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La valutazione dei derivati energetici

I problemi relativi all’energia e alle risorse energetiche sono temi che attraggono il mondo politico ed economico ormai da decenni. Le prime azioni forti dei paesi sviluppati alla ricerca di efficienza energetica risalgono infatti agli anni ’70 ed ancora oggi queste tematiche rappresentano spesso argomenti centrali anche nelle fasi di campagna elettorale di molti paesi del mondo. La risposta immediata cui molte nazioni hanno optato a tal fine è stata la liberalizzazione dei mercati di commodities energetiche, con lo scopo di dare efficienza al settore grazie alla dinamicità portata da più elevati livelli di concorrenza.

Le liberalizzazioni del settore energetico hanno infatti portato nella maggior parte dei casi maggiore efficienza e trasparenza, eliminando quella opacità e quella pesantezza che troppo spesso hanno caratterizzato l’azione della macchina pubblica, generando inoltre maggiori opportunità economiche sia nella domanda che nell’offerta relative a tali mercati. L’altra faccia della medaglia di queste riforme strutturali è però rappresentata dalla perdita di controllo cui si arriva quando l’evoluzione del settore a livello regolatorio non va di pari passo con l’evoluzione del settore a livello economico, diventando perciò terreno fertile per scandalosi casi di abuso di mercato come quelli visti nell’America di inizio millennio.

L’azione libera degli agenti di mercato nel settore energetico insieme alle peculiari caratteristiche delle commodities energetiche sono le cause degli elevati livelli di volatilità che contraddistinguono questi beni. Pertanto il fabbisogno di risk management avvertito da compagnie attive nell’energetico unitamente alle opportunità di investimento che questo mondo presenta hanno contribuito ad avvicinare la finanza a questo settore. Il risultato è stato la nascita di nuove numerose forme contrattuali, da una parte ispirate a quelle già presenti nel settore finanziario, dall’altra ispirate soprattutto ad operazioni proprie del settore energetico. Questi motivi sono alla base del crescente interesse che la matematica finanziaria sta dedicando negli ultimi anni alla valutazione dei derivati energetici, strumenti unici nel loro genere date le dinamiche dei prezzi e le forme contrattuali osservabili in questi mercati.

Questo elaborato rappresenta una raccolta organizzata di numerosi studi che riviste scientifiche, riviste economiche, il web e la cinematografia hanno dedicato al mondo delle commodities energetiche ed in particolare dei derivati energetici. Scopo di questo lavoro è quello di fornire le prime linee guida a chi, dal mondo della finanza, si avvicina per la prima volta ad un settore complesso come quello energetico.

Il lavoro è strutturato in quattro capitoli.
Il primo dei quattro capitoli ha l’obiettivo di dare un primo sguardo ai derivati energetici, fornendo ad essi innanzitutto una definizione e osservando in quali ambiti essi possano essere utilmente applicati. Infine dall’uso di tali derivati si passerà all’abuso, descrivendo le fasi salienti di un caso che ha scandalizzato l’economia americana di inizio millennio, il caso Enron.
Il secondo capitolo mette in luce invece l’evoluzione del settore energetico, mostrando quali siano stati i motivi alla base della nascita di derivati energetici per ogni singolo mercato di questo settore. Nella seconda parte di questo capitolo verranno poi fornite cifre e caratteristiche relative in particolare ai volumi e alla struttura dei principali mercati dei derivati energetici.
Il terzo capitolo, più a sfondo matematico, presenta invece una rassegna sui principali modelli che la matematica finanziaria, ma anche l’econometria e la microeconomia hanno messo a disposizione per rappresentare le dinamiche relative ai prezzi delle commodities energetiche e quindi per determinare in maniera coerente i valori dei più comuni strumenti derivati.
L’ultimo capitolo è invece relativo ad uno dei contratti derivati che riscuotono il maggior interesse nel settore energetico e cioè le opzioni su spread.
Nella prima parte di questo capitolo si osserverà in quali forme è possibile trovare tali strumenti e in che modo essi possono essere impiegati a fini di risk management. Nella seconda parte verrà invece dedicato spazio alle tecniche che la matematica finanziaria utilizza nel pricing di tali opzioni. Il capitolo si concluderà con uno studio pratico relativo a tre formule in forma chiusa per il pricing delle spread option. Tramite tale analisi si cercherà di capire se innanzitutto le ipotesi poste da tali formule sono coerenti con la realtà del settore energetico. Infine si effettueranno test per determinare l’efficienza di queste formule chiuse per attività di pricing e di hedging.

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Introduzione I problemi relativi all’energia e alle risorse energetiche sono temi che attrag- gono il mondo politico ed economico ormai da decenni. Le prime azioni forti dei paesi sviluppati alla ricerca di efficienza energetica risalgono infatti agli anni ’70 ed ancora oggi queste tematiche rappresentano spesso argomenti centrali anche nelle fasi di campagna elettorale di molti paesi del mondo. La risposta immediata cui molte nazioni hanno optato a tal fine e` stata la liberalizzazione dei mercati di commodities energetiche, con lo scopo di dare efficienza al settore grazie alla dinamicita` portata da piu` elevati livelli di concorrenza. Le liberalizzazioni del settore energetico hanno infatti portato nella mag- gior parte dei casi maggiore efficienza e trasparenza, eliminando quella opa- cita` e quella pesantezza che troppo spesso hanno caratterizzato l’azione della macchina pubblica, generando inoltre maggiori opportunita` economiche sia nella domanda che nell’offerta relative a tali mercati. L’altra faccia della medaglia di queste riforme strutturali e` pero` rappresentata dalla perdita di controllo cui si arriva quando l’evoluzione del settore a livello regolatorio non va di pari passo con l’evoluzione del settore a livello economico, diventando percio` terreno fertile per scandalosi casi di abuso di mercato come quelli visti nell’America di inizio millennio. L’azione libera degli agenti di mercato nel settore energetico insieme alle peculiari caratteristiche delle commodities energetiche sono le cause degli elevati livelli di volatilita` che contraddistinguono questi beni. Pertanto il fabbisogno di risk management avvertito da compagnie attive nell’energeti- co unitamente alle opportunita` di investimento che questo mondo presenta hanno contribuito ad avvicinare la finanza a questo settore. Il risultato e` stato la nascita di nuove numerose forme contrattuali, da una parte ispirate a quelle gia` presenti nel settore finanziario, dall’altra ispirate soprattutto ad operazioni proprie del settore energetico. Questi motivi sono alla base del crescente interesse che la matematica finanziaria sta dedicando negli ultimi anni alla valutazione dei derivati energetici, strumenti unici nel loro gene- re date le dinamiche dei prezzi e le forme contrattuali osservabili in questi mercati. Questo elaborato rappresenta una raccolta organizzata di numerosi studi che riviste scientifiche, riviste economiche, il web e la cinematografia hanno III

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Matteo Sampaolesi Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.