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Migrazioni e sviluppo

In questo lavoro si è cercato di porre l'attenzione su alcuni percorsi di sviluppo economico e sociale intrapresi ed elaborati da alcune persone e comunità immigrate presenti sia sul territorio sardo (specificatamente nel Comune di Sassari), sia sul territorio valenciano (tramite l'osservazione partecipante presso l'Associazione Casa Grande di Valencia in Spagna).
La metodologia usata è stata costruita utilizzando in maniera complementare, ma non sinonimica, strumenti derivanti dall'approccio "non-standard" e dall'approccio "standard" (meglio noti, il primo come "qualitativo", il secondo come "quantitativo").
Gli strumenti utilizzati sono stati i "racconti di vita" e alcune "rielaborazioni" di dati statistici.
Obiettivo della tesi era quello di porsi degli interrogativi critici rispetto alle dinamiche immigratorie attualmente presenti sul territorio italiano, svincolandosi da una dimensione politica e prettamente storico-descrittiva, per andare a riflettere sulla "nuova società" italiana. Società che cambia anche nella morfologia della popolazione e nella morfologia demografica e che deve prendere in considerazione il fatto che "l'immigrato" (al contempo e-migrante) non sia necessariamente un "portatore sano di problemi" e come il capitale culturale, sociale e economico a lui connesso possa costituire una base di partenza per la costruzione di nuove reti sociali.

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Introduzione L’ipotesi principale di questo lavoro consiste nel ritenere che concetti importanti come sviluppo e immigrazione possano essere positivamente correlati. Il sentimento di diffidenza nei confronti dello straniero è particolarmente vivo e diffuso, le differenze religiose, culturali, etniche, e di modalità di sviluppo, sono spesso interpretate secondo un’accezione negativa. Nel linguaggio comune non è infrequente sentire associazioni stereotipizzanti, quali: “terzo mondo”, “quarto mondo” e “sotto-sviluppo”. Né è infrequente, e questo è ancor più grave, che l’immigrazione venga presentata da alcuni mass-media, esclusivamente entro la categoria dell’illegalità e della pericolosità sociale. Concetti quali sviluppo e immigrazione meritano riflessioni più ampie, che li interpretino in una maniera più propositiva. Assumere come unico significato di sviluppo quello che lo vede come “modello pre-standardizzato”, pone il rischio di non cogliere lo sviluppo nella sua intrinseca compositezza. Parlare di “sotto- sviluppo” presuppone che vi sia un unico sviluppo adatto per tutti; ciò, ovviamente, non è possibile. A questo proposito si descriveranno alcune aspetti salienti delle teorie che, all’interno dell’ambito sociologico, hanno offerto significativi spunti su cui operare delle riflessioni. Si cercherà di operare delle riflessioni analitiche a partire da alcuni paradigmi dominanti sia sul tema dello sviluppo che sull’immigrazione. Ad esempio si cercherà di analizzare il contesto socio-economico entro il quale si è diffusa l’idea dello sviluppo-modello. Tramite le riflessioni sulla possibilità di un’universalità dei bisogni (ispiratemi da Johan Galtung) si cercherà di comprendere la compositezza di alcune realtà specifiche. 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ninive Usala Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

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