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La figura del padre nella poesia italiana del XX secolo

Un viaggio nella poesia italiana del secolo scorso alla riscoperta del padre, figura dalle molteplici sfaccettature. Gli occhi del poeta-figlio lo ricordano soggettivamente in differenti ambiti, dalla sfera più privata degli affetti a quella professionale o sociale, ne sottolineano pregi e difetti, lo ritraggono in diverse fasi della sua esistenza, sino a rievocarne la scomparsa od a percepirne la presenza spirituale anche post mortem.
I capitoli, ordinati secondo un criterio tematico, accanto a nomi meno celebri (ma pregevoli e significativi), includono autori quali: G. Pascoli, M. Moretti, U. Saba, E. Montale, C. Sbarbaro, C. Pavese, S. Quasimodo, M. Luzi, L. Sinisgalli, A. Gatto, L. Erba, V. Sereni, G. Raboni, G. Caproni, A. Bertolucci, F. Fortini, A. Zanzotto, T. Guerra, D. Maraini, M. Cucchi, S. Ramat, V. Lamarque, A. Merini, M. L. Spaziani, A. Cima, …
L’analisi dei testi, lungi dal limitarsi al solo livello contenutistico, si sofferma anche su quello stilistico-formale; si forniscono inoltre il contesto e le circostanze di composizione, ricorrendo direttamente – ove possibile – alla voce ed alla testimonianza dei poeti stessi.

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1 INTRODUZIONE Nel corso dell’approfondimento sulla figura paterna nella poesia italiana del ’900, ho provato non poco stupore: sebbene, studiando sulle antologie scolastiche, mi fossi già imbattuta in testi memorabili di Pascoli, Sbarbaro, Saba, Quasimodo e Montale concernenti il proprio genitore, non avrei mai immaginato di scoprire, partendo da una pepita, una sterminata miniera d’oro. Fuor di metafora, una ricerca comunque circoscritta secondo precise coordinate spazio- temporali (mi sono permessa un paio di citazioni straniere soltanto a titolo di paragone) mi ha condotto a reperire una quantità spropositata di versi a lui dedicati. Se la letteratura anteriore al ventesimo secolo ha spesso privilegiato la madre, persona con cui sin da neonati s’instaura un peculiare rapporto simbiotico ed alla quale si resta legati da un inscindibile cordone ombelicale, quella dei decenni considerati ha ampliato i suoi orizzonti, inserendosi anche in un clima generale di riscoperta del padre: tale ipotesi trova conferma nell’esplosione degli studi e delle innumerevoli teorie sul suo ruolo, elaborate soprattutto nell’ambito delle scienze umane. Lungi dal divagare, addentrandomi in settori esterni alla mia competenza, posso ad ogni modo constatare che le trite definizioni del padre contemporaneo, caratterizzato da assenza (specie il carrierista o il divorziato) o debolezza (il cosiddetto ‘mammo’), vengono abbondantemente ridimensionate da molteplici e svariati esempi di padre-modello anche ai giorni nostri. La volontà di scavare al di sotto di semplici e superficiali etichette, il desiderio di fornire un taglio tematico alla mia tesi, nonché certe motivazioni personali in seguito a vicissitudini familiari hanno concordemente influenzato la scelta dell’argomento, attuale ma poco approfondito da un punto di vista letterario. Per ottenere un’iniziale panoramica, mi sono orientata verso tre recenti antologie poetiche incentrate sulla figura paterna, integrandole con lunghe ricerche nelle varie biblioteche milanesi e nella rete telematica (come emerge dalla bibliografia): A mio padre…le più belle poesie dai poeti italiani, a cura di L. Luisi (Roma, Newton, 1996, Tascabili economici), Eccoti fuor dal buio – Poesie inedite al padre, a cura di M. G. Maioli Loperfido (Ravenna, Girasole, 1998), Portami ancora per mano – Poesie per il padre, a cura di M. G. Maioli Loperfido (Milano, Crocetti, 2001).

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Maria Verderi Contatta »

Composta da 327 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11788 click dal 05/02/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.