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Adolescenti e violenza. Prospettive pedagogiche

Negli ultimi anni terribili fatti di violenza adolescenziale hanno riempito le pagine della cronaca, imponendosi alla nostra attenzione e suscitando sentimenti di paura e di sconcerto. Diversi sono stati i tentativi di dare un certo senso a queste tragiche vicende, di riuscire a spiegare il perché di tanta violenza inaudita. Alla luce del mio curriculum di studi e sullo sfondo di questa delicata realtà si staglia la scelta del mio argomento di tesi “Adolescenti e Violenza”, nata da un proficuo connubio tra gli studi svolti per sostenere alcuni esami del mio piano di studi (Pedagogia della Marginalità e della Devianza Minorile, Pedagogia Speciale, Legislazione minorile), e gli stimoli che ho avuto nel corso del mio tirocinio nell’ambito di un servizio di Educativa di Strada.
I due anni di tirocinio svolti a contatto con la realtà milanese e del varesotto pervase, come il resto del nostro Paese (la cronaca docet), da una situazione critica di disagio adolescenziale e giovanile, hanno fatto germogliare in me l’interesse per questo delicato fenomeno sociale.
Con questo mio lavoro ho cercato di fornire, attraverso una dissertazione teorica ed una rassegna bibliografica sul vasto e multidisciplinare argomento della violenza, alcuni elementi che consentissero di avere una visione generale sul fenomeno dell’aggressività adolescenziale agita.
Il metodo utilizzato è riflessivo ed argomentativo, volto ad individuare i concetti fondamentali della violenza adolescenziale e a problematizzarli.
Il materiale bibliografico reperito è di diverso tipo: alcuni riferimenti sono puramente teorico-scientifici (analisi e confronti di teorie e modelli speculativi); altri sono invece di tipo concettuale (analisi delle diverse definizioni; rappresentazioni grafiche delle stesse); altri ancora sono empirico-sperimentali (rapporti di ricerca, raccolte di dati); infine, vi sono riferimenti di tipo “pratico” (testimonianze e interviste ad esperti). Non mancano contributi di carattere personale (Introduzione e Conclusioni), relativi ai miei studi precedenti e alla mia esperienza di tirocinio.
Questa tesi resta, comunque, una raccolta di contributi scientifico-esperienziali, atta a presentare in chiave problematica il fenomeno della violenza degli adolescenti, priva di ogni ambizione di offrire risposte esaustive o soluzioni definitive. Come persona e come educatrice professionale, ho sentito l’esigenza di riuscire a comprendere più a fondo cosa possa esserci alla base di tante nuove manifestazioni adolescenziali aggressive e violente, per poter trovare la chiave, che riuscisse ad aprire le diverse porte “blindate” disseminate lungo tutto il percorso evolutivo dell’adolescente.
L’educatore, per poter attuare un intervento ad hoc, deve, infatti, riuscire ad entrare in sintonia con quello che risulta essere, a suo modo, un codice comunicativo, fatto di esplosività incontrollata e di fisicità dirompente, spesso degenerante in forme di vera e propria criminalità.
Ma per educare e prevenire, è necessario conoscere chi sono gli adolescenti a rischio di oggi.
Perciò il mio desiderio era di riuscire, con questo lavoro, a tratteggiare i lineamenti dell’adolescente violento, e farne un ritratto che non fosse una rigida maschera stereotipica, ma la rappresentazione di un volto particolare, con una sua storia personale, e con un suo progetto soggettivo.

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Introduzione I terribili fatti di violenza adolescenziale che hanno riempito le pagine di cronaca negli ultimi tempi, si impongono alla nostra attenzione con un carico denso di angoscia, commista a shockato stupore. Il panico si alimenta giorno dopo giorno, e cresce una decisa insofferenza verso le piccole e, in qualche caso, gravi ed inquietanti azioni condotte dai randagi della microcriminalità (furti, scippi, aggressioni, rapine, pestaggi, stupri,...), in grado di recare offesa diretta a qualunque cittadino. Diversi sono stati i tentativi di dare un certo senso a queste tragiche vicende, di riuscire a spiegare il perché di tanta violenza inaudita. “Ciascuno di noi può da solo trovare un senso alle cose, anche a quelle più terribili, purché si fermi a pensare.” 1 Ed è proprio lo scopo di questa mia tesi: indurre a riflettere sui tanti segnali, spesso d’una tragicità infinita, che gli adolescenti inviano al mondo degli adulti. Molti sono gli interrogativi aperti sul ruolo giocato dai media nell’escalation dei fatti di violenza, sul peso dei deficit educativi, sui rapporti carenti tra genitori e figli,… Ma, affinché questi fenomeni possano essere analizzati con uno sguardo scevro di pregiudizi e di influenze emotive, è necessario attraversare e superare la paura che ci attanaglia la gola, mediante un viaggio catartico nel mondo della violenza adolescenziale, attraverso le sue molteplici forme di espressione. Il mio desiderio è di riuscire, con questo lavoro, a tratteggiare i lineamenti dell’adolescente vittima di violenza. E, in tal senso, non mi riferisco ai minori sfruttati o vittime di abusi e maltrattamenti, ma ai protagonisti dei crimini… perché proprio loro per primi cadono vittime della loro stessa violenza agìta, risucchiati in un vortice di dolore, da cui difficilmente potranno liberarsi, se non adeguatamente sostenuti da adulti responsabili e da educatori. Ma per educare e prevenire, è necessario conoscere chi sono gli adolescenti a rischio di oggi. 1 MAIOLO G., Adolescenze spinose. Come comunicare senza fare (e farsi) del male, Trento. Erickson. 2002, p. 195. VII

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Samuela Locarno Contatta »

Composta da 424 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.