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Etica e finanza a confronto. Una riflessione psicosociale sul consumo critico.

La mia tesi affronta in modo dettagliato il rapporto tra finanza ed etica.
Nel primo capitolo si analizza il significato del consumo nell’età postmoderna:
nella logica guidata non dalla necessità o dal bisogno, ma dal desiderio e dal senso di appartenenza ad un gruppo, il consumo non può essere analizzato esclusivamente attraverso un’ottica economista e funzionale, ma anche secondo una prospettiva culturale. Dopo un excursus storico viene analizzata anche la personalità del consumatore per cui la massimizzazione del profitto e del risparmio lascia posto al desiderio e all’importanza del creare relazioni sociali. Dall'ottica del consumatore nel secondo capitolo si passa ad analizzare l'ottica in cui la dimensione etica e la responsabilità sociale d’impresa vengono considerate dunque condizioni essenziali per un efficiente impiego del capitale. Nel capitolo, infatti, viene analizzata in tutti i suoi punti la norma SA 8000. Nel terzo capitolo viene analizzato, definendone, attraverso l’analisi della Carta Italiana de CEES la storia, i criteri fondamentali, gli obiettivi ed i ruoli dei protagonisti, un’importante e diffusa forma di commercio alternativa, il commercio equo e solidale. È stata inoltre presa in considerazione una ricerca di Becchetti e Costantino (2006) in cui vengono identificate le abitudini e le caratteristiche dei consumatori del CEES allo scopo di evidenziare le motivazioni che spingono a scegliere prodotti socialmente responsabili rispetto a quelli tradizionali. Il quarto capitolo affronta un tema che sta acquistando sempre più interesse nel nostro paese, ovvero la formazione di associazioni, i Gruppi di Acquisto Solidale, ovvero gruppi che acquistano prodotti di uso comune avendo come punto di riferimento criteri come la giustizia e la solidarietà. Come allegati alla tesi è possibile trovare il modello dell'atto costitutivo e quello di statuto di un GAS.

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4 INTRODUZIONE Gli attuali dibattiti sul commercio sono dominati da conflitti ormai rituali tra i due campi: i “globofili e i globofobi. I globofili sostengono che la globalizzazione degli scambi tra lavorando per i poveri. Le loro ricette propongono di accelerare il corso degli attuali eventi. I globofobi rovesciano la prospettiva e sostengono che il commercio danneggia e poveri. La guerra di parole tra le due fazioni che accompagna ogni Summit internazionale è assolutamente controproducente. Entrambe le visioni del mondo sfuggono la complessità delle evidenze empiriche e nessuna di esse offre speranze per il futuro (Rigged rules and double standard: trade globalisation and the figh against poverty, 2002 OXFARM Report). Come in guerra e in amore, anche nel mercato tutto è lecito: con questa semplice (addirittura popolare) affermazione si potrebbe sintetizzare l’intero meccanismo del libero mercato, un mercato in cui l’obiettivo di massimizzare il profitto ed il meccanismo di formazione dei prezzi rappresentano capisaldi indistruttibili ed indiscutibili. Indiscutibili, però, non si sono dimostrati, in quanto questo non rappresenta l’unico mondo e, tanto meno, il migliore di quelli possibili: da alcuni anni infatti l’opinione pubblica è sempre maggiormente interessata a tematiche quali la globalizzazione e forme di commercio alternativo, come quello biologico ed equosolidale.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Pamela Pedone Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1173 click dal 05/02/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.