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Infermità mentale e imputabilità

La tesi affronta nel primo capitolo l'annoso problema della imputabilità, analizzando a proposito le varie storiche concezioni, nonchè, analiticamente, tutte le cause di esclusione e diminuzione dell'imputabilità elencate nel codice penale. Il secondo capitolo tratta in maniera specifica dell'infermità mentale; affronta innanzitutto il rapporto tra il vizio di mente e gli elementi del reato; successivamente vengono indagate in maniera approfondita le più varie tipologie di alterazioni mentali, congiungendo i profili giuridici a quelli medico-psichiatrici. Segue un'articolata casistica e giurisprudenza.
Infine il terzo capitolo affronta i profili internazionali (francese e inglese) e sovranazionali (Statuto della Corte Penale Internazionale) della questione.

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1 INTRODUZIONE La presente trattazione si propone di analizzare il complesso tema della rilevanza dell’infermità mentale nell’ordinamento giuridico penale. A tale scopo, si ritiene imprescindibile prendere le mosse dalle più generali questioni relative all’imputabilità; ciò partendo da un breve excursus storico, in cui si metteranno in evidenza le varie teorie che si sono susseguite negli anni e quelle che poi sono state accolte nell’attuale codice penale. Proseguendo, si affronteranno le due concezioni storiche dell’imputabilità (la “concezione normativa” e la “concezione psicologica”) riguardanti il rapporto tra l’imputabilità e la colpevolezza. Al termine di questa prima parte “introduttiva”, e prima di affrontare nel dettaglio il tema principale della trattazione, ci si soffermerà sulle altre cause di esclusione e diminuzione dell’imputabilità (artt. 90-98 c.p.). Il secondo capitolo sarà dedicato interamente al tema dell’infermità mentale nell’ordinamento penale italiano. Innanzitutto, si illustrerà il contenuto degli artt. 88 e 89 del codice penale, rubricati, rispettivamente, “Vizio totale di mente” e “Vizio parziale di mente”; dopo aver tracciato un quadro generale delle suddette norme, si affronteranno i rapporti esistenti tra il vizio di mente e gli istituti della continuazione criminosa, del reato abituale e del reato permanente; nonché i profili problematici relativi al coordinamento tra la questione dell’infermità mentale e gli elementi soggettivi del reato. Giunti al fulcro del problema, si ritiene opportuno, al fine di avere un quadro, anche medico-psichiatrico, più completo ed esaustivo possibile, stilare una dettagliata classificazione delle più comuni (nonché maggiormente rilevanti nell’ambito giuridico-penale) alterazioni mentali. La finalità è quella di fornire, come punto di partenza, un inquadramento clinico e nosografico, in modo da poter meglio comprendere, e di conseguenza, illustrare, i possibili scenari che possono presentarsi nell’applicazione delle norme in oggetto.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luana Danila Losasso Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.