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L'imputabilità per fatti illeciti alle organizzazioni internazionali

Abstract
La tesi che affronta la problematica dell’imputabilità di fatti illeciti alle organizzazioni internazionali.
Per analizzare tale problematica è stato necessario in primis tentare di dare una definizione esaustiva di organizzazione internazionale tenendo conto delle innumerevoli sfaccettature che vari autori hanno dato alla problematica.
Prodromica all’analisi dell’imputabilità è la fase di accertamento della soggettività internazionale dell’organizzazione; questo perché solo alle organizzazioni internazionali cui è riconosciuta soggettività internazionale è possibile imputare eventuali atti illeciti.
Quando si parla di soggettività giuridica internazionale delle organizzazioni internazionali si intende il riconoscimento della loro capacità di essere destinatarie di diritti ed obblighi a livello internazionale per se stesse, indipendentemente dagli Stati membri che le compongono e che l’hanno posta in essere.
Se è vero che non ci sono problemi per quanto riguarda l’accertamento della soggettività dell’organizzazione internazionale all’interno degli Stati membri, anche perché quasi tutte le Carte che vanno ad istituire l’organizzazione espressamente riconoscono tale soggettività. Alcuni problemi sorgono nell’accertamento della soggettività dell’organizzazione a livello internazionale, questo perché all’opposto di quanto detti prima solo la Carta istitutiva del Fondo Internazionale dello Sviluppo Agricolo presenta una esplicita menzione della soggettività internazionale del Fondo.
Anche la CIG si è espressa al riguardo contribuendo in maniera significativa nel determinare gli elementi necessari per avere il riconoscimento di soggettività internazionale.
Una volta definita l’organizzazione internazionale e determinata la sua soggettività internazionale passiamo ad esaminare gli articoli del Progetto della CDI sulla responsabilità delle organizzazioni internazionali. La disamina è stata svolta tenendo conto sia del commento a tali articoli ed utilizzando i reports dello special rapporteur del Progetto, il Prof. Gaja, ma anche utilizzando l’analisi in passato svolta per il Progetto sulla responsabilità degli Stati. Esiste infatti un parallelismo quasi perfetto per quanto riguarda i due Progetti appena menzionati. Si è scelto infatti di “sfruttare” il lavoro precedentemente fatto onde evitare lungaggini, visto che il progetto iniziato nel 1953 non ha visto la luce se non nel 2001!
La tesi si conclude con la disamina di due casi il “Legality of the use of force”, sottoposto alla CIG da parte della RFJ contro l’Italia ed altri 9 membri NATO. La RFJ lamentava la violazione dell’articolo 2 della Carta ONU che proibisce l’uso della forza e di altri obblighi internazionali.
L’altro caso è invece il caso Matthews.

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- 3 - Capitolo primo La soggettività delle organizzazioni internazionali Sommario: 1.1) Nozione; 1.2) La soggettività negli ordinamenti degli Stati membri; 1.3) La soggettività internazionale. 1.1) Nozione Le prime organizzazioni internazionali furono istituite a cavallo tra il XIX e XX secolo, si pensi ad esempio all’Unione postale universale (1875), all’Unione per la protezione della proprietà industriale (1883), all’Istituto internazionale di agricoltura (1905). Durante la seconda metà del ventesimo secolo le organizzazioni internazionali hanno continuato a proliferare acquistando peraltro il ruolo di attori sulla scena internazionale al fianco degli Stati, con il risultato di un ampliamento della tradizionale cerchia dei protagonisti della moderna società internazionale. Le organizzazioni internazionali hanno natura di unioni istituzionali, in quanto il loro atto istitutivo non solo prevede un rapporto di unione tra i suoi membri, ma contempla anche un sistema strutturale che consente all’organizzazione di vivere ed operare indipendentemente dagli Stati che l’hanno istituita.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Stefano Marini Contatta »

Composta da 141 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2791 click dal 24/02/2009.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.