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Aspetti della vita religiosa, politica ed economica di Ginevra tra '500 e '700

La tesi si sviluppa secondo le seguenti linee di fondo:
Ricerca sull’economia ginevrina nei confronti d’altri centri commerciali ed artigianali dell’Europa Centrale durante le ondate di rifugiati del XVI e del XVII secolo.
In questa parte della trattazione ho preso in esame lo sviluppo industriale in Svizzera, con particolare riferimento alla città di Ginevra, dove circa 200.000 rifugiati erano emigrati durante le persecuzioni attuate principalmente dal Re di Francia, Luigi XIV.
Ho voluto mettere in evidenza quali sono state le conseguenze della loro partenza dalle città francesi e quali i benefici per i paesi d’accoglienza, considerando anche gli aspetti negativi che essi produssero.
L’industria artigianale e il commercio ginevrino beneficiarono della loro presenza soprattutto quando la popolazione locale fu decimata dalle epidemie e dalle guerre.
La Francia guardava con gran preoccupazione a quello che succedeva all’estero perché aveva perso una fascia della sua popolazione che era particolarmente intraprendente e rappresentava una gran risorsa per la manodopera della propria industria. Anche Ginevra soffriva per un motivo diverso, la città mancava di materie prime, di capitale da investire poiché nessuno credeva in una possibile rinascita economica.
A rendere ancora più complicata la situazione fu l’applicazione delle imposte sulle merci, delle tasse doganali e il pagamento dei pedaggi.
La seconda parte si basa su ricerche e osservazioni della realtà politica del tempo e delle scelte ginevrine con riferimento ai rifugiati ed ai rapporti con gli altri paesi.
In questa fase di studio ho voluto sottolineare l’atteggiamento assunto dal Re di Francia nei confronti della città di Ginevra. Egli fece pesare “il protettorato” sia sulla situazione religiosa, sia sull’economia, sia sulla società nel suo complesso, vietando esportazioni dal Regno. Inoltre ho voluto evidenziare l’importanza avuta dalle Borse pubbliche, nate per far fronte al grande esodo che avrebbe interessato tutti i settori: economico, politico, sociale.
L’aspetto religioso delle questioni è sotteso ed esplicitato nel contesto dei due settori precedenti poiché sia la politica che l’economia risentirono della situazione, anzi più spesso ne furono largamente influenzate.
Dobbiamo considerare che Ginevra dovette, per il bene comune, adeguarsi a questa grande ondata di rifugiati non solo sul piano economico ma anche religioso: fu ristabilita la messa nelle cappelle private, fu organizzata un’istruzione per i nuovi arrivati sulle questioni di fede e non solo, fu tentato un importante passo nella conoscenza di Dio per dimostrare valore e significato della Riforma.
In questo contesto i pastori ebbero una duplice funzione: quella di predicatori, e di intermediari tra Chiesa e Stato. Essi non dovevano esprimere idee politiche personali, anzi dovevano scoraggiare l’uso di termini offensivi per il Re o il Papa. Il loro ruolo era di prevenire qualunque disordine nello Stato e qualunque offesa nella persona di Dio perché “Egli punisce tutti indistintamente.”
Un ruolo altrettanto importante ebbero in quest’aspetto della vita sociale i maestri e i “predicatori di fede” più o meno eretici, e tuttavia spesso pubblicamente utilizzati.
Anche l’attività delle Borse contribuì a determinare lunghi periodi di tolleranza e di accomodamento economico.
E’ chiaro che gli aspetti trattati nella tesi, che si conclude con la guerra della Lega d’Asburgo e la pace conseguente, si intrecciano tra loro inestricabilmente in quanto l’economia ebbe ed ha sempre ripercussioni sia sulla politica e sia sulle complesse questioni religiose di cui gli esodi non furono solo conseguenze ma spesso vere e proprie immissioni sovversive.

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3 INTRODUZIONE La tesi si sviluppa secondo le seguenti linee di fondo: Ricerca sull’economia ginevrina nei confronti d’altri centri commerciali ed artigianali dell’Europa Centrale durante le ondate di rifugiati del XVI e del XVII secolo. In questa parte della trattazione ho preso in esame lo sviluppo industriale in Svizzera, con particolare riferimento alla città di Ginevra, dove circa 200.000 rifugiati erano emigrati durante le persecuzioni attuate principalmente dal Re di Francia, Luigi XIV. Ho voluto mettere in evidenza quali sono state le conseguenze della loro partenza dalle città francesi e quali i benefici per i paesi d’accoglienza, considerando anche gli aspetti negativi che essi produssero. L’industria artigianale e il commercio ginevrino beneficiarono della loro presenza soprattutto quando la popolazione locale fu decimata dalle epidemie e dalle guerre. La Francia guardava con gran preoccupazione a quello che succedeva all’estero perché aveva perso una fascia della sua popolazione che era particolarmente intraprendente e rappresentava una gran risorsa per la manodopera della propria industria. Anche Ginevra soffriva per un motivo diverso, la città mancava di materie prime, di capitale da investire poiché nessuno credeva in una possibile rinascita economica.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Ivana Scrudato Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.