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Autotutela in materia tributaria

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Carpinteri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Santa Micali
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 121

L'istituto dell’autotutela, o jus poenitendi, consiste nel potere dell’Amministrazione Pubblica di annullare i propri atti che, in sede di riesame, siano riconosciuti illegittimi od infondati. Preliminarmente occorre distinguere tra annullamento di un atto illegittimo e revoca di un atto inopportuno:• nella prima ipotesi, l'Amministrazione, riscontrando vizi di legittimità dell'atto emanato ovvero l’illegittimità di quest’ultimo derivante da illegittimità del procedimento o di suoi precedenti atti, lo annulla nella seconda ipotesi, invece, l'Amministrazione, ritenendo mutati i presupposti di fatto o di diritto su cui si è fondato il provvedimento oggetto di riesame, esercita il potere di revoca[1]. Tali iniziative possono essere adottate dall’Amministrazione indipendentemente dal fatto che gli atti siano divenuti definitivi, sia stato presentato ricorso a suo tempo respinto per motivi diversi dal merito, vi sia pendenza di giudizio, ovvero non sia stata prodotta alcuna istanza di parte.

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4 CAPITOLO I L’EVOLUZIONE DELL’ISTITUTO DELL’AUTOTUTELA 1. Premessa L'istituto dell’autotutela, o jus poenitendi, consiste nel potere dell’Amministrazione Pubblica di annullare i propri atti che, in sede di riesame, siano riconosciuti illegittimi od infondati. Preliminarmente occorre distinguere tra annullamento di un atto illegittimo e revoca di un atto inopportuno:• nella prima ipotesi, l'Amministrazione, riscontrando vizi di legittimità dell'atto emanato ovvero l’illegittimità di quest’ultimo derivante da illegittimità del procedimento o di suoi precedenti atti, lo annulla nella seconda ipotesi, invece, l'Amministrazione, ritenendo mutati i presupposti di fatto o di diritto su cui si è fondato il provvedimento oggetto di riesame, esercita il potere di revoca[1]. Tali iniziative possono essere adottate dall’Amministrazione indipendentemente dal fatto che gli atti siano divenuti definitivi, sia stato presentato ricorso a suo tempo respinto per motivi diversi dal merito, vi sia pendenza di giudizio, ovvero non sia stata prodotta alcuna istanza di parte. Di chiara derivazione giuspubblicistica è la distinzione tra annullamento d’ufficio e revoca, a seconda che i provvedimenti (invalidi) risultino viziati nel merito o affetti da illegittimità mera [3].. In materia tributaria, inevitabilmente, la distinzione possiede una scemata rilevanza, atteso che l’esercizio di attività c.d. discrezionale, alla quale corrisponde, eventualmente, la revoca da parte dell’amministrazione finanziaria, risulta marginale nel contesto delle varie funzioni esercitate (provvedimenti di sospensione della

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istituto autotutela
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