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Educazione socioaffettiva con gli adolescenti

Questa ricerca presenta i risultati di una sperimentazione del “metodo integrato” per l’educazione socioaffettiva, effettuata in scuole medie superiori da operatori preparati, dalla Dott.ssa Anna Putton, con uno specifico corso di formazione e seguiti, attraverso due incontri di supervisione, durante l’attuazione dell’intervento Il “metodo integrato” consiste nella rielaborazione e nell’adattamento alla realtà sociale italiana di alcune metodologie utilizzate negli Stati Uniti, in particolare del TET (Teacher Effectiveness Training) di Gordon e del Circle Time; esso mira all’instaurazione di un buon rapporto insegnante-studente e studente-studente e propone metodi efficaci di ascolto, comunicazione, risoluzione di eventuali conflitti.
Con questa ricerca, si è voluto verificare l’efficacia di tale metodo applicato con gli adolescenti. Si è ipotizzato che al termine della sperimentazione, gli alunni delle classi sperimentali, rispetto a quelli delle classi di controllo, presentassero in maggior misura: a livello individuale sentimenti di accettazione, di sicurezza, di fiducia in sè, capacità di risolvere problemi interpersonali e di affrontare situazioni di stress emotivo; a livello interpersonale comportamenti ed atteggiamenti di collaborazione, solidarietà, mutuo rispetto, accettazione delle differenze, capacità di mediazione.
Soggetti della ricerca sono stati 153 ragazzi di tre scuole superiori della provincia bresciana, suddivisi in 5 classi sperimentali e 4 di controllo. Ai ragazzi è stato somministrato, prima e dopo l’intervento, il test M.R.O. di Ardizzone e Grasso e il Sociogramma secondo il modello di Carli e Mosca. I risultati confermano l’efficacia del metodo. Similmente i risultati del test Sociogramma, sembrano confermare le ipotesi della ricerca; infatti, pur con le dovute cautele, dal momento che il numero di classi disponibili per la ricerca non ha consentito l’applicazione di una valutazione statistica, questi risultati mostrano delle apprezzabili differenze tra gruppo di controllo e gruppo sperimentale negli indici di coesione, di efficacia nell’esplorazione e di efficacia nell’ignorarsi, indicanti una evoluzione positiva all’interno delle classi in cui è stato applicato il “metodo integrato”.

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II Introduzione Ciascun individuo vive in pi� sistemi (familiare, scolastico, amicale, ecc.), l'armonia fra le richieste dei vari sistemi contribuisce al benessere individuale. � quindi fondamentale che la Scuola oggi, accanto alla sua funzione culturale, sia in grado di adottare una strategia tale per cui gli adolescenti possano sviluppare capacit� relazionali, meglio affrontare i problemi della loro vita scolastica e familiare, siano pi� capaci di capire se stessi e le proprie interazioni con gli altri, al fine di prevenire il disadattamento di alcuni e di promuovere il benessere psicofisico di tutti. L�educazione socioaffettiva, presentata nel primo capitolo, si propone di favorire i comportamenti pro-sociali degli individui, incrementando i sentimenti di accettazione e di fiducia in s� e le capacit� di far fronte agli stress emotivi e alle relazioni interpersonali attraverso atteggiamenti di collaborazione, solidariet� e mutuo rispetto. Sempre all�interno di questo capitolo (vedi par. 1.1), vengono esposti i presupposti teorici dell�educazione socioaffettiva: la psicologia di comunit�, che pone tra i suoi obiettivi quello di migliorare la qualit� del

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Chiara Borghi Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.