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La pratica del doping nel ciclismo dal 1980 e forme di prevenzione

L'elaborato si articola su sei capitoli. Si affronta un problema chiave degli sports moderni: l'uso di prodotti dopanti per migliorare le prestazioni agonistiche. E' preso in esame uno sport particolarmente coinvolto nelle pratiche illecite: il ciclismo. Si ricostruisce cronologicamente la sciagurata scelta del C.o.n.i. di affidare al dott. Conconi (per anni rettore dell'Università di Ferrara) i programmi di "preparazione fisica" per gli atleti di interesse nazionale. Il Pm Soprani ha dimostrato che a Ferrara si somministrava Eritropoietina. L'ultimo capitolo è dedicato ad un ex ciclista professionista che ha visto mutare sotto i suoi occhi lo sport a cui si è dedicato con passione esemplare: il suo nome è Maurizio Marchetti. Marchetti continua a cercare spiegazioni per le troppe morti di ciclisti, un tempo suoi avversari. Da quasi dieci anni ha deciso di entrare nelle scuole del Lazio e non solo con un progetto dal titolo "La scuola unico antidoto serio al doping", con lo scopo di portare la sua testimonianza di sportivo pulito e di dialogare con i giovanissimi per creare uno spazio di riflessione su uno dei problemi della società in cui vivono.
La tesi è stata premiata alla XXIII edizione del "Memorial Giampaolo Bardelli" (Pistoia, 26-27 ottobre 2007), manifestazione promossa dal Dr. Renzo Bardelli per valorizzare tutti coloro che si battono contro la diffusione del doping nello sport. Il Dr. Bardelli è docente di "Etica e sport" al Corso di Laurea di Scienze Motorie della Facoltà di Medicina dell'Università di Firenze.

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CAPITOLO 1 DOPING: COS’E’ 1.4 . Definizioni Dal secondo dopoguerra, le istituzioni sportive e non, hanno ritenuto necessario definire in maniera sempre più precisa cosa si debba intendere quando si usa la parola doping. Il termine deriva da “doop”, nome di un miscuglio di sostanze energetiche ingerite dai marinai olandesi di quattro secoli fa, quando si preparavano ad affrontare le tempeste sull’Oceano. Da “doop” si è arrivati nel Novecento al verbo inglese “to dope”, ossia “drogare” o “somministrare stimolanti”, e al sostantivo “doping”. “Doping” indica un additivo che modifica il rendimento. “Dope” è un vocabolo di origine Sudafricana che significa “bevanda stimolante”. Nel 1962 la Federazione Medico – Sportiva Italiana definì il doping “ l’assunzione di sostanze dirette ad aumentare artificiosamente le prestazioni in gara del concorrente, pregiudicandone l’etica sportiva, nonché l’integrità fisica e psichica”. Questa è, a mio parere, una definizione di grande rilievo culturale perché introduce il principio 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Motorie

Autore: Francesco Toldo Contatta »

Composta da 79 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2255 click dal 17/02/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.