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L'illusione d'amore del bambino adattato ovvero le spinte psicologiche in analisi transazionale

Informazioni tesi

  Autore: antonetta rosa Monte
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Psicoterapia
Anno: 2008
Docente/Relatore: Vincenzo Guarracino
Istituito da: Istituto Gestalt ed Analisi Transazionale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

In questo lavoro parlo delle spinte, viste come un ulteriore strumento di cui il terapeuta può disporre, per ridurre i tempi della conoscenza del paziente. Prima di entrare nel merito, vediamo cosa sono le spinte.
Le spinte sono messaggi e sono cinque: “sforzati”, “compiaci”, “sii perfetto”, “sii forte”, “sbrigati” e secondo Kahler, che le ha individuati, le spinte raggruppano tutti i messaggi negativi che i bambini ricevono dai genitori o da altre figure genitoriali. Le spinte sono per l’A. messaggi che, spingono ancora di più nel copione e anche se sembrano apparentemente positivi, in quanto sono espressi in positivo e contengono un’esortazione, in realtà sono messaggi negativi in quanto contengono una svalutazione implicita, non sei Ok così come sei, ma sei Ok se sei forte, se compiaci etc… Tutti i bambini ricevono tutti i messaggi di spinta, ma ce ne è uno che sentono più spesso o che recepiscono di più o che si ripetono più spesso. Questo messaggio è quello che per Kahler diventa la spinta primaria. Ciascun messaggio comporta una serie di comportamenti messi automaticamente in atto, nello sforzo di adeguarsi a quanto richiesto dalla spinta. Quello che succede è che ognuno di noi, da adulto, quando è sotto stress, smetterà di essere nello stato dell’Io Adulto, sarà nello stato dell’Io Bambino Adattato e sentirà i messaggi di spinta, ovviamente, quello che sentirà di più è il messaggio della spinta primaria e ne metterà in atto i relativi comportamenti. La terapia è, di sicuro, un luogo dove il paziente è sotto stress, specie nella fase dell’incontro Terapauta Paziente, quando il Piccolo Professore del Paziente sta studiando il Piccolo Professore del Terapeuta, quindi il paziente mette in atto principalmente i comportamenti della spinta primaria. Il terapeuta può così, individuare qual’è la spinta primaria di quel determinato paziente, in modo da capire come entrare in relazione con il paziente. Kahler, difatti, ha individuato gli Stati dell’Io, che è opportuno il terapeuta assuma, in relazione alle spinte dei pazienti ed ha anche detto che uno dei motivi per cui i paziente hanno difficoltà a cambiare è proprio il fatto che al paziente vengono offerte transazioni diverse da quelle che sono efficaci per la loro spinta primaria. Secondo l’A. (per esempio) per la spinta “compiaci” il miglior modo di avere transazioni è quello dello stato dell’Io Genitore Affettivo positivo verso il Bambino Libero del paziente o anche quello del Bambino Libero >Bambino Libero. Questo non vuol dire che tutto il tempo della relazione il terapeuta debba stare nello stato dell’Io suggerito dalla spinta primaria del paziente, può essere utile muoversi da un modo all’altro di comunicare in modo da invitare il cliente a cambiare, oppure cambiare, in modo da avere una transazione valida, mano a mano che il paziente cambia.
L’utilità di conoscere la spinta primaria non si esaurisce qui. Kahkler, difatti ha effettuato, con le sue ricerche, collegamenti con i giochi, i racket, le ingiunzioni principali, il copione, arrivando alla determinazione che esistono solo sei minicopioni. Questo vuol dire che individuare la spinta primaria di un paziente consente, al terapeuta di disporre di tutte le informazioni che in Analisi Transazionale, sono utili per lavorare in terapia.
Quello che va sottolineato è che l’individuazione della spinta è un lavoro, di pochi minuti, ma anche un lavoro nel quale l’attenzione del terapeuta è sul come il paziente ci sta dicendo qualcosa.
Kahler (1974) ha indicato le aree di comportamenti osservabili, specifiche per ciascuna spinta, che sono: parole, toni, gesti, posizioni, espressioni del viso. Non è sufficiente il comportamento in una sola area per individuare la spinta, ma è opportuno che i comportamenti riguardino più di un’area.
Khaler ha creato alcune immagini che, rappresentano le spinte. Per es. la spinta “sbrigati” è vista come il coniglio di “Alice nel paese delle meraviglie” che continua a correre dicendo: “sono in ritardo, sono in ritardo, per un appuntamento molto importante” e costringe Alice a corrergli dietro.
Concludo dicendo che, visto che, l’individuazione della spinta primaria del paziente. ne consente la conoscenza in tempi brevi, questo si traduce in un lavoro terapeutico più breve. Ovviamente non va trascurato il fatto che processo terapeutico breve non deve significare che, i cambiamenti del paziente devono essere apparenti.

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1 Introduzione Questo lavoro concerne le spinte, viste come strumento terapeutico. Le spinte sono state individuate da Taibi Kahler, come messaggi negativi e restrittivi che provengono dal Genitore dei genitori o di altre figure ge- nitoriali. Queste direttive di copione si possono condensare in cinque gruppi: “Sii Perefetto”, Sii Forte”, Sforzati”, Compiaci”, “Sbrigati”. Le spinte sono messaggi che esprimono un’esortazione, un invito ad essere in un determinato modo. Per il bambino rappresentano “l’illusione che sarà amato se…”Si tratta di messaggi socialmente accettabili e questo li rende particolarmente invitanti e facili da essere ripetuti in qualunque circostanza. Le spinte rappresentano, secondo l’Autore la prima posi- zione del minicopione-non Ok. Taibi Kahler ha sviluppato il concetto di minicopione per descrivere il processo attraverso il quale una persona manifesta il suo copione, oppure manifesta il suo essere Ok. In questo lavoro le spinte sono inquadrate sotto un altro aspetto; esse diventano un ulteriore strumento terapeutico che, favorisce la conoscenza del paziente e contribuisce a facilitarne i cambiamenti. La conseguenza è che, il loro utilizzo, può ridurre i tempi di durata della terapia, senza ovviamente, trascurare che i cambiamenti dei pazienti siano, però, duraturi.

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