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Aspetti clinici e terapeutici delle alterazioni parodontali nel paziente con diabete mellito

Informazioni tesi

  Autore: Elena Pari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Igienista dentale
  Relatore: Roberto De Giorgio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 92

Il diabete mellito e la malattia parodontale sono due condizioni di assai frequente riscontro nella pratica clinica per le quali si ritiene possa esistere una correlazione patogenetica. Più specificamente, tale correlazione appare bidirezionale, in quanto dati della letteratura indicano che le alterazioni metaboliche presenti nei pazienti con diabete mellito possono influenzare la salute parodontale; altresì, la parodontopatia di per sé sembra essere in grado di contribuire allo squilibrio metabolico del diabete anche se sono necessari ulteriori studi per confermare tale ipotesi. Il diabete mellito è una condizione patologica caratterizzata da anomalie di tutte le vie metaboliche centrali dell’organismo, ossia il metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine; frequentemente la malattia diabetica evolve in complicanze acute e croniche dovute alla mancanza assoluta o relativa di insulina. Il diabete è attualmente una patologia cronica di rilevanza mondiale tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), osservando il vertiginoso aumento della prevalenza della patologia, ha definito il diabete mellito una vera e propria epidemia mondiale. L’aumento della prevalenza del diabete, principalmente dovuta alla sempre maggiore diffusione del diabete di tipo 2, si sta verificando sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli industrializzati. Lo stile di vita scorretto (basata su una alimentazione ipercalorica), l’obesità, il fumo e l’inattività fisica sono fattori di rischio determinanti per la genesi del diabete e sono responsabili di un continuo aumento della malattia anche nel nostro Paese, dove i cittadini affetti da diabete sono circa 2.5 milioni. Gli individui diabetici e quelli con uno scarso controllo metabolico prolungato nel tempo possono sviluppare complicanze microvascolari e macrovascolari che, come è noto, coinvolgono principalmente la retina, i reni, il sistema nervoso e quello cardio-vascolare. Le complicanze croniche del diabete rappresentano una delle voci di maggior impegno economico dei servizi sanitari, potendo arrivare ad assorbire circa il 6-7% delle disponibilità economiche globali. La spesa delle cure sanitarie per i soggetti diabetici è più del doppio rispetto a quella necessaria per i non diabetici; è stato stimato che nel 2002 le spese dirette e indirette attribuibili al diabete negli Stati Uniti siano state circa 132 milioni di dollari, con un ulteriore incremento dovuto alle complicanze croniche attribuibili al diabete (Hogan et al., 2003). La Federazione Internazionale del Diabete ha stimato che la malattia diabetica sia responsabile del 5-10% del bilancio totale delle cure sanitarie in molti paesi (Smyth and Heron, 2006). La malattia parodontale, che costituisce la più comune infezione orale e la principale causa di perdita di denti nell’adulto, è stata considerata la sesta complicanza del diabete, in ordine di frequenza (Loe H., 1996). Numerosi studi scientifici hanno ampiamente dimostrato che il diabete mellito, di tipo 1 e 2, sia uno tra i maggiori fattori di rischio per la parodontite, in particolar modo in soggetti con scarso controllo metabolico e affetti da lungo tempo. In generale, i pazienti diabetici sono caratterizzati da una aumentata incidenza e gravità della parodontite rispetto ai soggetti non diabetici. Esiste un’ampia varietà di meccanismi patogenetici attraverso i quali il diabete esplica gli effetti deleteri sui tessuti parodontali; in generale, i meccanismi che spiegano le classiche complicanze microvascolari e macrovascolari del diabete risultano operanti anche nel parodonto. Tuttavia, a questi “classici” meccanismi, si devono aggiungere le evidenze della letteratura che dimostrano una serie di alterazioni cellulari e molecolari a livello parodontale conseguenze dell’iperglicemia cronica. L’ambiente iperglicemico determina infatti l’alterazione dei meccanismi di difesa dell’ospite, una risposta infiammatoria prolungata, alterazioni microvascolari, modificazioni della capacità di formazione e di riparazione ossea e l’alterazione della guarigione delle ferite. Recentemente è stato mostrato come la malattia parodontale abbia un impatto sullo stato diabetico sebbene i meccanismi patogenetici che sottendono tale correlazione siano meno indagati. Si ritiene che l’ingresso dei patogeni parodontali e dei loro prodotti all’interno della circolazione sistemica provochi un’intensa risposta infiammatoria che favorirebbe lo sviluppo di meccanismi di insulino-resistenza comportando quindi l’alterazione del controllo glicemico. Lo scopo della presente tesi è stato quello di effettuare una analisi accurata delle evidenze scientifiche volte a definire i principali aspetti clinici e terapeutici della malattia parodontale in corso di diabete mellito.

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1 Introduzione Il diabete mellito e la malattia parodontale sono due condizioni di assai frequente riscontro nella pratica clinica per le quali si ritiene possa esistere una correlazione patogenetica. Piø specificamente, tale correlazione appare bidirezionale, in quanto dati della letteratura indicano che le alterazioni metaboliche presenti nei pazienti con diabete mellito possono influenzare la salute parodontale; altres , la parodontopatia di per sØ sembra essere in grado di contribuire allo squilibrio metabolico del diabete anche se sono necessari ulteriori studi per confermare tale ipotesi. Il diabete mellito Ł una condizione patologica caratterizzata da anomalie di tutte le vie metaboliche centrali dell organismo, ossia il metabolismo dei carboidrati, dei grassi e delle proteine; frequentemente la malattia diabetica evolve in complicanze acute e croniche dovute alla mancanza assoluta o relativa di insulina. Esistono tre categorie principali di diabete: il diabete di tipo 1, che deriva da una deficienza assoluta di insulina; il diabete di tipo 2, che Ł il risultato dell insulino-resistenza e di un difetto nella secrezione insulinica; e il diabete gestazionale, che rappresenta una condizione caratterizzata da un alterata tolleranza al glucosio durante la gravidanza. Il diabete Ł attualmente una patologia cronica di rilevanza mondiale tanto che l Organizzazione Mondiale della Sanit (OMS), osservando il vertiginoso aumento della prevalenza della patologia, ha definito il diabete mellito una vera e propria epidemia mondiale. L OMS ha inoltre stimato che nel 1985 30 milioni di persone in tutto il mondo erano diabetiche; tale cifra ha raggiunto i 135 milioni nel 1995 e 217 milioni nel 2005. Entro il 2030 si prevede che l ammontare delle persone diabetiche raggiunger al meno i 366 milioni (Smyth and Heron, 2006). L aumento della prevalenza del diabete, principalmente dovuta alla sempre maggiore diffusione del diabete di tipo 2, si sta verificando sia nei paesi in via di sviluppo che

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