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Trasporto Pubblico Locale (TPL) e politica della concorrenza

Informazioni tesi

  Autore: Pasquale D'Urso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Guido Napoletano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 305

Obiettivo di questa tesi è l'analisi del fenomeno del Trasporto Pubblico Locale (TPL), in particolare del “fenomeno romano”, allargando questa tematica ad una dimensione europea, con particolare riferimento alla politica e al diritto della concorrenza dell’Unione Europea (UE).
Quest'obiettivo nasce da un’esigenza conoscitiva dettata da una realtà, sociale-economico-giuridica, che sembra essere il risultato di altrettante doppie “realtà”, apparentemente distanti tra loro, e cioè una realtà locale (circoscritta) e dunque un fenomeno locale, e una realtà europea e dunque un fenomeno europeo (internazionale). Di conseguenza il modestissimo obiettivo di questa tesi è sapere se anche in questa materia (TPL), storicamente “riservata” agli enti locali, si possa cogliere un “ordine pubblico economico” europeo, e dunque “una politica economica…condotta conformemente al principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza” ; in definitiva se anche nel TPL si possa riscontrare un fenomeno giuridico contemporaneo, caratteristico del fenomeno comunitario in generale.
Nel primo capitolo si traccerà un profilo storico generale…evoluzione dal punto di vista sociale, tecnico, economico e giuridico del trasporto pubblico collettivo.
Nel secondo capitolo si individuano i fondamentali principi giuridici dell'UE sulla concorrenza in tema di trasporti, nonché la problematica su alcuni concetti come quello di servizio pubblico e servizio di interesse generale cercandone una più compiuta definizione anche attrverso la giurisprudenza della Corte. Si sottolinea l'importanza del Regolamento 91/1893/CEE, dove si formalizza il passaggio dall’istituto della “concessione” a quello del “contratto”, che rappresenta la porta di entrata, per il TPL in Europa, nello spazio giuridico ed economico della concorrenza. Nel terzo capitolo si cercherà di individuare che cosa vuol dire economia di mercato in libera concorrenza nel “particolare” settore del TPL, e considerando la “funzione sociale” del TPL…
… quarto capitolo si accennerà ai vari modelli di trasporto pubblico locale nei principali paesi e “capitali europee”…
Nell'analizzare dunque il “fenomeno romano” del trasporto pubblico locale, si appronterà un excursus storico di tutto il 900, (quinto e sesto capitolo), proprio al fine di soddisfare la seconda esigenza conoscitiva ….verificare se, al di là dei mutamenti culturali, di costume, sociali ed economici del c.d. “cittadino-utente”, la politica e il diritto della concorrenza europeo in generale, abbiano portato o stiano per portare una reale economia di mercato aperta e in libera concorrenza anche nel TPL delle principali capitali europee ed in particolare a Roma.
…Da un lato si è visto che le “aziende pubbliche” del TPL (europee in generale) hanno recepito egregiamente principi e normative europee e nazionali trasformandosi in tempi stretti in “imprese” del TPL con acquisizione di processi gestionali ispirati ai principi di maggior efficienza e produttività e con vocazione concorrenziale. Dall’altro si sono visti fenomeni in ambito comunitario, (seguiti quasi subito negli ordinamenti interni), come la sentenza Teckal , dalla quale è scaturita la teoria della legittimità dell’affidamento senza gara ( in house providing) ad una società di diritto privato, reggendosi sul principio della delegazione interorganica, vale a dire la società, al di là della sua veste giuridica, rappresenta un’articolazione diretta della pubblica amministrazione. Infatti il c.d. “modello romano”, con l’adozione della corporate governance e della c.d. concorrenza per il mercato (assegnazione di parti di servizio tramite gara), ha rappresentato per Roma un percorso del tutto nuovo, nella produzione e gestione del TPL. E tuttavia la stessa città è stata una delle prime grandi città europee ad adottare il sistema dell’ in house providing, con le conseguenti ricadute di valutazione sulla distorsione della concorrenza e della natura “eccezionale” e “derogatoria” dell’affidamento diretto, sulla quale per altro la Corte è ritornata più volte , rispetto alle regole generali del diritto comunitario primario e derivato. Tuttavia, in seguito all’esperienza concorrenziale maturata seppur per un breve periodo, il modello dell’affidamento senza gara, a Roma (in house providing), ha potuto dare dimostrazione di raggiungere risultati più efficaci e più efficienti, rispetto al passato, proprio in forza di atteggiamenti concorrenziali precedentemente assimilati.

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I Presentazione. Obiettivo di questa tesi è l'analisi del fenomeno del Trasporto Pubblico Locale (TPL), in particolare del “fenomeno romano”, allargando questa tematica ad una dimensione europea, con particolare riferimento alla politica e al diritto della concorrenza dell’Unione Europea (UE). Quest'obiettivo nasce da un’esigenza conoscitiva dettata da una realtà, sociale- economico-giuridica, che sembra essere il risultato di altrettante doppie “realtà”, apparentemente distanti tra loro, e cioè una realtà locale (circoscritta) e dunque un fenomeno locale, e una realtà europea e dunque un fenomeno europeo (internazionale). Di conseguenza il modestissimo obiettivo di questa tesi è sapere se anche in questa materia (TPL), storicamente “riservata” agli enti locali, si possa cogliere un “ordine pubblico economico” europeo, e dunque “una politica economica…condotta conformemente al principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza” 1 ; in definitiva se anche nel TPL si possa riscontrare un fenomeno giuridico contemporaneo, caratteristico del fenomeno comunitario in generale. Nel primo capitolo si traccerà un profilo storico generale, relativo alla nascita ed all'affermazione del TPL nonché all’urbanizzazione delle prime grandi metropoli europee, e si accennerà all’evoluzione dal punto di vista sociale, tecnico, economico e giuridico del trasporto pubblico collettivo. Nel secondo capitolo si individuano i fondamentali principi giuridici dell'UE sulla concorrenza in tema di trasporti, nonché la problematica su alcuni concetti come quello di servizio pubblico e servizio di interesse generale cercandone una più compiuta definizione anche attrverso la giurisprudenza della Corte. Si sottolinea l'importanza del Regolamento 91/1893/CEE, dove si formalizza il passaggio dall’istituto della “concessione” a quello del “contratto”, che rappresenta la porta di entrata, per il TPL in Europa, nello spazio giuridico ed economico della concorrenza. 1 Art 3A n.1 del Trattato di Maastricht.

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