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Charlie Chaplin nel dibattito ideologico e letterario tedesco degli anni Venti

Nella Germania di inizio Novecento Charlie Chaplin assume la funzione di discorso critico all’interno dei diversi dibattiti che animano la scena politica tedesca, le cui riflessioni influiscono sui modelli narrativi, sulle norme estetiche e sulla vita politica. L’entusiasmo carico di speranze con cui parte delle masse lavoratrici e delle avanguardie lo accolgono a Berlino nel 1931, è dettato anche dalla complessità del momento storico, caratterizzato da un fermento politico-culturale e da un cupo presentimento dell’imminente catastrofe in cui si trova la Repubblica di Weimar che si avvia verso la propria fine.

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Introduzione Quando nel 1931 Charlie Chaplin arriva a Berlino per promuovere il suo ultimo film muto City Lights, trova ad accoglierlo una folla entusiasta. La città è in allerta e la polizia ha introdotto misure eccezionali per tutelare l'incolumità del cineasta inglese. Per poche ore la sua popolarità riesce ad abolire divisioni politiche e sociali, superare contrasti di classe e frontiere nazionali. Mithin scheint alles vorbereitet für einen einzigartigen Empfang Chaplins in Berlin, durch den die deutsche Filmindustrie vor der internationalen Filmwelt mit erfreulicher Deutlichkeit bekundet, dass sie in dem Künstler Chaplin die Filmkunst selbst, als überstaatliches Instrument der ganzen Menschheit, über alle Landesgrenzen hinaus, zu ehren weiß. 1 Il pubblico tedesco aveva conosciuto Chaplin nel 1921 attraverso i suoi primi film a due rulli della Essanay e della Mutual, mentre i classici Il monello, La febbre dell'oro e Il circo sono proiettati con anni di ritardo tra il 1923 e il 1925, riscuotendo successi tra i ceti proletari e l'intellighenzia tedesca 2 . Quando finalmente si reca in Germania di persona, ad attenderlo tra la straordinaria folla di berlinesi ci sono anche molti intellettuali che, disillusi dal fallimento della rivoluzione del 1918 e dalle vane speranze in una rinascita della Germania nello spirito dell'arte, vedono nella figura melanconica di Charlot il nuovo eroe della modernità. Scrittori, artisti e filosofi si sono interrogati sull’effetto dirompente che Charlie Chaplin ha esercitato sulla vita culturale e politica tedesca nel corso della tormentata Repubblica di Weimar. Le riflessioni e i discorsi attorno al "fenomeno Chaplin", s’inseriscono in un dibattito più generale sul cinema, avviato nei primi anni del 1 "Illustrierte Tageszeitung des Films", in Chaplin in Berlin, Illustrierte Miniatur nach Berliner Zeitungen von 1931, Berlin, ed. Argon Verlag Berlin 1989; p. 12. (Salvo diversa indicazione, le traduzioni sono di chi scrive): "Quindi è tutto pronto per una straordinaria accoglienza di Chaplin a Berlino, con cui l'industria cinematografica tedesca vuole chiaramente manifestare al mondo del cinema mondiale di saper onorare nell'artista Chaplin l'arte cinematografica stessa, che come strumento sopranazionale dell'intera umanità, supera tutti i confini di stato." 2 Sulla popolarità dei film di Chaplin nella Germania di Weimar, si rimanda allo studio di Joseph Garncarz Films that are applauded all over the world: Questioning Chaplin's popularity in Weimar Germany presentato dal Prof. Garncarz in persona durante la conferenza strategic, organizational and financial interactions in the movie industry presso la Facoltà di Economia dell'Università di Bergamo, il 20.10.2006. Secondo quest'interessante studio, il successo dei film di Chaplin nella Repubblica di Weimar, che è legato alla ricezione di uno specifico status sociale e culturale del pubblico tedesco, viene ridimensionato. La ricerca che si basa su indagini di mercato dell'epoca effettuata nelle città di Berlino e di Colonia attraverso sondaggi commissionati da riviste di cinema tedesche e dall'industria cinematografica americana, risulta come sia soprattutto il pubblico della classe proletaria (che non ha assunto l'ideologia della media borghesia), l'alta borghesia colta e l'intellighenzia di sinistra a determinare il successo dei film e del personaggio di Chaplin. Un successo, tuttavia, limitato che non raggiunse mai i livelli dei film tedeschi, fatta eccezione per City Lights che nel 1931 raggiunse il decimo posto della hit list e The Circus a cui fu riconosciuto il settimo posto nel 1927/28. La popolarità nazionale di quest'ultimo era dovuta, tuttavia, alla predilezione del pubblico tedesco di quel periodo per film ambientati nel circo che circolavano in gran numero. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Micaela Anna Lasagni Contatta »

Composta da 62 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2265 click dal 11/02/2009.

 

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