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Analisi qualitativa e quantitativa del microchimerismo emopoietico in pazienti sottoposti a trapianto di rene

Introduzione: il microchimerismo emopoietico, a seguito di trapianto d’organo solido, è definito come la migrazione e la colonizzazione da parte delle cellule del donatore degli organi del ricevente. Nonostante la sua esistenza sia stata ampiamente documentata il significato immunologico appare ancora poco chiaro.
Lo scopo di questo studio è stato quello di mettere a punto un protocollo metodologico, mediante tecniche di biologia molecolare, al fine di valutare la presenza di cellule del donatore nella popolazione leucocitaria di sangue periferico di pazienti trapiantati di rene.
Le correlazioni del microchimerismo con variabili epidemiologiche, cliniche, genetiche ed immunologiche, potrebbero aiutare a chiarire l’eventuale ruolo del microchimerismo sull’andamento del graft.
Metodo: la ricerca del microchimerismo sistemico, è stata effettuata utilizzando la tecnica della Real-Time PCR attraverso l’utilizzo di opportuni primers specifici per l’esone 2 del locus HLA-DRB1* del donatore.
Pazienti: sono stati studiati un totale di 113 pazienti tutti sottoposti a trapianto di rene da cadavere. I pazienti sono stati suddivisi, da un punto di vista temporale, in due principali gruppi:

1.62 con follow-up < di 5 anni
2.51 con follow-up > di 5 anni

Successivamente, sulla base dello stato immunologico i pazienti sono stati stratificati in due ulteriori gruppi: il primo riguardante pazienti che non presentavano disordini immunologici (sDI) e il secondo comprendente pazienti con disordini immunologici (DI).
Risultati: L’analisi qualitativa del fenomeno ha messo in evidenza una maggiore percentuale di pazienti positivi nel gruppo che presentano DI (59% vs 11%); questa differenza è risultata statisticamente significativa (p<0,000002 correzione di Yates, RR= 11,70).
Nessuna correlazione statisticamente significativa è stata evidenziata tra la quantità di microchimerismo e la presenza/assenza di DI. Mentre, l’analisi del fenomeno da un punto di vista della “consecutio temporum” è risultata statisticamente significativa e ha messo in evidenza, in entrambi i gruppi (sDI e con DI), una diminuzione quantitativa del fenomeno inversamente correlata agli anni del trapianto.
Conclusioni: La Real-Time PCR mediante opportuni accorgimenti permette di evidenziare fino ad una singola copia del DNA (cellule equivalenti) del donatore su 150000 cellule del ricevente.
L’elevata sensibilità e riproducibilità della metodica la rendono ideale per lo studio quantitativo del microchimerismo emopoietico nei trapianti d’organo.
Da un punto di vista temporale è stato possibile evidenziare una significativa correlazione tra la diminuzione del microchimerismo e l’aumento degli anni dal trapianto. Molto probabilmente la diminuzione del fenomeno è conseguente al raggiungimento di un equilibrio immunologico (“tollerogenico”) tra le due popolazioni cellulari.
Inoltre, dato che la percentuale maggiore di pazienti positivi al microchimerismo è stata evidenziata nel gruppo dei pazienti con DI, è verosimile che la perdita di questo equilibrio si rifletta in un aumento e/o ritorno del fenomeno.
Infine, nessuna associazione è stata evidenziata analizzando i pazienti sulla base del loro match HLA.

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RIASSUNTO Introduzione: il microchimerismo emopoietico, a seguito di trapianto d’organo solido, è definito come la migrazione e la colonizzazione da parte delle cellule del donatore degli organi del ricevente. Nonostante la sua esistenza sia stata ampiamente documentata il significato immunologico appare ancora poco chiaro. Lo scopo di questo studio è stato quello di mettere a punto un protocollo metodologico, mediante tecniche di biologia molecolare, al fine di valutare la presenza di cellule del donatore nella popolazione leucocitaria di sangue periferico di pazienti trapiantati di rene. Le correlazioni del microchimerismo con variabili epidemiologiche, cliniche, genetiche ed immunologiche, potrebbero aiutare a chiarire l’eventuale ruolo del microchimerismo sull’andamento del graft. Metodo: la ricerca del microchimerismo sistemico, è stata effettuata utilizzando la tecnica della Real-Time PCR attraverso l’utilizzo di opportuni primers specifici per l’esone 2 del locus HLA-DRB1* del donatore. Pazienti: sono stati studiati un totale di 113 pazienti tutti sottoposti a trapianto di rene da cadavere. I pazienti sono stati suddivisi, da un punto di vista temporale, in due principali gruppi: 1. 62 con follow-up < di 5 anni 2. 51 con follow-up > di 5 anni Successivamente, sulla base dello stato immunologico i pazienti sono stati stratificati in due ulteriori gruppi: il primo riguardante pazienti che non presentavano disordini immunologici (sDI) e il secondo comprendente pazienti con disordini immunologici (DI). Risultati: L’analisi qualitativa del fenomeno ha messo in evidenza una maggiore percentuale di pazienti positivi nel gruppo che presentano DI (59% vs 11%); questa differenza è risultata statisticamente

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Annamaria Marcocci Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2165 click dal 20/03/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.