Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

''Die Zauberei im Herbste'' di Joseph von Eichendorff: traduzione ed analisi

Introduzione.

La fiaba, “Die Zauberei im Herbste”, scritta nel 1808 dall’autore tedesco, Joseph von Eichendorff (1788 Lubowitz – 1857 Alter), è un’opera giovanile ed è stata composta quando imperversavano le guerre tra la Francia e la Prussia; Napoleone, infatti, sconfisse prima l’Austria, presso Austerlitz nel 1805, e l’esercito prussiano nell’anno successivo a Jena e Auerstedt. La disfatta fu così pesante per la Prussia che non avrebbe mai più affrontato una battaglia di simili proporzioni. Napoleone entrò a Berlino e, nel 1807 il re prussiano Federico Guglielmo III firmava le dure condizioni di pace del vincitore e la Prussia divenne, in questo modo, un vero e proprio Stato “cuscinetto”, frapposto tra l’Impero Russo dello zar Alessandro I e quello di Napoleone . L’umiliazione della Prussia favorì, tuttavia, il sorgere di un nuovo senso patriottico che aveva già molti dei tratti caratteristici del nazionalismo moderno. Tra gli intellettuali più illustri che cantò le virtù del popolo e della lingua tedesca, fu sicuramente Johann Gottlieb Fichte, la quale, attraverso il culto della tradizione, mosse negli studi accademici la valorizzazione della ricerca storica e si andava alla ricerca delle origini dello Stato tedesco. In questo ambito si inserisce anche l’interesse generale, rivolto verso il medioevo che si esprimeva anche nelle arti e nella letteratura, di cui la “Zauberei im Herbste” di Joseph von Eichendorff costituisce un buon esempio.
Nel primo capitolo di questa tesi, si vanno a presentare le strategie traduttive utilizzate per rendere il testo letterario eichendorffiano in italiano; a seguito ci sarà la traduzione integrale di “Die Zauberei im Herbste”e, per concludere, il commento del linguaggio particolare utilizzato dall’autore ed una breve illustrazione di alcune scelte lessicali e traduttive. Il secondo capitolo si incentrerà sull’analisi testuale della fiaba tradotta, per avere una maggiore comprensione degli aspetti più significativi che emergono da questo testo. Il terzo ed ultimo capitolo, infine, contestualizzerà e confronterà la fiaba con altri due testi significativi di questo autore, che sono “La statua di marmo” (1819) e “Vita di un perdigiorno” (1826), e il paragrafo finale, sarà dedicato ad una breve riflessione sulle tarde opere eichendorffiane.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 Introduzione. La fiaba, “Die Zauberei im Herbste”, scritta nel 1808 dall’autore tedesco, Joseph von Eichendorff (1788 Lubowitz – 1857 Alter), è un’opera giovanile ed è stata composta quando imperversavano le guerre tra la Francia e la Prussia; Napoleone, infatti, sconfisse prima l’Austria, presso Austerlitz nel 1805, e l’esercito prussiano nell’anno successivo a Jena e Auerstedt. La disfatta fu così pesante per la Prussia che non avrebbe mai più affrontato una battaglia di simili proporzioni. Napoleone entrò a Berlino e, nel 1807 il re prussiano Federico Guglielmo III firmava le dure condizioni di pace del vincitore e la Prussia divenne, in questo modo, un vero e proprio Stato “cuscinetto”, frapposto tra l’Impero Russo dello zar Alessandro I e quello di Napoleone 1 . L’umiliazione della Prussia favorì, tuttavia, il sorgere di un nuovo senso patriottico che aveva già molti dei tratti caratteristici del nazionalismo moderno. Tra gli intellettuali più illustri che cantò le virtù del popolo e della lingua tedesca, fu sicuramente Johann Gottlieb Fichte, la quale, attraverso il culto della tradizione, mosse negli studi accademici la valorizzazione della ricerca storica e si andava alla ricerca delle origini dello Stato tedesco. In questo ambito si inserisce anche l’interesse generale, rivolto verso il medioevo che si esprimeva anche nelle arti e nella letteratura, 2 di cui la “Zauberei im Herbste” di Joseph von Eichendorff costituisce un buon esempio. Nel primo capitolo di questa tesi, si vanno a presentare le strategie traduttive utilizzate per rendere il testo letterario eichendorffiano in italiano; a seguito ci sarà la traduzione integrale di “Die Zauberei im Herbste”e, per concludere, il commento del linguaggio particolare utilizzato dall’autore ed una breve illustrazione di alcune scelte lessicali e traduttive. Il secondo capitolo si incentrerà sull’analisi testuale della fiaba tradotta, per avere una maggiore comprensione degli aspetti più significativi che emergono da questo testo. Il terzo ed ultimo capitolo, infine, contestualizzerà e confronterà la fiaba con altri due testi significativi di questo autore, che sono “La statua di marmo” (1819) e “Vita di un perdigiorno” (1826), e il paragrafo finale, sarà dedicato ad una breve riflessione sulle tarde opere eichendorffiane. 1 H. SCHULZE, Storia della Germania, tradotto da Ilaria Tani, Roma, Donzelli Editore, 2000, p. 7. 2 A. REININGER (a cura di), Profilo storico della letteratura tedesca, Torino, Rosenberg & Sellier, 1999, p. 195. Cfr. in particolar modo anche il capitolo 2 § 2.2.1.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Adamo Ventura Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1740 click dal 03/03/2009.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.