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La mitigazione del rischio idrogeologico mediante tecniche di laminazione con condotte circolari

In Italia, ma anche in altri Paesi occidentali, si è assistito negli ultimi decenni a incre-menti rilevanti e disordinati dell’urbanizzazione, senza che di pari passo si sviluppassero sistemi di controllo e prevenzione atti a fronteggiare il rischio di allagamenti ed esondazio-ne dovuti ad eventi meteorici rilevanti con notevole pregiudizio per le attività antropiche. Di conseguenza, spesso si riscontrano situazioni di insufficienza idraulica per l’aumento dei deflussi di piena, che rendono inadeguate le dimensioni delle reti di drenaggio esistenti.
In questo lavoro partendo (Capitolo 1) da considerazioni di carattere generale inerenti al concetto di rischio idrogeologico e la sua contestualizzazione si proverà ad inquadrarne al-cuni aspetti qualitativi sul lato tecnico e normativo. Successivamente (Capitolo 2) si per-verrà ad argomentare dei differenti approcci tecnici atti quantomeno a ricondurre il rischio idrogeologico di un’area a livelli accettabili. In tal senso non esiste una soluzione univoca ma è da valutarsi volta per volta l’intervento più idoneo in relazione alle caratteristiche ge-ologiche del territorio, al livello di urbanizzazione, alle condizioni climatiche della zona. Si proverà (Capitolo 3) a dimostrare, mediante analisi idrologiche ed idrauliche, come le tec-niche di laminazione riducono la portata al colmo in rete, senza sovraccaricarla. Inoltre a fronte di un cospicuo investimento iniziale, rappresentano una buona soluzione nel caso di aree molto urbanizzate. Infine nell’ultima parte del lavoro (Capitolo 4) si proverà ad appli-care la tecnica accennata ad un problema concreto: il dimensionamento di un sistema com-posto da una condotta circolare e delle opere d’arte particolari a servizio di un’area privata (casa di riposo per anziani) atto a garantire un limite di scarico delle acque meteoriche de-fluite secondo i vincoli imposti dal Consorzio di Bonifica competente.

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INTRODUZIONE In Italia, ma anche in altri Paesi occidentali, si è assistito negli ultimi decenni a incre- menti rilevanti e disordinati dell’urbanizzazione, senza che di pari passo si sviluppassero sistemi di controllo e prevenzione atti a fronteggiare il rischio di allagamenti ed esondazio- ne dovuti ad eventi meteorici rilevanti con notevole pregiudizio per le attività antropiche. Di conseguenza, spesso si riscontrano situazioni di insufficienza idraulica per l’aumento dei deflussi di piena, che rendono inadeguate le dimensioni delle reti di drenaggio esistenti. Secondo uno studio effettuato da Legambiente e dalla Protezione Civile a livello nazio- nale i comuni a rischio idrogeologico nel Veneto sono ben 161. Un territorio sempre più debole: bastano semplici temporali a provocare nel migliore dei casi allagamenti e disagi per la popolazione. Tale fragilità risulta poi aggravata da scelte urbanistiche irrispettose del naturale assetto idrogeologico spesso ereditate da una poco saggia gestione territoriale pas- sata. “Il male comune che riguarda città come Padova, Verona, Treviso è una cementifica- zione che trasforma l’andamento naturale del fiume, fatto di curve e meandri, in un canale a canna di fucile, dritto come una lancia in cui l’acqua scorre con la forza di un idrante. Ma oltre a questo c’è l’urbanizzazione in aree limitrofe ai corsi fluviali in cui l’avanzare del cemento che rende impermeabile il terreno non è bilanciato da aree in cui l’acqua possa continuare a fluire e ad essere assorbita. L’acqua piovana finisce così nel sistema fognario che non è più in grado di reggere all’invasione rischiando di esplodere” sottolinea Davide Sabbadin di Legambiente. L’analisi di tali problemi necessita spesso l’adozione di interventi mirati alla riduzione degli allagamenti superficiali e la contestuale individuazione di soluzioni economicamente accettabili e tecnicamente affidabili. In tale frangente risulta complessa la valutazione dell’efficacia di interventi estesi nel territorio atti a contenere il livello di rischio idraulico a

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Damiano Schiavilla Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5815 click dal 18/02/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.