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La comunicazione nonviolenta strumento di trasformazione sociale

Partendo da alcune riflessioni di Danilo Dolci, ho analizzato la comunicazione secondo due modelli generali: modello lineare-unidirezionale (in cui la comunicazione viene vista come trasmissione), modello circolare (comunicazione intesa come atto sociale e reciproco di partecipazione). La differenza è sostanziale e ha ampie rpercussioni in campo pedagogico, sociale e politico. La comunicazione nonviolenta richiede appunto il passaggio da un modello lineare a un modello fondato sulla reciprocità, dove l'ascolto e il feedback hanno un ruolo determinante nell'efficacia comunicativa. Dopo aver analizzato le radici filosofiche e psicologiche della comunicazione nonviolenta, vengono analizzate le modalità di tale comunicazione, presentando il modello di Pat Patfoort. Nell'ultimo capitolo si guarda alla comunicazione nonviolenta applicata nei gruppi, a scuola e in politica.

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Francesco Zecca La comunicazione nonviolenta, strumento di trasformazione sociale 6 INTRODUZIONE Viviamo nell era dell informatica e della comunicaz ione globale, ma paradossalmente le persone comunicano sempre piø in fretta e male. Se da una parte la tecnologia ci mette a disposizione strumenti sempre piø efficaci, per comunicare in tempo reale e a grandi distanze, per essere raggiungibili ovunque e per costruire relazioni in modo virtuale, dall altra aumentano la solitudine, l incomprensione, la mancanza di relazioni profonde, la paura dell altro, si generano atteggiamenti di rifiuto, d integralismo e di razzismo. Siamo nati immersi nella comunicazione, essa Ł fondamentale, ma siamo poco consapevoli di come funziona il suo processo, eppure molte ansie e sofferenze, derivano proprio da una cattiva gestione del processo comunicativo. Lo stimolo per questo lavoro di tesi, ci Ł stato offerto dalla lettura di due libri: Comunicare, legge della vita di Danilo Dolci e il libro di Susan Podziba Chelsea story. Dolci ci ha aiutato a distinguere la comunicazione dalla trasmissione, a prendere consapevolezza che quella che noi comunemente chiamiamo comunicazione, spesso Ł solo un trasmettere unidirezionale, che vede l altro come un soggetto passivo e in cui manca un ascolto autentico. ¨ una visione che ha delle forti ripercussioni sul modo di gestire il potere, trasformandolo in dominio. Podziba, attraverso il racconto della storia di Chelsea, ci ha permesso di vedere come una comunicazione circolare, che d valore e fiducia al cittadino e lo sa rendere partecipe e

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Francesco Zecca Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.