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La collaborazione di Carlo Cassola con la rivista ''Il Mondo'' (1950-1954)

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Doranti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Carlo Alberto Madrignani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 255

La tesi indaga la collaborazione di Carlo Cassola con “Il Mondo” di Mario Pannunzio. Dal giugno del 1950 al marzo del ’54 si possono contare circa settanta articoli tra racconti, inchieste e “schizzi di carattere”.
Il lavoro è articolato in quattro capitoli. Il primo è suddiviso in due parti: Carlo Cassola dagli esordi a "Il Mondo” e Un’esperienza rinnegata? La polemica sul “Corriere della sera”. La prima parte offre un profilo biografico e letterario di Cassola dalle prime esperienze, negli anni Trenta, di redattore e pubblicista fino all’arrivo, nel 1950, a “Il Mondo”. Si riserva una particolare attenzione alle opere del primo e del secondo periodo cassoliano, per la stretta relazione che hanno con i racconti editi su “Il Mondo”, rivista della quale si presenta la figura del fondatore Mario Pannunzio e se ne tracciano le principali linee guida. La seconda parte del primo capitolo apre sulle opere della “svolta” di Cassola, proponendo una panoramica che aiuti a comprendere le ragioni che spingeranno lo scrittore ad emettere, dalle pagine del “Corriere della Sera” nel 1978, un giudizio negativo sull’attività del “Mondo”, scatenando così un’aspra polemica con Giovanni Russo.
La seconda parte della tesi è articolata in tre capitoli, che trattano nello specifico degli scritti pubblicati su “Il Mondo”. Si propone una suddivisione degli articoli a seconda del campo che interessano: nel secondo capitolo si sintetizzano e commentano i racconti; nel terzo le inchieste, prima quelle di carattere economico-sociale, poi quelle di tipo culturale; infine, nel quarto capitolo, si presentano in un paragrafo unico gli articoli della rubrica “Caratteri”.
La tesi è conclusa dalla bibliografia e da un’intervista in appendice a Manlio Cancogni, fugace collaboratore del “Mondo” e grande amico di Cassola, che lo sostituì come estensore alla rubrica “Caratteri”.
La collaborazione al “Mondo” mette in luce la duttilità di Cassola, scrittore capace di essere narratore, ritrattista e saggista attento alle questioni sociali e culturali.
Nei racconti pubblicati (I comunisti, Cinque giorni in America, Estate 1942, I settentrionali, Una giornata perduta) a differenza di gran parte della narrativa cassoliana, è focalizzata non tanto la dialettica della coppia e del rapporto primario tra maschile e femminile (fatta in parte eccezione per I settentrionali), quanto la difficoltà dell’interazione tra membri di uno stesso gruppo o ceto o classe.
Le inchieste offrono uno sguardo insieme storico, politico, economico e sociale sui centri di provincia del territorio toscano a cui Cassola è più legato, la Maremma e il Volterrano; risentono dell’appassionato scambio d’idee con Luciano Bianciardi e sono la spia di una radicalizzazione politica che Cassola manifesterà a pieno nell’indagine “I minatori della Maremma”. Nella rubrica “La cultura in provincia”, Cassola descrive le nascenti esperienze culturali e, più in particolare, la crescita delle organizzazioni giovanili di alcuni piccoli centri della Toscana nella prima metà degli anni ’50.
Nei ritratti della rubrica “Caratteri” l’autore si occupa degli “usi e costumi” di personaggi situati tra la crisi del fascismo e il dopoguerra; con la formula del breve ritratto ironico Cassola, il più delle volte interno alle vicende, riflette l’immagine di un’Italia anacronistica, reazionaria e perbenista.
Nonostante si tratti di materiali non ripubblicati in volume, gli scritti del “Mondo” hanno legami con una parte considerevole dell’opera edita da Cassola.
Rivalutare la pubblicazione sul “Mondo” e mostrarne le relazioni con l’opera in volume, integra la conoscenza e aiuta l’interpretazione di un periodo che è denso di significati poetici e storici.
Prendere in considerazione gli scritti, pur senza la pretesa di esaurire tutti gli aspetti di una ricerca ancora aperta, è stata un’occasione per far emergere dall’oblio materiali fino ad oggi ignorati dalla critica. Limitarsi solo ai racconti, privilegiando “il Cassola narratore”, avrebbe di necessità indotto a trascurare ulteriormente altre forme della collaborazione, che giocano anch’esse un ruolo importante per comprendere a pieno la figura dell’autore.

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Introduzione L’opera di Carlo Cassola è solitamente distinta in tre periodi abbastanza definiti che si sviluppano in un arco temporale che va dal 1937 al 1970, più un quarto, avviato poco dopo il 1970, difficilmente definibile per la molteplicità delle direzioni che comprende. I primi lavori si ispirano ad una poetica “esistenziale”, il cui intento è la rappresentazione delle esperienze sentimentali: per molti aspetti il modello risale all’incontro giovanile con le opere di Joyce; segue una narrativa caratterizzata dall’impegno politico e dopo il 1960 un ritorno alla poetica delle origini. L’“ultimo Cassola” rivisita, principalmente, i racconti giovanili e percorre un filone apocalittico, affrontando il futuro dell’umanità con una prospettiva “emergenziale” che rimanda all’utopia pacifista. È una rottura definitiva con il profilo da “letterato puro” che aveva mantenuto, con poche eccezioni, fino a quel momento. Tra il primo e il secondo tempo degli scritti esistenziali, Cassola è coinvolto nei fatti storici del Paese e partecipa alla Resistenza tra le fila della formazione partigiana “Guido Boscaglia”, impegnata nel Volterrano. A livello artistico l’evento farà da sfondo ad opere di grande livello narrativo, che avrà il suo culmine nel “decennio dell’impegno”, che va dal 1950 al 1960, anno della pubblicazione del romanzo “La ragazza di Bube”. 1

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