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La giustizia sociale secondo Friedrich A. von Hayek

Il presente elaborato si propone di analizzare e valutare un particolare aspetto del pensiero dell'economista e filosofo politico Friedrich August von Hayek, ciòe la sua concezione della giustizia sociale. Colui che è considerato a tutti gli effetti come il padre del neoliberismo ha infatti espresso una visione certamente originale ma molto discussa di una questione che va a toccare punti centrali della filosofia politica contemporanea, nonché alcuni temi “caldi” del dibattito politico di questi ultimi decenni, come ad esempio la riforma del welfare state.
Alla base della critica hayekiana della giustizia sociale c'è un'incompatibilità sostanziale con i fondamenti e i modi di funzionamento di quella che egli chiama la Grande società. La giustizia sociale, in questo senso, si presenta inconciliabile con il modello teorico elaborato da Hayek per descrivere l'evoluzione e lo sviluppo della moderna società di mercato.
Quest'ultima si fonderebbe secondo il pensatore austriaco sull'esistenza di ordini spontanei, cioè ordini nati non attraverso il disegno deliberato di una mente umana o per uno scopo specifico ma come conseguenza degli esiti inintenzionali delle azioni umane, attraverso un lungo processo di evoluzione culturale; tra questi il più importante è per l'appunto l'ordine di mercato. Per descrivere quest'ordine Hayek usa il termine catallassi (un termine greco che ha tanto il significato di “scambiare” che quello di “ammettere nella comunità”).
Con ciò egli intende sottolineare come il mercato sia un sistema “per l'utilizzazione della conoscenza, che nessuno può possedere per intero, che solo attraverso la situazione del mercato porta le persone a mirare ai bisogni di persone non conosciute ed a utilizzare dei servizi per i quali non si dispone di informazioni dirette [...]. Questo riduce il compito possibile dell'autorità se ci si rende conto del fatto che il mercato, in tal senso, ha una posizione di superiorità perchè l'ammontare di informazioni che le autorità possono utilizzare è sempre molto limitato e il mercato usa un quantitativo di informazioni notevolmente superiore rispetto a quelle che utilizzano le autorità”1. Quindi, tentare di organizzare la società per uno scopo sociale definito, come fanno i sostenitori della giustizia sociale, conduce alla distruzione dell'ordine di mercato e alla perdita della libertà che quest'ordine assicura.
La prima parte della tesi è dedicata all'esposizione della concezione hayekiana di giustizia e le critiche che ne derivano nei confronti del socialismo e del concetto di giustsizia sociale. Nella seconda parte, invece, vengono presi in considerazione i paradossi della concezione di giustizia di Hayek, rivelandone i difetti e le intrinseche contraddizioni e mostrando l'inefficacia della sua critica all'idea di giustizia sociale.

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Introduzione Il presente elaborato si propone di analizzare e valutare un particolare aspetto del pensiero dell'economista e filosofo politico Friedrich August von Hayek, ciòe la sua concezione della giustizia sociale. Colui che è considerato a tutti gli effetti come il padre del neoliberismo ha infatti espresso una visione certamente originale ma molto discussa di una questione che va a toccare punti centrali della filosofia politica contemporanea, nonché alcuni temi “caldi” del dibattito politico di questi ultimi decenni, come ad esempio la riforma del welfare state. Come vedremo, alla base della critica hayekiana della giustizia sociale c'è un'incompatibilità sostanziale con i fondamenti e i modi di funzionamento di quella che egli chiama la Grande società. La giustizia sociale, in questo senso, si presenta inconciliabile con il modello teorico elaborato da Hayek per descrivere l'evoluzione e lo sviluppo della moderna società di mercato. Quest'ultima si fonderebbe sull'esistenza di ordini spontanei, cioè ordini nati non attraverso il disegno deliberato di una mente umana o per uno scopo specifico ma come conseguenza degli esiti inintenzionali delle azioni umane, attraverso un lungo processo di evoluzione culturale; tra questi il più importante è per l'appunto l'ordine di mercato. Per descrivere quest'ordine Hayek usa il termine catallassi (un termine greco che ha tanto il significato di “scambiare” che quello di “ammettere nella comunità”). Con ciò egli intende sottolineare come il mercato sia un sistema “per l'utilizzazione della conoscenza, che nessuno può possedere per intero, che solo attraverso la situazione del mercato porta le persone a mirare ai bisogni di persone non conosciute ed a utilizzare dei servizi per i quali non si dispone di informazioni dirette [...]. Questo riduce il compito possibile dell'autorità se ci si rende conto del fatto che il mercato, in tal senso, ha una posizione di superiorità perchè l'ammontare di informazioni che le autorità possono utilizzare è sempre molto limitato e il mercato usa un quantitativo di informazioni

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Roberto Lieto Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3933 click dal 06/02/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.