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Le connessioni fra politica ed economia in Italia - Costi e benefici 1976-2005

Nella prima parte di questo studio si provvede a dare una completa revisione dei lavori che hanno trattato, ognuno secondo un proprio punto di vista, il tema delle connessioni fra politica ed economia.
Dopo aver acquisito delle importanti nozioni, anche dal punto di vista empirico, si procede nella seconda parte a determinare l’esatto contesto di questa tesi. In particolare saranno prese in analisi le connessioni politiche delle società quotate in Italia tra il 1976 e il 2005. Si prosegue con la presentazione dei dati raccolti attraverso la predisposizione di tre diversi database, uno contenente i soggetti con cariche politiche, l’altro i soggetti con cariche nel Consiglio di Amministrazione e nel Collegio sindacale e infine, con i soggetti che abbiano avuto partecipazioni azionarie. In questa parte centrale si passerà all’incrocio dei dati ottenendo i nomi di persone che siano contemporaneamente politici-amministratori e politiciazionisti,
e i nomi delle società coinvolte in questi tipi di connessione.
Nella terza parte si passerà all’analisi empirica in cui ci si propone di dimostrare la tesi che le società con connessioni politiche abbiano dei vantaggi e godano di alcuni benefici che mancano, invece, alle imprese che non siano politicamente connesse. In particolare si ipotizza che le imprese connesse possano sfruttare le loro influenze politiche per ottenere posizioni rilevanti nel mercato, sfruttando perciò un maggiore potere nel mercato, possano poi utilizzare le proprie conoscenze e il proprio potere nei confronti delle banche, ottenendo così finanziamenti a tassi vantaggiosi e di maggiore importo, ed, infine, possano sfruttare dei benefici di tipo fiscale, pagando così minori tasse e imposte. Attraverso la raccolta di dati di bilancio e di altri dati finanziari, e tramite la creazione di indicatori capaci di misurare la presenza e l’entità di alcuni benefici,
sarà quindi possibile capire l’effetto dei legami tra politica ed economia in
Italia. Inoltre, saranno verificate le performance aziendali di queste imprese, con lo scopo di capire se i benefici si traducano in effettivi extrarendimenti, o se invece, questi benefici siano superati dai costi che un impresa politicamente connessa può essere portata a sostenere. Per potere ottenere un raffronto, sarà necessario creare un campione di controllo che avrà appunto la funzione di rappresentare la situazione opposta rispetto a quella delle società politicamente connesse.
In quest’ultima parte, verranno perciò presentati tutti i risultati ottenuti, chiarendo per ogni tipo di beneficio, l’entità dello stesso, la diffusione e quali effetti abbiano sulle imprese e sul mercato.
Infine, nell’ultima parte saranno esposte le conclusioni derivanti dai risultati ottenuti nell’analisi empirica.

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1 Introduzione “Much of this discussion focused on the role of political connections in driving investment. The claim was that in Southeast Asia, political connectedness, rather than fundamentals such productivity was the primary determinant of profitability and that this had led to distorted investment decision” 1 . L’affermazione di Fisman, riferita alla crisi finanziaria del Sud-Est asiatico, inquadra molto bene il problema dei legami tra economia e politica. Tra le molteplici spiegazioni fornite per interpretare la crisi iniziata nel 1997, vi è, infatti, quella proposta da Fisman in base alla quale gli investimenti del mercato sono stati guidati non dalle effettive performance delle imprese, ma dal valore prodotto dalle relazioni politiche delle imprese. Ovviamente, quando, qualcosa cambia nelle relazioni tra imprese e politica, allora episodi come quello del Sud-Est asiatico diventano possibili. Considerata la notevole presenza di legami tra economia e politica è possibile provare a misurarne la portata economica. Da una parte i politici hanno costantemente bisogno di procurarsi il più ampio supporto, soprattutto per ottenere la rielezione personale o del proprio partito. Tra i vari sistemi a propria disposizione vi è anche il ricorso agli strumenti propri delle imprese. Sostenere l’occupazione può, ad esempio, rivelarsi molto utile per plasmare le opinioni pubbliche sulla stabilità del lavoro e su problematiche attinenti. Le imprese stesse forniscono un aiuto diretto, molto spesso sotto forma di contribuiti elettorali. Dall’altra parte, le imprese pubbliche operano direttamente sotto pressioni politiche, 1 Fisman, Raymond, 2001, “Estimating the value of political connections,” American Economic Review, 91:1095– 1102.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative

Autore: Fabrizio Giardina Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.