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Lo sviluppo dell'agrumicoltura campana (il caso del limoncello)

Informazioni tesi

  Autore: Antonella Cerchia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Arnaldo Cervo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

Il settore agroalimentare, nella Regione Campania, si caratterizza per la presenza di risorse specifiche rappresentate dalla diversificazione ambientale, dalla vasta gamma di specie e cultivar e da forme organizzative dell’azienda idonee alla valorizzazione delle produzioni tipiche, vista come rilancio delle economie locali. Il percorso di tutela dei prodotti tipici locali, negli ultimi anni, è stato favorito dal maggiore interesse per la qualità dei prodotti agroalimentari manifestato dal popolo dei consumatori, accrescendo di numero e qualità le iniziative istituzionali. In questo senso è notevole la presa di coscienza circa l’importanza di un corretto comportamento del consumatore per la qualità della vita ed, in generale, per riequilibrare abitudini alimentari che non tengono conto della necessità di salvaguardare accettabili livelli di equilibrio delle comunità e del loro rapporto con l’ambiente.
La domanda per i prodotti agricoli si è evoluta a tal punto da ampliare ed articolare la regolamentazione dei prodotti tipici di qualità; a questo riguardo l’Assessorato regionale all’Agricoltura ha promosso la costituzione di uno specifico organismo di controllo denominato “ISMECERT” (Istituto Mediterraneo di Certificazione dei prodotti e dei processi del settore agroalimentare) cui è stato affidato il compito di certificare quei marchi collettivi campani ai quali è stata accordata la protezione comunitaria; l’agricoltura campana, ricca di produzioni tipiche di pregio, può ambire ad ottenere un elevato numero di marchi collettivi riconosciuti.
In questo campo l’esempio più completo è rappresentato dall’IGP (Indicazione Geografica Protetta) “Limone di Sorrento” che, dopo un lungo iter, ha ottenuto il riconoscimento della protezione transitoria a livello nazionale e prossimamente lo otterrà anche a livello europeo. Elemento caratterizzante del paesaggio della Penisola Sorrentina, gli alberi di agrumi sono raffigurati già negli affreschi pompeiani, testimoniandone la presenza in questa zona fin dal I secolo d.C.
Inizialmente furono gli aranci gli alberi di agrumi più diffusi nell’area, ma attualmente sono i limoni i frutti più intensivamente coltivati in Penisola. Si tratta, oggi come ieri, di una produzione molto impegnativa che costringe gli agricoltori a difendere continuamente i frutti dal vento salmastro e da condizioni atmosferiche non sempre favorevoli, attraverso la realizzazione di particolari pergolati, protetti a loro volta da frangivento vivi (filari di ulivo) e frangivento morti costituiti da strisce di legno di castagno sistemate verticalmente e fissate su una solida impalcatura di pali sempre di castagno, posti ortogonalmente rispetto alla direzione del vento dominante ed anche lungo il perimetro del terreno coltivato.
Il pergolato funge da struttura portante e serve a sostenere le pagliarelle, stuoie di cannucce legate con strisce di castagno e collocate sul pergolato così da formare delle strutture a forma di capanna (cogne), che contribuiscono a caratterizzare il paesaggio della Penisola Sorrentina. La pianta, quindi, viene allevata sotto copertura consentendo agli agricoltori di posticipare la maturazione dei frutti invernali, rendendo disponibile il prodotto tutto l’anno ma soprattutto tra maggio e settembre, quando maggiore è la richiesta sul mercato. Queste forme di protezione dell’agrumeto, riducendo la quantità di illuminazione ricevuta dalle piante, ne rallenta le funzioni vitali e favorisce l’elaborazione, in modo più efficace, delle sostanze responsabili dell’aroma deciso e penetrante di questi limoni dalla forma ellittica, dal colore giallo citrino e dal dolce ed abbondante succo. Grazie a queste particolari proprietà organolettiche, il Limone Sorrentino rappresenta una materia prima molto ricercata per la produzione di dolci, gelati e liquori tipici; senza dubbio il prodotto più caratteristico, tra quelli ottenuti da questa “preziosa materia prima”, è il Limoncello, un liquore prodotto da anni in questa zona ottenuto con l’utilizzo di soli ingredienti naturali che precisamente sono: scorze di limoni freschi, zucchero semolato, alcool ed acqua in dosi che rispettano le tradizionali ricette delle famiglie del luogo, da sempre dedite alla preparazione del liquore di limoni, rendendola una delle abitudini gastronomiche più sentite della Penisola Sorrentina e dell’Isola di Capri. La gradazione alcolica del liquore di limoni di Sorrento è di 34° e va offerto rigorosamente freddo per poterlo gustare in formato sorbetto, ovvero come bibita a moderata gradazione alcolica di fine pasto; tuttavia il limoncello è ottimo anche lontano dai pasti come ingrediente per cocktail e long drinks, qualificandosi come tonico di particolare gradevolezza.

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1 INTRODUZIONE Il settore agroalimentare, nella Regione Campania, si caratterizza per la presenza di risorse specifiche rappresentate dalla diversificazione ambientale, dalla vasta gamma di specie e cultivar e da forme organizzative dell’azienda idonee alla valorizzazione delle produzioni tipiche, vista come rilancio delle economie locali. Il percorso di tutela dei prodotti tipici locali, negli ultimi anni, è stato favorito dal maggiore interesse per la qualità dei prodotti agroalimentari, accrescendo di numero e qualità le iniziative istituzionali e sociali. In questo senso è notevole la presa

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Parole chiave

agrumicoltura
economia della campania
economia e politica agraria
limoncello
liquore di limoni
prodotti tipici della campania

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