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Oltre il neofascismo. Il caso “Forza Nuova”

Informazioni tesi

  Autore: Giorgio Borrini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Roberto Chiarini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

Negli ultimi anni l’interesse per l’estrema destra è cresciuto notevolmente e di conseguenza anche i contributi scientifici su questo fenomeno. Alla base di ciò vi è stata la recente crescita di questo tipi di partiti in Europa. A questo proposito, in Italia, assistiamo alla proliferazione di questi movimenti con uno scarto temporale rispetto alle altre nazioni europee. In occasione delle elezioni politiche del 13 maggio 2001, sulle nostre schede elettorali abbiamo avuto modo di vedere, oltre il simbolo del MSI-FT, quelli di “Forza Nuova” di Roberto Fiore, del “Partito liberaldemocratico in Europa con Haider” e del “Fronte Nazionale” di Adriano Thilgher. Il fatto che questi movimenti, con programmi alternativi all’attuale sistema economico-politico-sociale, si siano presentati al vaglio dell’elettorato senza particolari reazioni istituzionali, ci fa comprendere come i tempi stiano ormai cambiando anche in Italia. In effetti la svolta di AN, in senso moderato nell’ambito delle destre democratiche europee, aveva lasciato, anni fa, un vuoto politico-ideologico-elettorale sul versante della destra estrema che una MSI-FT, ormai ripiegato su se stesso, non aveva e tuttora non ha saputo strategicamente riempire. La nascita di nuovi movimenti per coprire questo spazio è stata dunque fisiologica. Ma cosa sappiamo veramente di quest’ultimi? I media ne hanno dato risalto in accezione negativa e, per lo più in modo strumentale, in occasione della visita di Haider in Italia, con presunti collegamenti con l’attentato alla sede de “Il Manifesto” (“Militiae Christi”) e recentemente in occasioni dei tafferugli del 25 aprile in contrapposizione ai “ragazzi dei centri sociali”.
Il fenomeno viene, piuttosto semplicisticamente, “azzerato” come neofascismo o neonazismo; in realtà è estremamente più complesso e “merita” ulteriori approfondimenti. Questo tipo di movimenti se, da una parte, riprende temi cari al fascismo storico, dall’altra se ne distacca, cavalcando tematiche e problemi della società contemporanea. La decisione di prendere in considerazione, principalmente, FN nasce dal fatto che è il solo soggetto che permetta di trovare, in termini quantitativi e qualitativi, quella documentazione che altrove sarebbe carente. La sua partecipazione alla competizione elettorale ha offerto, altresì, ulteriori spunti di indagine. Nella trattazione si è cercato di dare un’impostazione per certi versi storico-politica, per altri più vicina all’inchiesta.
Nella prima parte viene trattata, nelle sue linee essenziali, la travagliata storia della destra radicale italiana nella duplice componente interna al MSI - non dimenticando che FN è sostanzialmente una costola del suddetto partito e condivide in parte la medesima cultura - ed esterna, prendendo in considerazione i gruppi storici più noti. Alcuni paragrafi sono dedicati agli ideologi della destra radicale, tra cui spicca il nome di J. Evola. Nella seconda viene analizzato il retroterra culturale che accomuna l’attuale arcipelago dell’ultradestra italiana e sono brevemente esaminate le formazioni - frutto di ripetute scissioni dal MSI-FT - più rilevanti. Nella terza vengono esposti gli elementi tipici che caratterizzano FN, attraverso la ricostruzione della sua storia e di quella personale dei fondatori, l’evoluzione del movimento e l’organizzazione interna. Sono quindi presentate le iniziative della militanza, i rapporti con partiti analoghi e la recente esperienza elettorale delle politiche 2001 con un’analisi particolareggiata del programma. Nella quarta e ultima parte vengono esaminate le tematiche d’attualità legate al movimento, nonché quegli aspetti che lo rendono “radicale” nei contenuti e che costituiscono fattori di originalità. Un paragrafo è interamente dedicato alla visone che i media e la sinistra si sono fatti di questo partito che, tra le sue prerogative, ha sicuramente quella di far parlare molto di sé. Infine si è proceduto ad un analisi di FN alla luce di esperienze analoghe a livello europeo, cercando di delinearne un possibile spazio d’azione nel contesto italiano. A questo proposito, vengono messe a fuoco alcune caratteristiche che distaccano FN dall’etichetta neofascista “tout court” e lo pongono nell’ambito più ampio dell’ “estrema destra postindustriale”.

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4 PREFAZIONE Negli ultimi anni l’interesse per l’estrema destra è cresciuto notevolmente e di conseguenza anche i contributi scientifici su questo fenomeno. Alla base di ciò vi è stata la recente crescita di questo tipi di partiti in Europa. A questo proposito, in Italia, assistiamo alla proliferazione di questi movimenti con uno scarto temporale rispetto alle altre nazioni europee. In occasione delle elezioni politiche del 13 maggio 2001, sulle nostre schede elettorali abbiamo avuto modo di vedere, oltre il simbolo del MSI-FT, quelli di “Forza Nuova” di Roberto Fiore, del “Partito liberaldemocratico in Europa con Haider” e del “Fronte Nazionale” di Adriano Thilgher. Il fatto che questi movimenti, con programmi alternativi all’attuale sistema economico-politico-sociale, si siano presentati al vaglio dell’elettorato senza particolari reazioni istituzionali, ci fa comprendere come i tempi stiano ormai cambiando anche in Italia. aaaaaaaaaa In effetti la svolta di AN, in senso moderato nell’ambito delle destre democratiche europee, aveva lasciato, anni fa, un vuoto politico-ideologico- elettorale sul versante della destra estrema che una MSI-FT, ormai ripiegato su se stesso, non aveva e tuttora non ha saputo strategicamente riempire. La nascita di nuovi movimenti per coprire questo spazio è stata dunque fisiologica. Ma cosa sappiamo veramente di quest’ultimi? I media ne hanno dato risalto in accezione negativa e, per lo più in modo strumentale, in occasione della visita di Haider in Italia, con presunti collegamenti con l’attentato alla sede de “Il Manifesto” (“Militiae Christi”) e recentemente in occasioni dei tafferugli del 25 aprile in contrapposizione ai “ragazzi dei centri sociali”. Il fenomeno viene, piuttosto semplicisticamente, “azzerato” come neofascismo o neonazismo; in realtà è estremamente più complesso e “merita” ulteriori approfondimenti. Questo tipo di movimenti se, da una parte, riprende temi cari al fascismo storico, dall’altra se ne distacca, cavalcando tematiche e problemi della società contemporanea. aaaaaaaaaaaaaa La decisione di prendere in considerazione, principalmente, FN nasce dal

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