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Occupazione acquisitiva e riparto di giurisdizione

Informazioni tesi

  Autore: Martina Michieli
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali
Anno: 2005
Docente/Relatore: Alessandro Calegari
Istituito da: Università degli Studi di Padova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

Il presente lavoro si occupa dell'istituto dell'occupazione acquisitiva dalle sue origini alla sua fine decretata dall'articolo 43 del d. P.R. n. 327/2001 e del riparto di giurisdizione in ambito urbanistico a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 204/2004.

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1 CAPITOLO PRIMO L’OCCUPAZIONE ACQUISITIVA ED USURPATIVA NELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE E NELLA GIURISPRUDENZA ITALIANA ED EUROPEA SOMMARIO: 1.Genesi storica dell’istituto dell’occupazione acquisitiva- 2.L’occupazione acquisitiva e le sue caratteristiche-3.Riconoscimento dell’istituto ad opera del legislatore-4.Critiche della dottrina-5.Brevi cenni a previsioni normative d’altri ordinamenti accostabili alla figura dell’occupazione acquisitiva-6.L’occupazione acquisitiva nelle sentenze della Corte europea dei diritti umani-7.La soluzione dettata d.P.R. n. 327/2001 per eliminare gli istituti dell’occupazione acquisitiva ed usurpativa. 1. Genesi storica dell’istituto dell’occupazione acquisitiva L’espressione “accessione invertita” designa, in diritto civile, tutte le ipotesi in cui il costruttore di un immobile acquista la proprietà del fondo su cui l’opera è stata eretta. Per lungo tempo si è utilizzato questo termine, pure, per indicare un singolare istituto giurisprudenziale creato con la sentenza n. 1464/1983, che intendeva risolvere definitivamente il conflitto che s’instaurava fra privato e P.A., a seguito della costruzione di un’opera pubblica su un terreno mai espropriato 1 . Per comprendere quest’istituto se ne devono indagare le ragioni storiche 2 . Inizialmente l’amministrazione non poteva quasi mai immettersi nel possesso del terreno da espropriare, prima di aver concluso il procedimento, poiché l’occupazione d’urgenza era ammissibile solo entro gli stretti limiti indicati dagli articoli 71-73 della legge n. 2359/1865 3 . La normativa distingueva, a sua volta, fra questa fattispecie e quella dell’occupazione temporanea, cui la legge dedicava alcune sue “disposizioni particolari” (artt. 64-70). 1 All’indomani di questa sentenza si parlò addirittura di “uno tra i più plateali esempi di giurisprudenza pretoria degli ultimi decenni” cfr. F. CASO La Cassazione tra occupazione appropriativa ed espropriazione sostanziale: Dr Jekill e Mr Hyde? nota Cass. Sez. Un., 25 novembre 1992, n. 1254, in Foro It., 1992, I, 87. 2 Nei prossimi paragrafi si cercherà di verificare se quest’istituto è ancora oggi esistente o se, invece, è perito a seguito dell’introduzione del nuovo Testo unico sull’espropriazione (d.lgs. 327/2001). 3 Per un’approfondita disamina della normativa in questione si rimanda a G. B. VERBARI, Occupazione (diritto pubblico) in Enc. dir., Milano, 627-663. Per completezza si deve aggiungere, altresì, che il termine “occupazione” non ha un significato univoco per tutti i rami dell’ordinamento, poiché in diritto civile esso individua il potere del privato d’appropriarsi una res nullius mentre in diritto pubblico quella dell’amministrazione di utilizzare l’immobile da espropriare. Circa la configurabilità di una nozione unitaria d’occupazione, la dottrina è divisa, sebbene prevalga l’opinione negativa: cfr. F. PUGLIESE Occupazione nel diritto amministrativo in Dig. pubb., Torino, 260 ss, contra S. SANTORO, Occupazione temporanea e d’urgenza in Enc. Giur., 1991, 1-10.

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Parole chiave

art. 6 cedu
cedu
corte europea dei diritti dell'uomo
d.p.r. n. 327/2001
edilizia
occupazione acquisitiva
occupazione usurpativa
urbanistica

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