Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L’evoluzione della scena pubblica e della comunicazione politica in Italia dal secondo dopoguerra ad oggi

Nell’arco di circa sessant’anni di Repubblica l’Italia ha subito profonde trasformazioni riguardanti sia la scena pubblica che la comunicazione politica. I cambiamenti riguardano tutti i principali protagonisti che di queste fanno parte cioè, le istituzioni politiche, i mass media e il corpo elettorale, trasformati sia nei loro tratti costitutivi che nella loro interazione.
Mediatizzazione della scena pubblica, laicizzazione della società, crisi dei partiti, personalizzazione della leadership, spettacolarizzazione della comunicazione sono alcune espressioni utilizzate da studiosi e ricercatori per analizzare e spiegare questi cambiamenti.
Evoluzioni che, seppure in tempi e con modalità differenti, hanno riguardato tutte le società nelle quali si è sviluppato un moderno sistema dei media e dove nel corso degli anni si è verificato un progressivo indebolimento della partecipazione politica, delle forme di rappresentanza e della staticità sociale.
Rispetto ad alcuni anni fa la scena politica si è modificata: differente è il modo nel quale nascono i partiti, le loro strutture e le azioni necessarie alla propria sopravvivenza, il modo di comunicare e i percorsi attraverso i quali presentare le proprie idee. Il partito politico che fino una trentina di anni fa era fortemente basato sull’operato dei militanti, è divenuto un organo altamente professionale e gestito dall’alto, grazie anche allo sviluppo delle tecnologie che hanno accelerato una flessione della partecipazione politica già pre-esistente. Logica dei media, della politica e della pubblicità, rimaste per molto tempo ben distinte sono andate progressivamente a convergere creando un sistema caratterizzato dal prevalere dell’immagine sulla parola, della logica dell’intrattenimento e delle tecniche del marketing. Consapevoli della sempre maggiore importanza dei mass media ai fini della loro rappresentazione i partiti hanno sviluppato il ruolo di emittenti all'interno del mercato dell’informazione; l’utilizzo di linguaggi spesso derivanti dalla pubblicità e dal marketing è proceduto parallelamente alla mediatizzazione della leadership, la selezione del personale politico in base a logiche mediatiche e alla professionalizzazione della comunicazione politica attraverso l’utilizzo sempre più evidente di professionalità esterne all’organizzazione. A questi profondi cambiamenti riguardanti gli strumenti e i soggetti della comunicazione politica non corrisponde un’evoluzione paragonabile riguardo ai temi che anzi in parte sono rimasti invariati. La contrapposizione comunismo-anticomunismo, il coinvolgimento della fede e della religione, l’antifascismo e il neo-fascismo, i richiami alla coerenza di voto dei cattolici e il pro-anti americanismo, sono temi che hanno attraversato tutto il periodo repubblicano in Italia rimanendo – seppure con le dovute differenze - tuttora attuali.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione Questo elaborato tratta il tema dell’evoluzione della comunicazione politica in Italia dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, è stato realizzato attraverso lo studio dei seguenti testi: “La turbopolitica” (2006), “Le elezioni del quarantotto” (2008) entrambi di Edoardo Novelli e “Il nemico interno” (2005) di Angelo Ventrone. Nel primo capitolo è illustrato l’aspetto evolutivo dei soggetti e degli strumenti della comunicazione politica. I cambiamenti riguardano tutti i soggetti caratterizzanti la scena pubblica e cioè le istituzioni politiche, i mass media e i cittadini/elettori, che hanno subito importanti trasformazioni sia nei loro tratti costitutivi sia nella loro interazione. Il primo paragrafo analizza le trasformazioni avvenute nelle strategie della comunicazione riguardanti: il linguaggio utilizzato dai partiti e dalle organizzazioni politiche, il tono, l’approccio alla costruzione del testo, le strutture predisposte alla comunicazione all’interno dei partiti, la spettacolarizzazione della politica. Nel secondo paragrafo (L’utilizzo dell’audio-visivo e il sopravvento dell’immagine sulla parola), è sviluppato l’aspetto del rapporto tra i partiti e l’audiovisivo, il cinema prima e la televisione poi. L’importanza che nel tempo ha assunto l’immagine, l’utilizzo dello spot e la sua successiva eliminazione dalle tv nazionali. Nel terzo è trattato il tema del reperimento delle informazioni effettuato dai partiti; nei primi decenni della Repubblica era un compito prevalentemente assegnato ai militanti i quali mantenevano un costante e diretto rapporto con gli elettori che dava poi la possibilità al partito di fare previsioni circa il risultato elettorale. Le trasformazioni sociali iniziate dagli anni sessanta hanno posto le basi per la nascita tra gli anni ottanta e novanta del marketing politico, cioè un processo di creazione della proposta politica e della sua comunicazione che parte dall’ascolto della popolazione, effettuato da professionisti esterni e non più dai militanti. Nel successivo paragrafo è sintetizzato il percorso evolutivo subito dal comizio, nel dopoguerra strumento di comunicazione fondamentale basato su un oratore e ed una folla, ma ridefinito in chiave spettacolare in seguito all’avvento del media televisivo. Nel quinto (Il passaggio da una politica basata sulla partecipazione ad una gestita dall’alto), è analizzata l’evoluzione della figura del militante in politica, la sua importanza nei grandi partiti di massa, nei quali svolgeva il ruolo di mediatore con gli elettori e di come invece la sua importanza sia diminuita con l’avvento della televisione, che ha permesso all’organizzazione politica di avere un contatto diretto con i cittadini. Nell’ultimo infine è posto l’interesse sulle trasformazioni che hanno riguardato la figura del leader; inizialmente per ricoprire il ruolo più alto era necessario passare attraverso una lunga militanza politica che formava e permetteva un riconoscimento e una stima sia da parte degli alleati che dai partiti avversi. Nei primi anni della Repubblica, né il suo aspetto esteriore né la sua vita privata costituivano un elemento d’interesse, egli era valutato dai cittadini solo riguardo al suo operato politico, ovvero in base alla sua figura pubblica. Negli anni e per molte ragioni egli è divenuto sempre più centrale nella politica e soprattutto sempre più presente nella comunicazione dei partiti dai manifesti alle presenze in televisione e sui giornali. Anche la sua vita privata, un tempo attentamente riservata è divenuta importante e d’interesse sia per i media che per gli elettori. Le riforme elettorali degli anni novanta, con l’elezione diretta dei sindaci e dei presidenti di provincia e regione e

Diploma di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabio Bertocci Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2077 click dal 25/02/2009.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.

 

 

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:
×