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Il Vangelo morto sulla croce - Lettura de L’Anticristo di Friedrich Nietzsche

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Ducceschi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Giovanni Paoletti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 89

Questa tesi parte dall’analisi attenta e puntuale delle opere di Nietzsche e in particolare de L’Anticristo con lo scopo di rintracciare i rapporti che intercorrono tra il filosofo e il cristianesimo. L’analisi de L’Anticristo, passa innanzitutto attraverso la lettura delle opere anteriori con l’obiettivo di rintracciare tematiche comuni o, al contrario, elementi di rottura e di discontinuità, mentre la lettura dei testi successivi a L’Anticristo è utile per comprenderne la portata e capire quale visione ne ebbe lo stesso Nietzsche. A questo punto è necessario presentare sinteticamente i punti che questa tesi cerca di dimostrare. Innanzitutto si vuole stabilire che con L’Anticristo, Nietzsche si propone non tanto la condanna del cristianesimo, quanto quella di tutti i valori e delle ideologie in cui si riconosce l’uomo moderno. Nietzsche non combatte il cristianesimo da un punto di vista teorico e morale, anche perché questo l’ha già fatto in altri scritti: qui si tratta piuttosto di una condanna da un punto di vista «fisiologico», sociale e politico. L’odio di Nietzsche nei confronti della morale è giustificato da una preferenza per la salute e la forza, ovvero per tutti quegli istinti che caratterizzano la morale dei signori. Di conseguenza anche il dualismo buono-cattivo perde ogni significato ed è sostituito dall’opposizione sano-malato. Con L’Anticristo quindi, Nietzsche non intende annientare in toto il cristianesimo, ma esclusivamente la sua degenerazione messa in opera dalla Chiesa; per questo escogita anche i concetti antitetici di «cristianesimo» e «cristianità». Lo fa per sottolineare il profondo abisso che divide il cristianesimo autentico, originario da tutto ciò che è venuto in seguito. Proprio per questo è importante rilevare la distanza che separa la figura luminosa e positiva di Gesù da tutto ciò che è venuto dopo. Questo ci porta direttamente alla tesi principale: per Nietzsche infatti, è esistito un solo cristiano. Con la morte di Gesù anche il suo insegnamento viene dimenticato e il cristianesimo stesso muore. Tutto ciò che è venuto dopo, infatti, lungi dal continuare l’opera del suo fondatore, ha finito per configurarsi come l’Anticristo stesso. Tutto ciò che ha preso a prestito il nome di «cristiano» in realtà è ciò che più si allontana dall’insegnamento di Gesù. Perché proprio L’Anticristo? Perché per lo stesso Nietzsche quest’opera diviene di fondamentale importanza; è quest’opera che chiude definitivamente i conti con la morale cristiana ed è quest’opera che si configura come il manifesto di una nuova epoca e di una nuova umanità. È quest’opera che alla fine viene a coincidere con la tanto sognata trasvalutazione di tutti i valori. Possiamo anche osare dicendo che L’Anticristo segna un nuovo inizio nell’opera e nella concezione nietzscheana: L’Anticristo non soltanto inaugura una fase che potremmo definire costruttiva, ma finisce addirittura per configurarsi come il compimento di quella fase, come l’inizio e la fine del proposito di Nietzsche: il proposito cioè di abbattere definitivamente la «menzogna bimillenaria» per poi dare l’avvio ad una nuova era; il proposito di fornire tutti gli strumenti necessari per la creazione di una nuova umanità. La stessa data apposta alla fine dello scritto, 30 Settembre 1888, per Nietzsche riveste un grande valore simbolico. Quel 30 settembre diviene molto più di una data: esso segna la fine delle antiche credenze, la fine del cristianesimo, il tramonto dell’uomo e la nascita di un nuovo uomo che potremmo definire post-moderno. Quindi questa tesi si configura come un immaginario viaggio, che ci porta ad analizzare e a descrivere in maniera approfondita e per quanto possibile sistematica la critica che Nietzsche rivolge alla morale e alla modernità; un viaggio immaginario che ha lo scopo di mostrare, attraverso concetti fondamentali, non soltanto il Nietzsche filosofo, ma anche il Nietzsche esperto di storia delle religioni, il Nietzsche storico, il Nietzsche attento filologo, il Nietzsche psicologo e soprattutto il Nietzsche legislatore. Perché è questo aspetto che più lo avvicina al suo archetipo di filosofo. Perché il vero filosofo per Nietzsche è dominatore e creatore di nuove leggi. Hegel e Kant sono soltanto “operai” della filosofia. I veri filosofi invece sono costruttori di storia. “Il loro conoscere equivale a creare, il loro creare a legiferare, la loro volontà di verità a verità di potenza”. E Nietzsche, con L’Anticristo, ha voluto far questo: creare nuove leggi e scrivere una storia diversa per uomini che devono ancora venire.

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Introduzione «Che cos’è buono? – Tutto ciò che eleva il senso della potenza, la volontà di potenza, la potenza stessa dell’uomo. Che cos’è cattivo? – Tutto ciò che ha origine dalla debolezza. Che cos’è felicità? – Sentire che la potenza sta crescendo, che una resistenza viene superata. Non appagamento, ma maggior potenza; non pace sovra ogni altra cosa, ma guerra; non virtù, ma gagliardia (virtù nello stile del Rinascimento, virtù libera dall’ipocrisia morale). I deboli e i malriusciti devono perire: questo è il principio del nostro amore per gli uomini. E a tale scopo si deve anche essere loro d’aiuto. Che cos’è più dannoso di qualsiasi vizio? – Agire pietosamente verso tutti i malriusciti e i deboli – il cristianesimo…».1 Questa tesi si è sviluppata a partire dall’attenta analisi del concetto di cristianesimo presente nella riflessione nietzscheana e, in particolare, ne L’Anticristo. Si tratta di mostrare l’atteggiamento del filosofo nei riguardi della religione e della morale cristiana. Per fare questo è necessario dimostrare alcune tesi fondamentali. Ovvero: 1. che con L’Anticristo, Nietzsche si propone non tanto la condanna del cristianesimo, quanto quella di tutti i valori e le ideologie in cui si riconosce l’uomo moderno e di cui per millenni il cristianesimo si è fatto portavoce. 1 Nietzsche, L’Anticristo, Adelphi, Milano 2004, § 2, pp. 4-5 (corsivo nel testo). 4

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gesù
l'anticristo
nietzsche

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