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NICA: sistema robotico sociale per l’assistenza agli anziani

Informazioni tesi

  Autore: Vincenzo Desario
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Informatica
  Relatore: Berardina De Carolis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

Nell’Unione Europea la popolazione “over 60” crescerà, nei prossimi 25 anni del 66%, rappresentando in molti paesi più del 25% della popolazione totale. Particolarmente significativa sarà la realtà demografica degli ultraottantacinquenni, i “grandi anziani”, che costituiscono il gruppo a maggior tasso di crescita. Il fenomeno è ben rappresentato dalle “piramidi della popolazione” che tendono prima a squadrarsi, poi a rovesciarsi (1). In Italia, il profilo rilevato all’inizio del ‘900 sarà praticamente capovolto a metà del secolo XXI.
L’invecchiamento della popolazione ha tuttavia un effetto complesso sull’assistenza, perché, anche se è più solida la speranza di trascorrere gli anni della terza e quarta età in buone condizioni di salute, diventano importanti le disabilità legate all’invecchiamento, “per esaurimento di funzione”. In questo ambito, le degenerazioni cognitive sono caratterizzate da un rischio che cresce rapidamente con l’età e da un costo economico e sociale molto elevato, legato al decorso cronico e alla caduta di autonomia del paziente. Oltre alle spese per curare individui disabili per un lungo periodo di tempo, l’assistenza ricade in parte rilevante sui familiari e parenti con impatto spesso dirompente sulla loro libertà di esprimersi come soggetto sociale ed economico. Ciò impone lo sviluppo di nuovi paradigmi di assistenza, individuando nuove opportunità e collaborazioni tra discipline mediche e tecnologiche e sociali per aiutare i pazienti a mantenere il più possibile uno stile di vita attivo e autonomo.

Infatti, gli stati di tutto il mondo stanno attivando gruppi di ricerca per la progettazione di Robot in grado di aiutare l’anziano nella normale attività quotidiana. Essi dovrebbero servire da personal assistant tuttofare, teoricamente capaci di svolgere faccende domestiche come lavare vestiti e stoviglie e pulire il pavimento. Sarà prevista inoltre la possibilità di poter fare un check-up veloce e automatizzato dello stato di salute, come rilevare il livello della pressione arteriosa, senza trascurare la cura dell'igiene personale per gli anziani che avessero difficoltà in tal senso.
Li vede così anche uno dei maggiori esperti del mondo di robotica e padre dei robot antropomorfi, il giapponese Hirochika Inoue, che ha detto “la vita è destinata ad essere supportata dai robot, non saranno tutti robot umanoidi, ma di aspetto e dimensioni simili a quelle umane possono essere una scelta vincente per orientarsi in un ambiente calibrato sulle dimensioni umane”. Egli vede già sistemi capaci di aiutare gli anziani nei movimenti, di accompagnarli, di muoversi fuori e dentro casa per prendere e portare oggetti.
In questo contesto concentreremo la nostra attenzione sulla progettazione e lo sviluppo di un robot, di nome NICA ( Natural Interaction with a Cares Agent ) in grado di riconoscere l’emotività di un anziano, il contesto in cui si trova e di inferire su di essi dialoghi di natura informativa o di task maintaining con il supporto di un sistema emotivo in grado di esprimere emotività dati stati d’animo che pervengono all’interno del sistema . Esso sarà anche in grado di svolgere attività di task reminding e di advising considerando gli appuntamenti e le attività che giornalmente devono essere svolte dall’anziano.

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[ ICA : Sistema robotico sociale per l’assistenza agli anziani ] 7 1. ITRODUZIOE Nell’Unione Europea la popolazione “over 60” crescerà, nei prossimi 25 anni del 66%, rappresentando in molti paesi più del 25% della popolazione totale. Particolarmente significativa sarà la realtà demografica degli ultraottantacinquenni, i “grandi anziani”, che costituiscono il gruppo a maggior tasso di crescita. Il fenomeno è ben rappresentato dalle “piramidi della popolazione” che tendono prima a squadrarsi, poi a rovesciarsi (1). In Italia, il profilo rilevato all’inizio del ‘900 sarà praticamente capovolto a metà del secolo XXI. L’invecchiamento della popolazione ha tuttavia un effetto complesso sull’assistenza, perché, anche se è più solida la speranza di trascorrere gli anni della terza e quarta età in buone condizioni di salute, diventano importanti le disabilità legate all’invecchiamento, “per esaurimento di funzione”. In questo ambito, le degenerazioni cognitive sono caratterizzate da un rischio che cresce rapidamente con l’età e da un costo economico e sociale molto elevato, legato al decorso cronico e alla caduta di autonomia del paziente. Oltre alle spese per curare individui disabili per un lungo periodo di tempo, l’assistenza ricade in parte rilevante sui familiari e parenti con impatto spesso dirompente sulla loro libertà di esprimersi come soggetto sociale ed economico. Ciò impone lo sviluppo di nuovi paradigmi di assistenza, individuando nuove opportunità e collaborazioni tra discipline mediche e tecnologiche e sociali per aiutare i pazienti a mantenere il più possibile uno stile di vita attivo e autonomo.

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