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Misticismo ed esoterismo nel percorso musicale di Franco Battiato

L’argomento della tesi tenta di puntare l’attenzione sulle principali correnti mistiche e filosofiche a cui Battiato fa riferimento nei testi delle sue canzoni approfondendo la mistica dei sufi e la scuola esoterica di George Ivanovitch Gurdjieff.
L'arte di Battiato si presenta come un fenomeno di contaminazione tra culture diverse: grazie alle sue origini siciliane, da una parte, e alla passione per la cultura e la filosofia mediorientale, dall’altra, l’artista si apre ad elementi musicali che amalgamano la tradizione mediterranea a quella turca, orientale in genere, fino all’uso dell'inglese, del francese e del tedesco al fine di “occidentalizzare” il suo linguaggio. Quando mi sono avvicinato alle canzoni di Battiato ho iniziato parallelamente ad interessarmi anche alla tradizione musicale del vicino medioriente e in particolare al suo ruolo nella religione islamica in cui la musica è legittimata e permessa solo sotto forma di concerto spirituale, samâ.
La musica di Battiato si pone a cavallo tra la composizione colta, la canzone e la musica etnica dalla quale attinge temi ed esperienze. Il contatto con lo spirito si evidenzia nella stretta aderenza alle filosofie misteriche e peculiarmente con quelle dei sufi; questo concetto arriva a Battiato attraverso il pensiero gurdjieffiano, che usa proprio la musica come metafora del senso prodigioso ed enigmatico dell’universo. L’album L’arca di Noè (EMI, 1982) è il primo chiaro segno dell’influenza su Battiato della musica dei dervisci, i quali rappresentano la chiave di volta nell’artista della sua costruzione musicale tesa alla ricerca di un centro di gravità. In un'intervista afferma: “Non occorre solo scegliere fra tradizioni differenti ma riuscire a farle con-vivere assieme ed anche farle reagire” .
Il lavoro è iniziato in primo luogo con l’ascolto delle canzoni dell’autore, e non poteva essere altrimenti. Le fonti principali sono le canzoni, tanto che per rendere dimostrabili le tesi sulla ricerca spirituale e la maturazione di una personale filosofia di vita dell’artista catanese, mi sono servito dei testi e delle musiche del suo repertorio. Tuttavia si sono rivelate utili tutte le letture, le riviste, i saggi, le dichiarazioni e le interviste a Battiato stesso, le recensioni, i siti internet per approfondire quelle tematiche che poi sono diventate il filo conduttore di questo elaborato, ossia la ricerca mistica e lo sviluppo interiore. Per quanto concerne il capitolo dei sufi e della scuola di Gurdjieff, ossia i capitoli collaterali a quello di Battiato, ho attinto da numerose monografie e saggi critici, articoli tratti da riviste specializzate e, non da ultimo, dalle opere dei diretti interessati, in questo caso di George Gurdjieff e i suoi discepoli e dei teorici sufi come al-Hallaj, al-Ghazzali, Ibn Arabī e Jalal al-Din Rûmî.
Il legame con l’Oriente inizia alla fine degli anni Sessanta e da allora questo interesse ha continuato ad essere il punto di riferimento costante nella vita del musicista e costituirà il filo conduttore dell’elaborato. I capitoli sono stati suddivisi per tentare una visione d’insieme che, anche se non approfondita nei dettagli, può far comprendere lo sviluppo di questi interessi. Le parti sono tre: la prima riguarda l’artista Franco Battiato ed è stata pensata guardando dapprima ad una breve biografia e cronologia delle opere, poi attraverso un lavoro di comparazione e analisi sono stati affiancati ai periodi di maturazione spirituale i testi di alcune delle canzoni più rappresentative. In questa operazione mi sono accorto di come l’assegnazione di tappe nella ricerca spirituale ed esoterica dell’autore siano concomitanti con le trasformazioni dello stile sia musicale che testuale.
Il lavoro è stato condotto seguendo due questioni in particolare che riguardano l’artista: quella della ricerca e quella del viaggio dove la prima lo vede coinvolto sia sul piano artistico che personale, dall’interno del proprio percorso verso l’esterno, e la seconda lo interessa su una dimensione puramente metafisica, come fonte di esperienza per poter capire, evolvere e paragonare. Del resto ricerca e viaggio sono due idee complementari: l’una si muove grazie all’altra e viceversa; i due concetti non si possono separare e proprio Battiato ha assunto la conoscenza per poterli abbracciare e far convivere assieme, tendendo la mano sempre ad una evoluzione dello spirito, di stampo gurdjieffiano, la cui forma musicale e semantica è solo un mezzo per raggiungere quello che egli chiama il “miglioramento”.

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4 Premessa L’argomento della tesi tenta di puntare l’attenzione sulle principali correnti mistiche e filosofiche a cui Battiato fa riferimento nei testi delle sue canzoni approfondendo la mistica dei sufi e la scuola esoterica di George Ivanovitch Gurdjieff. L'arte di Battiato si presenta come un fenomeno di contaminazione tra culture diverse: grazie alle sue origini siciliane, da una parte, e alla passione per la cultura e la filosofia mediorientale, dall’altra, l’artista si apre ad elementi musicali che amalgamano la tradizione mediterranea a quella turca, orientale in genere, fino all’uso dell'inglese, del francese e del tedesco al fine di “occidenta- lizzare” il suo linguaggio. Quando mi sono avvicinato alle canzoni di Battiato ho iniziato parallela- mente ad interessarmi anche alla tradizione musicale del vicino medioriente e in particolare al suo ruolo nella religione islamica in cui la musica è legittimata e permessa solo sotto forma di concerto spirituale, samâ. La musica di Battiato si pone a cavallo tra la composizione colta, la canzone e la musica etnica dalla quale attinge temi ed esperienze. Il contatto con lo spirito si evidenzia nella stretta aderenza alle fi- losofie misteriche e peculiarmente con quelle dei sufi; questo concetto arriva a Battiato attraverso il pensiero gurdjieffiano, che usa proprio la musica come metafora del senso prodigioso ed enigmatico dell’universo. L’album L’arca di Noè (EMI, 1982) è il primo chiaro segno dell’influenza su Battiato della musica dei dervisci, i quali rappresentano la chiave di volta nell’artista della sua costruzione musicale tesa alla ricerca di un centro di gravità. In un'intervista afferma: “Non occorre solo sce- gliere fra tradizioni differenti ma riuscire a farle con-vivere assieme ed anche farle reagire” 1 . Il lavoro è iniziato in primo luogo con l’ascolto delle canzoni dell’autore, e non poteva essere altri- menti. Le fonti principali sono le canzoni, tanto che per rendere dimostrabili le tesi sulla ricerca spi- rituale e la maturazione di una personale filosofia di vita dell’artista catanese, mi sono servito dei testi e delle musiche del suo repertorio. Tuttavia si sono rivelate utili tutte le letture, le riviste, i sag- gi, le dichiarazioni e le interviste a Battiato stesso, le recensioni, i siti internet per approfondire quelle tematiche che poi sono diventate il filo conduttore di questo elaborato, ossia la ricerca misti- ca e lo sviluppo interiore. Per quanto concerne il capitolo dei sufi e della scuola di Gurdjieff, ossia i capitoli collaterali a quello di Battiato, ho attinto da numerose monografie e saggi critici, articoli 1 Cfr. ALESSANDRO DI PRIMA, L'artigianato della grazia, «Verso dove», n° 4-5 Inverno-Primavera, 1995-1996

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giovanni Zilio Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

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