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Biologia della riproduzione ed ecologia del Fringuello alpino (Montifringilla nivalis) nel Parco Nazionale del Gran Sasso Laga

Il Fringuello alpino è una tipica specie montana nidificante sulle cime al di sopra dei 1900 m. s.l.m. strettamente dipendente dai nevai per quanto riguarda la propria alimentazione. E’ un uccello fino ad oggi poco studiato a causa dell’asperità dei luoghi in cui vive. Considerata l’importanza biogeografica della specie e la sua estrema localizzazione altitudinale è stato quindi opportuno avviare uno studio preliminare per accertare la distribuzione e lo status della specie.
Lo studio e’ stato svolto all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso nel quale è presente il ghiacciaio più meridionale d’Europa; questo ha visto la propria area restringersi nel corso degli ultimi anni a causa dell’effetto serra.
Bisogna considerare, infatti, che il Fringuello alpino (Montifringilla nivalis), assieme a Panda Gigante, Orso Polare, Tigre Indiana, Renna, Beluga, Pinguino Minore, Rana Arlecchino, Farfalla Monarca, Orso Grizzly, è stato posto dal WWF-international, nel 1992, tra le dieci specie rischio di estinzione a causa del riscaldamento globale.
Sono stati osservati da metà aprile a metà luglio otto nidi, tutti i giorni in tre fasce orarie diverse.
Inoltre sono stati individuati dei transetti in modo da coprire tutta l’area del Parco e sono stati effettuati dei campionamenti di artropodi al suolo in modo da poter comprendere l’abbondanza dell’alimentazione nelle diverse tipologie di terreno.
Tra gli obbiettivi del presente studio vi è quella di accertare la distribuzione e consistenza all’interno del Parco Nazionale, la definizione del periodo riproduttivo, il numero di covate, l’attività di alimentazione dei piccoli da parte dei genitori, la dieta dei pulli, l’investimento parentale e la scelta dell’habitat nel periodo riproduttivo in relazione alle disponibilità trofiche.
L’ultimo punto è di particolare interesse in quanto il Fringuello alpino riesce a trovare sulla neve ciò che viene definito “Fall-out”, ovvero l’insieme degli invertebrati trasportati dal vento (pertanto solo di piccola taglia). In varie pubblicazioni si è evidenziato come il fringuello alpino utilizzi preferibilmente le chiazze di neve durante il periodo riproduttivo.
Tramite queste informazioni, utilizzando le stesse metodologie standardizzate di rilevamento, potrebbe essere possibile stabilire il trend della popolazione ed eventualmente cercare di operare per la conservazione della specie.

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INTRODUZIONE Il Fringuello alpino è una tipica specie montana del paleartico, comune sull'arco alpino ma anche localizzata sulle cime più elevate dei massicci montuosi dell'Appennino centrale, con popolazioni sicuramente isolate geograficamente da quelle alpine e quindi di estremo interesse biogeografico. Purtroppo finora non sono stati condotti studi approfonditi su questa specie e mancano informazioni precise riguardanti 10 status e la distribuzione sui diversi gruppi montuosi dell'Appennino. Considerata l'importanza biogeografica della specie e la sua estrema localizzazione altitudinale (oltre i 1.900m) sarebbe quindi opportuno avviare uno studio preliminare per accertare la distribuzione e 10 status della specie. Tali informazioni consentiranno anche di avviare, eventualmente, un monitoraggio della specie a medio e lungo termine. Infatti, utilizzando le stesse metodologie standardizzate di rilevamento, i ricercatori in futuro potranno stabilire il trend della popolazione nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga ed eventualmente cercare di operare per la conservazione della specie. Tra gli obiettivi principali c'è quello di chiarire la distribuzione e lo status delle popolazioni del Gran Sasso e della Laga spingendo l'analisi ad un livello più fine di quanto fatto da Bernoni nel 1996. Si vogliono inoltre approfondire alcuni aspetti della biologia e dell'ecologia di questa specie nel Parco Nazionale del Gran Sasso-Laga, e in particolare: - definizione del comportamento riproduttivo; - numero di covate; - attività di alimentazione dei piccoli da parte dei due genitori; - dieta dei pulli; - note generali sul periodo riproduttivo. - investimento parentale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Stefano Fabrizio De Ritis Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3717 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.