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Musei online. Gli strumenti 2.0 al servizio del dibattito culturale

Informazioni tesi

  Autore: Simone Strozzi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Elena Esposito
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 191

Le nuove realtà del Web 2.0 al servizio di musei e istituzioni culturali. Blog, Social network, Wiki: quali concrete utilità possono offrire all'attività di un museo? Storia, evoluzione e casi pratici del rapporto Cultura-Web.

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Musei online. Gli strumenti 2.0 al servizio del dibattito culturale   5    Introduzione Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali 1 dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto. Fonte: ICOM (2004), http://www.icom-italia.org Due sono gli elementi che mi hanno spinto ad affrontare questo studio: una splendida esperienza lavorativa presso una piccola istituzione culturale e un interesse personale verso l’evoluzione che negli ultimi anni ha avuto Internet. Ho deciso di unirli per capire in che modo, gli ultimi strumenti disponibili in Rete, possono rivitalizzare la comunicazione legata ai beni culturali: una sorta di macchina del tempo che porta strutture ottocentesche, come alcune strutture museali, in contatto con le comunità online del 2008. I due protagonisti di questo studio, musei e World Wide Web, hanno avuto entrambi un percorso evolutivo dilatato in tempi diversi ma con una caratteristica identica, che svelerò subito dopo una breve introduzione . I musei, nel corso degli ultimi 100 anni, si sono resi protagonisti di una trasformazione continua : da prima semplici scatole conservatrici di oggetti preziosi, con compiti di conservazione, restauro e studio, rivolti per lo più ad un pubblico d’elite composto da professionisti e studiosi, hanno nel tempo ampliato le loro attività. Gli staff museali hanno così affiancato, alle attività di conservazione e restauro, anche quelle di valorizzazione e promozione del bene culturale attraverso una crescente apertura verso l’esterno, con la volontà di rendere il proprio patrimonio storico-artistico fruibile anche ad un pubblico diverso da semplici professionisti. Disegnando una linea che rappresenti un continuum temporale vedremmo nel corso del ‘900 una crescente volontà da parte dell’istituzione culturale di mostrarsi ad ogni tipo di pubblico, cambiando la destinazione del bene culturale, il quale non riguarda più solamente un’elite istruita. Questo cambiamento viene spinto da entrambi gli attori principali: dalle istituzioni stesse che sperimentano modalità nuove di fruizione del bene culturale (notti bianche, eventi temporanei, festival, contaminazione di generi artistici), ma, forse in quantità maggiore, dai nuovi comportamenti dei fruitori dell’arte, basti pensare al                                                              1 I beni immateriali sono stati inseriti nella definizione di museo di ICOM (International Council of Museums, www.icom.org) nell'ottobre 2004 in occasione dell'Assemblea Generale di Seoul.

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