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Il manifesto come strumento della propaganda nazista

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Casagrande
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Relazioni pubbliche e pubblicità
  Relatore: Iris Jammernegg
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

La propaganda nazista coinvolse tutti i mezzi di comunicazione: nella mia trattazione ho scelto di occuparmi della comunicazione politica attraverso i manifesti.
La scelta di analisi dei manifesti nasce dalla volontà di capire come questa propaganda abbia avuto un successo di tale portata.
Joseph Goebbels, il Ministro della Propaganda del Terzo Reich, affermava con certezza: ”Nulla è più facile che portare la gente al guinzaglio. Mi basta sollevare un rutilante manifesto e loro ci saltano dentro.”
Ed è proprio di quei rutilanti manifesti che mi occuperò in questa trattazione nel tentativo di imparare quanto più possibile in merito alla propaganda per comprendere come Joseph Goebbels potesse essere così sicuro del suo successo propagandistico.
La prima parte della trattazione delinea il contesto storico entro il quale è vissuto il nazismo: è importante capire bene la situazione storica che si trovò a vivere la Germania in seguito alla Prima Guerra mondiale fino all’affermazione del nazionalsocialismo.
La seconda parte è dedicata al partito nazista: dagli anni della nascita alla sua crescita e affermazione che portò alla presa del potere.
La parte successiva è dedicata alla propaganda, inizialmente definendone il significato, per focalizzarmi poi sul ruolo della propaganda nei regimi totalitari.
Ho ristretto ulteriormente il raggio di descrizione della propaganda, per arrivare a concentrarmi sul suo ruolo nel regime nazista, descrivendone le tecniche utilizzate, gli organi competenti e i maggiori protagonisti alla guida della macchina propagandista nazista.
Gli strumenti utilizzati per diffondere e affermare il partito nazionalsocialista erano molti: notiziari, rapporti governavi, revisioni storiche, libri, stampa, radio, volantini, film propagandistici, manifesti e affissioni.
Nella parte finale l’analisi si è concentrata sui manifesti, per vedere applicate le tecniche di propaganda teorizzate da Hitler e Goebbels e per ripercorrere la storia nazista e i diversi ambiti della società del tempo, che passarono completamente sotto il controllo del regime.

Ho selezionato alcuni poster riguardanti il partito nazionalsocialista e li ho divisi in due gruppi:
- il primo gruppo riguardante i manifesti risalenti ad una data precedente a quella delle elezioni del 1933 e quindi all’anno della presa del potere di Hitler;
- il secondo gruppo contiene manifesti riguardanti gli anni in cui Hitler e il suo partito erano al potere.

La scelta di dividere i manifesti in due gruppi nasce dalla volontà di identificare le differenze che intercorrono tra il gruppo dei manifesti precedenti alle elezioni del 1933 e quelli prodotti invece successivamente alla presa del potere.
Ho scelto i poster, a mio avviso più significativi, cercando di delineare il contesto nel quale furono prodotti, le persone ai quali erano indirizzati, la macrotematica che volevano affrontare con lo scopo di estrapolarne il significato più profondo e i codici semiotici che lo veicolavano.
Per l’analisi dei manifesti ho utilizzato le chiavi di lettura esplicitate negli scritti di Hitler, il quale teorizzò numerose tecniche propagandistiche e si attenne minuziosamente ad esse. Goebbels, nominato Ministro della Propaganda del Terzo Reich, si attenne alle tecniche hitleriane ed iniziò un eccellente lavoro propagandistico.
Per la comprensione delle immagini presenti nei manifesti mi sono avvalsa degli studi di Gunther Kress e Theo Leeuwen, i quali forniscono delle possibili chiavi di lettura delle immagini, offrendo gli strumenti adatti per dare un significato alla struttura dei manifesti.
Lo scopo finale è quello di capire quali fattoti determinarono il successo della propaganda nazista. E’ vero che la situazione in cui Hitler e il partito nazionalsocialista si trovarono ad agire, era una situazione di estrema crisi, ma è vero anche che la macchina propagandistica nazista fece un lavoro eccellente.

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3 INTRODUZIONE La propaganda nazista coinvolse tutti i mezzi di comunicazione: nella mia trattazione ho scelto di occuparmi della comunicazione politica attraverso i manifesti. La scelta di analisi dei manifesti nasce dalla volontà di capire come questa propaganda abbia avuto un successo di tale portata. Joseph Goebbels, il Ministro della Propaganda del Terzo Reich, affermava con certezza: ”Nulla è più facile che portare la gente al guinzaglio. Mi basta sollevare un rutilante manifesto e loro ci saltano dentro.”1 Ed è proprio di quei rutilanti manifesti che mi occuperò in questa trattazione nel tentativo di imparare quanto più possibile in merito alla propaganda per comprendere come Joseph Goebbels potesse essere così sicuro del suo successo propagandistico. La prima parte della trattazione delinea il contesto storico entro il quale è vissuto il nazismo: è importante capire bene la situazione storica che si trovò a vivere la Germania in seguito alla Prima Guerra mondiale fino all’affermazione del nazionalsocialismo. La seconda parte è dedicata al partito nazista: dagli anni della nascita alla sua crescita e affermazione che portò alla presa del potere. La parte successiva è dedicata alla propaganda, inizialmente definendone il significato, per focalizzarmi poi sul ruolo della propaganda nei regimi totalitari. Ho ristretto ulteriormente il raggio di descrizione della propaganda, per arrivare a concentrarmi sul suo ruolo nel regime nazista, descrivendone le tecniche utilizzate, gli organi competenti e i maggiori protagonisti alla guida della macchina propagandista nazista. Gli strumenti utilizzati per diffondere e affermare il partito nazionalsocialista erano molti: notiziari, rapporti governavi, revisioni storiche, libri, stampa, radio, volantini, film propagandistici, manifesti e affissioni. Nella parte finale l’analisi si è concentrata sui manifesti, per vedere applicate le tecniche di propaganda teorizzate da Hitler e Goebbels e per ripercorrere la storia 1 Citato in Rhodes, Propaganda: The art of persuasion, cit., p.13. citato in A.R.Pratkanis, E. Aronson, Psicologia delle comunicazioni di massa. Usi e abusi della persuasione, Bologna, il Mulino, 1996, p. 284.

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