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I mutui subprime e la crisi dei mercati

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Cruoglio
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e amministrazione delle imprese
  Relatore: Emilio Di Tommasi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 83

La presente dissertazione ha lo scopo di affrontare il tema della recente crisi dei mutui americani ad alto rischio, i cosiddetti mutui subprime. La prima parte del lavoro si focalizza sullo scenario americano e sull’individuazione delle possibili cause della crisi immobiliare. Hanno giocato, infatti, un ruolo molto importante: la crisi del mercato immobiliare americano e le relative diminuzioni di valore degli immobili; l’aumento dello yen che ha pesantemente condizionato le operazioni di yen carry trade; l’aumento dei tassi di interesse applicati ai mutui a tasso variabile che ha causato le prime significative insolvenze; la conseguente sfiducia degli investitori e delle banche che hanno avuto difficoltà a rifinanziarsi sul mercato interbancario in quanto si temevano forti esposizioni ai mutui subprime. In seguito vengono individuati e definiti gli strumenti finanziari di cui si è servita la cosiddetta finanza creativa, quali le operazioni di carry trade, le cartolarizzazioni dei crediti attraverso i quali le società erogatrici dei finanziamenti hanno trasferito, ad altri intermediari finanziari e poi anche ai piccoli risparmiatori, il rischio derivante da queste operazioni. Il presente, inoltre, intende porre l’attenzione sia sugli effetti reali sia potenziali di tale crisi non solo in America, da dove è partita la crisi, ma anche negli altri continenti che ne subiscono le conseguenze con particolare riferimento al nostro Paese.

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Introduzione Da alcuni mesi le prime pagine dei giornali italiani sono dedicate ai problemi che hanno investito i mercati finanziari mondiali a causa della crisi dei mutui subprime americani. Il fenomeno subprime nasce dal fatto che per anni, non pochi istituti di credito hanno concesso prestiti a tasso variabile a debitori poco affidabili, senza adeguate garanzie patrimoniali, e pertanto esposti ad eventuali strette creditizie. Era fuori dubbio che si trattava di crediti azzardati, tanto è vero che molti operatori si erano affrettati a cedere tali crediti a terzi, diluendo o addirittura liberandosi completamente del rischio. E intanto la crisi è scoppiata non appena i tassi d’interesse hanno iniziato a risalire dai livelli sorprendentemente bassi degli anni scorsi. Che i subprime fossero una bomba a tempo lo sapevano tutti. Le incertezze riguardavano il quando la bomba sarebbe esplosa e quanti e quali istituti sarebbero stati coinvolti direttamente o indirettamente. Dal mese di marzo sono emersi i primi segnali della crisi a causa degli strumenti, sparsi in tutto il mondo, che contenevano tali mutui. Le prime ad entrare in crisi sono state le società specializzate nell’erogazione dei subprime; poi sono entrate in crisi le società che si occupavano delle cartolarizzazioni e infine tutti gli investitori istituzionali che avevano acquistato tali prodotti. Tale situazione ha causato una crisi di liquidità sul mercato interbancario che ha creato non poche difficoltà alle banche che dovevano finanziarsi. Il presente lavoro ha lo scopo di spiegare cosa sono i mutui ad alto rischio americano, 3

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