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La figura del traduttore attraverso le lettere di ''Jack lo Squartatore''

Attraverso il commento e l'analisi linguistica alle traduzioni di tre lettere e di un articolo di giornale inerenti al tema del serial killer Jack lo Squartatore, si è voluti giungere a delineare i contorni della figura del traduttore, degli strumenti a sua disposizione e delle difficoltà da affrontare per condurre una "buona" traduzione.

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Introduzione In questa opera si è voluto affrontare il tema della figura del traduttore attraverso la traduzione e l’analisi linguistica di alcuni scritti riguardanti il più scaltro e imprendibile serial killer di tutti i tempi, ovvero “Jack lo Squartatore”, mietitore di vittime nella Londra di fine 1800, nel quartiere di Whitechapel, reso celebre appunto dal famoso “Autunno del Terrore”, durante il quale il “Dispettoso Jacky” uccise, squartandole, almeno cinque prostitute. Per l’ottenimento di questo scopo, si è ritenuto opportuno aprire lo scritto del primo capitolo con un breve escursus storico che racchiudesse una contestualizzazione del periodo in questione, toccando punti nevralgici come il Vittorianesimo, ovvero il periodo di fulgore del regno della Regina Vittoria, salita al trono a soli 17 anni ed emblema dell’Inghilterra, il Romanticismo e il Decadentismo, che in qualche modo hanno condizionato e influenzato le menti dell’epoca, compresa quella del noto omicida seriale. Nel secondo capitolo si sono voluti delineare i contorni della leggenda del pluriomicida inglese della Londra della fine 19° secolo, suo teatro preferito, comprensiva delle modalità degli assassinii, delle vittime e del parere della scrittrice di best-sellers Patricia Cornwell, che ha speso una piccola fortuna per condurre personali ricerche circa “Jack the Ripper”, diventato per lei quasi un’ossessione. Secondo la Cornwell, tutti gli omicidi sono riconducibili all’inglese Walter Sickert, pittore non privo di talento e appassionato di travestimenti cosa che, a suo parere, lo avrebbe aiutato nel non farsi mai riconoscere, restando sempre nell’ombra a guardare e a giudicare l’operato della polizia che non lo ha mai scovato, neanche a più di un secolo di distanza. Nemmeno le tecniche investigative più moderne sono riuscite a dare una risposta inequivocabile per quanto riguarda lo spietato responsabile di tutti quegli efferati omicidi. 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Daniela Rinaldi Contatta »

Composta da 65 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1919 click dal 06/02/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.