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Principi contabili internazionali. Analogie e differenze tra IAS e principi italiani analizzati.

Informazioni tesi

  Autore: Elisa Pegorin
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Andrea Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

Il presente lavoro, strutturato in cinque capitoli, si pone l’obiettivo di analizzare quali sono le analogie e le differenze tra la disciplina nazionale e la prassi internazionale, limitatamente alle rimanenze e al leasing (IAS 2 e IAS 17). Giungo a questo raffronto ripercorrendo il processo di evoluzione della normativa nazionale ed internazionale in tema di armonizzazione contabile, dai primi interventi della fine degli anni Settanta quali sono le Direttive contabili per poi approdare, con la Comunicazione n. 508/95/CEE della Commissione Europea, a consentire alle imprese dei Paesi membri di predisporre, in modo del tutto volontario, i propri bilanci secondo i Principi IAS. La necessità di individuare e adottare Principi Contabili internazionalmente accettati per la redazione dei bilanci venne successivamente ribadita dalla Comunicazione n. 232/99/CEE, nonché dalla Comunicazione n. 359/00/CEE e nel Consiglio Europeo di Lisbona del 2000.
Dopo un breve accenno alle funzioni e alla struttura dei fondamentali organismi preposti all’emanazione e all’attuazione dei Principi Contabili Internazionali, ho focalizzato la mia attenzione sui provvedimenti normativi che sono stati emanati dall’Unione Europea allo scopo di consentire una transizione agli IAS/IFRS immediata e al contempo uniforme e minimizzare il gap tra le realtà che li adottano e quelle che ne sono escluse.
La seconda tappa del processo di armonizzazione contabile, delineata dalla Comunicazione n. 359/2000, ha per oggetto la modernizzazione delle Direttive CEE IV e VII attraverso la Direttiva n. 2001/65 (recepita in Italia tramite il D. Lgs. n. 394/2003) e la Direttiva n. 2003/51. Il fine è eliminare le incompatibilità tra le Direttive e le disposizioni degli IAS/IFRS, nonché modernizzare il quadro giuridico comunitario e fornire maggiore flessibilità alle Direttive stesse per renderle compatibili con gli sviluppi futuri in sede IAS/IFRS.
Si fa riferimento poi anche al contesto nazionale attraverso la presa in esame della portata e delle modalità con cui il Legislatore italiano ha voluto dare attuazione all’iniziativa dell’Unione Europea.
I principi contabili internazionali sono lo strumento con cui l’Unione Europea mira a perseguire gli obiettivi di integrazione del mercato interno, di uniformità e comparabilità dei bilanci di società e Paesi diversi. Questo è naturalmente un assemblaggio di estratti presi dalla tesi. Per saperne di più...comprami e non te ne pentirai!

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3 INTRODUZIONE La progressiva globalizzazione dei mercati reali e finanziari, l’abbattimento delle frontiere sovranazionali, il moltiplicarsi del numero e dell’intensità degli scambi internazionali, la diffusione di attori e imprese globali, la crescente integrazione delle economie mondiali e la consapevolezza che i valori di bilancio sono notevolmente influenzati dal linguaggio contabile adottato per la loro espressione rappresentano i principali motori che hanno spinto l’Unione Europea ad intraprendere il cammino verso l’armonizzazione contabile nella redazione dei bilanci delle imprese comunitarie. Il presente lavoro, strutturato in cinque capitoli, si pone l’obiettivo di analizzare quali sono le analogie e le differenze tra la disciplina nazionale e la prassi internazionale, limitatamente alle rimanenze e al leasing. Giungo a questo raffronto ripercorrendo il processo di evoluzione della normativa nazionale ed internazionale in tema di armonizzazione contabile, dai primi interventi della fine degli anni Settanta quali sono le Direttive contabili per poi approdare, con la Comunicazione n. 508/95/CEE della Commissione Europea, a consentire alle imprese dei Paesi membri di predisporre, in modo del tutto volontario, i propri bilanci secondo i Principi IAS. Il vantaggio consiste nel poter accedere ai mercati finanziari internazionali senza dover redigere due serie di conti, l’una secondo le Direttive contabili internazionali e l’altra in base ai requisiti richiesti dai mercati internazionali, con conseguente abbattimento dei costi e riduzione delle incongruenze. La necessità di individuare e adottare Principi Contabili internazionalmente accettati per la redazione dei bilanci venne successivamente ribadita dalla Comunicazione n. 232/99/CEE, nonché dalla Comunicazione n. 359/00/CEE e nel Consiglio Europeo di Lisbona del 2000. L’UE cambiò quindi impostazione e contenuto riguardo l’adozione dei Principi Contabili internazionalmente riconosciuti e l’utilizzo dei Regolamenti come strumento legislativo per una veloce e completa realizzazione dell’uniformità di accounting practises nell’UE:

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