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L'assistenza infermieristica rivolta ad individui appartenenti a cultura diversa da quella degli operatori da un punto di vista etnico, di tradizioni religiose e sociali


L’argomento della mia tesi è la multiculturalità, in particolare si indaga quali siano le implicazioni da un punto di vista assistenziale infermieristico.
L’infermiere è l’operatore che si occupa dell’assistenza diretta alla persona, ciò viene affermato anche nel Codice Deontologico, nel profilo professionale e nel patto infermiere – cittadino.
Affinché si possa realizzare un’assistenza congrua e nel pieno rispetto della persona sicuramente, l’infermiere, non può fare a meno di valutare anche quegli aspetti per così dire più intimi della persona stessa; ossia la sua etnia, la religione, la cultura nella quale ha vissuto, le sue convinzioni.
In una Società in cui ogni giorno si entra in contatto con persone provenienti da altre Nazioni e con un bagaglio etnoculturale diverso dal nostro, siamo obbligati a confrontarci con la loro cultura, le loro usanze e tradizioni.
Sono le professioni d’aiuto, come quella infermieristica, che devono ben comprendere l’importanza dell’alterità culturale, poiché sono loro ad invadere gli spazi dell’ altro; come ricorda Marc Augé “l’altro comincia accanto a me” .
Per calcolare la presenza di cittadini stranieri residenti nella provincia di Verbania, relativi al triennio 2004-2006, ho ritenuto necessario utilizzare i dati presenti nell’archivio statistico della Regione Piemonte e consultabili presso la relativa BDDE, ossia la Banca Dati Demografica Evolutiva della Regione Piemonte.
Dai dati ottenuti si è potuto notare che in una realtà piccola come quella della provincia di Verbania la presenza di cittadini stranieri sia in aumento; infatti nel triennio 2004-2006 si è avuto un incremento pari al 17% . Tutto ciò fa emerge come stia divenendo fondamentale il concetto di assistenza multiculturale.
L’obiettivo della ricerca è quello di evidenziare e definire le peculiarità che gli infermieri dichiarano di incontrare durante l’assistenza a persone di cultura diversa dalla loro; documentando le risposte fornite dal personale infermieristico dell’Ospedale Castelli di Verbania e del San Biagio di Domodossola.
Per il raggiungimento dell’obiettivo di tesi ho deciso di utilizzare come metodo, nell’indagine conoscitiva del fenomeno,l’interrogazione e la consultazione di fonti.
Nello specifico per il metodo interrogazione, lo strumento utilizzato è stato un questionario rivolto al personale infermieristico.
Dalla ricerca è emerso che tutti gli infermieri hanno percepito la presenza di utenti stranieri presso i propri reparti e che ritengono fondamentale la figura del mediatore culturale come punto di incontro e facilitatore in quelle che possono essere i maggiori momenti di criticità e complessità assistenziale. E’ altresì vero che gli stessi infermieri hanno dichiarato che esistono ancora delle carenze da un punto di vista strutturale (es.: mancanza di indicazioni in diverse lingue). Infatti emerge il desiderio e la speranza, da parte loro, che possano venire attivate strutture adeguate per tali utenti, come punti di accoglienza per stranieri all’interno del presidio stesso.

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I INTRODUZIONE Dalla letteratura in merito si evince che il nursing e l’antropologia, nell’ odierna Società in continua evoluzione e trasformazione, formano un connubio indissolubile. In una Società in cui ogni giorno si entra in contatto con persone provenienti da altre Nazioni e con un bagaglio etnoculturale diverso dal nostro, siamo obbligati a confrontarci con la loro cultura, le loro usanze e tradizioni. Come scrive l’infermiera francese Marie Françoise Collière “Ogni situazione di cura è una situazione antropologica, ovvero che riguarda l’uomo inserito nel suo ambiente, intessuto da ogni tipo di legame simbolico; così l’approccio antropologico appare come il percorso più opportuno per scoprire le persone che vengono curate e rendere significative le informazioni che esso contiene” 1 . Per quanto riguarda l’ambito dell’etnonursing la pioniera fu Madeleine Leininger, infermiera statunitense. Essa, in un suo pensiero, dice “L’assistenza è un fenomeno universale ma le espressioni, i processi e i modelli variano in base alle culture […]. L’assistenza transculturale è un campo specialistico o branca del nursing che prende in considerazione lo studio comparato e l’analisi di diverse culture in rapporto al nursing e alle pratiche d’assistenza connesse allo stato di salute-malattia, alle credenze ai valori, allo scopo di fornire alle persone un’assistenza infermieristica efficace e significativa, in linea con i loro valori culturali e il loro contesto” 2 . Queste due studiose hanno posto al centro delle loro riflessioni i concetti di assistenza culturalmente sensibile e di comprensione olistica del paziente in una prospettiva antropologica. Sono le professioni d’aiuto, come quella infermieristica, che devono ben comprendere l’importanza dell’alterità culturale, poiché sono loro ad invadere gli spazi dell’ altro; come ricorda Marc Augé 3 “l’altro comincia accanto a me” . Una realtà diversificata non solo per le caratteristiche somatiche ma soprattutto per il modo di porsi nella vita, alla ricerca della soddisfazione di quelli che sono i bisogni (fisiologici, sociali e culturali) del singolo. In tale realtà l’infermiere si trova ad entrare in contatto con un ampia e variegata popolazione. L’assistenza infermieristica, quindi, ha un ruolo rilevante in quello che è il “prendersi cura” dell’ altro; altro diverso da noi e con un propria alterità culturale. In tal senso gioca un ruolo fondamentale il concetto della visione olistica dell‘individuo; dove le cure offerte si riferiscono ad 1 Cfr. F. Loux, Anthropologie et soins aux enfants, in ‘Antropologia Medica’, 3 aprile 1987, pg.38 2 Cfr. F.Nightingale, Notes on Nursing. What It Is and What It Is Not, D. Appleton Co., New York 1859 (trad. It. Cenni sull’assistenza degli ammalati, ristampa a cura dell’ Associazione regionale delle infermiere/I e altri operatori sanitario- sociali Milano 1980) 3 Cfr. E. Agazzi ( a cura di), Linguaggio comune e linguaggio scientifico, Franco Angeli, Milano 1987, pg. 13

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Simona Bianchini Contatta »

Composta da 35 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.