaltarsi. Se, poi, l'ambito di applicazione di tale metodo fosse quello intellettuale-filosofico, in special modo riguardante il ramo naturale, ma anche etico-morale, allora ritengo, personalmente, che tale posizione mediana possa tradursi in ciò che, per utilizzare una dicitura nietchiana, rappresenti un grande “Sì” sui temi della natura umana e del mondo oggettivo. Questo vale a dire una piena e cosciente accettazione di quello che è a dispetto di ciò che dovrebbe essere, a differenza di colui il quale nello scegliere l'estremo al contempo opta per la via più comoda, quella, vale a dire, che storpiando la realtà trattata sia essa naturale, giuridica ecc…la rende più “digeribile” ma al contempo meno reale poiché ne rifiuta la eterogeneità. Tale personalissima esternazione, talvolta lusinghiera, ma sempre sincera nei confronti di codesto stile di vita e di pensiero mi ritorna, tuttavia, utile al fine di giustificare il perché di questa mia scelta di trattazione riguardo l'autore Herbert L.A.Hart, il quale, a mio personalissimo non che più che modesto avviso, rappresenta nel suo testo “Il concetto di diritto” un esempio importante di tale stile di pensiero. Egli, difatti, non soltanto va ad inserirsi in posizione media ed illuminante fra estremi secolari quali, ad esempio, scetticismo e formalismo, oppure giusnaturalismo e positivismo giuridico (tale ultima contrapposizione sarà il tema principale di tale trattazione), ma all'interno della sua serrata nonché analitica critica alla dottrina austiniana pone le basi per un nuovo concetto di diritto, forse meno rigoroso al cospetto dell'unificante dottrina di Austin, ma di certo meno “strizzante” ed opprimente per una materia di tale vastità. Tale nuovo concetto è quello secondo il quale il diritto risulterebbe essere un insieme di norme di due differenti ceppi, ovverosia il primo, composto da norme che impongono obblighi (quest 'ultimo corrispondente per sua stessa ammissione alla tipologia di norme ipotizzata da Austin), il secondo composto da norme che conferiscono poteri: di giudicare, di legiferare, di creare o modificare rapporti giuridici privati, che nulla ha in comune con le norme del primo ceppo ma che completa la panoramica monca offerta dallo stesso Austin.

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