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Lesioni del legamento crociato anteriore nell'attività sportiva: diagnostica, trattamento, riabilitazione, implicazioni infermieristiche.

Informazioni tesi

  Autore: Leonardo Adriano Chelariu
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Sergio Di Russo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

Le lesioni del ginocchio sono tra gli infortuni più temuti dagli sportivi e, spesso, anche tra i più frequenti: molte discipline, infatti, richiedono movimenti potenzialmente dannosi per questa articolazione.
Tutte le lesioni del legamento crociato anteriore possono essere ricondotte ad una causa principale senza la quale il danno non può avvenire: il trauma.
I meccanismi che risultano come frequenza maggiormente associati alla lesione totale o parziale del LCA sono :
• L’extra-rotazione in valgo
• La flessione del ginocchio associata all’intrarotazione
• L’iperestensione associata all’intrarotazione
Per una corretta diagnosi del danno legamentoso è necessaria un’attenta visita specialistica al fine di stabilire la gravità della lesione. E’ necessaria una comprensione dell’attuale livello di attività lavorativa o ricreativa e delle future aspirazioni del paziente per formulare un trattamento personalizzato e razionale.
L’esame clinico va eseguito al più presto, per consentire tempestivamente il trattamento più adeguato.
Lo specialista, generalmente, esegue due tipi di indagine:
1. valutazione clinica, nella quale l’operatore, valutando le modalità del trauma, verificherà il grado di instabilità causata dalla lesione del LCA, delle lassità legamentose, sia in senso anteriore-posteriore, attraverso il Lachman test e il test del cassetto anteriore, sia in senso rotatorio, grazie al jerk test ed al pivot shift test; inoltre, verificherà la presenza di un eventuale versamento (ematico o sinoviale), ricercando i punti dolorosi e i segni di eventuali lesioni meniscali associate e/o lesioni della cartilagine articolare;
2. indagine strumentale, con la quale viene confermata o meno la lesione del LCA: tale tipo di valutazione si basa solitamente sulla risonanza magnetica nucleare (RMN). Recentemente alcuni lavori scientifici riportano diagnosi effettuate grazie all’esame ecografico, anche se questo tipo d’indagine nell’ambito delle lesioni al LCA deve essere ancora scientificamente confermato. Nel caso in cui venga diagnosticata una lesione del legamento crociato anteriore, il paziente, il medico, il terapista e la famiglia del paziente devono scegliere il tipo di trattamento più opportuno, conservativo o chirurgico.
Nella fase acuta, la terapia si focalizza sostanzialmente a ridurre il dolore e/o gonfiore del ginocchio attraverso:
1. Riposo.
2. Ghiaccio, scarico ed elevazione dell’arto.
3. Terapia antinfiammatoria ed antidolorifica.
4. Uso di stampelle e tutore immobilizzante il ginocchio.
In caso di gonfiore, l'aspirazione del liquido articolare (artrocentesi), può alleviare i sintomi.
Superata la fase acuta se il dolore persiste e l'instabilità non migliora dopo le sedute riabilitative, o quando il danno iniziale è grave può essere necessario un intervento chirurgico (artroscopia, preceduta e seguita da riabilitazione)
Dopo la lesione al LCA è necessario pianificare un programma di riabilitazione che comprenda un periodo di preparazione all’intervento e un periodo rieducativo post operazione; in tale ambito ruolo fondamentale assume la figura dell'infermiere.
ASSISTENZA INFERMIERISTICA PERIOPERATORIA
FASE PREOPERATORIA
Esami prericovero
Ricovero nel centro di chirurgia o nel reparto
Spiegazione delle fasi del periodo perioperatorio; risposta alle domande del paziente e della famiglia; firma del consenso informato
FASE INTRAOPERATORIA
Preparazione del paziente
Mantenimento della sicurezza
Monitoraggio fisiologico
Supporto psicologico (prima dell’induzione e se il paziente è cosciente)
FASE POSTOPERATORIA
Trasferimento del paziente all’unità di cure postanestesiologiche
Assistenza nell’immediato postoperatorio
Trattamento multifarmacologico del dolore e promozione della guarigione del paziente

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4 CAPITOLO 1 TRAUMATOLOGIA SPORTIVA 1.1 Introduzione Negli ultimi anni, soprattutto nei paesi industrializzati, si è diffusa notevolmente la percezione dell'importanza degli esercizi fisici e delle attività sportive per la salute del corpo, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. In Italia, molte persone esercitano sport: il calcio, secondo le statistiche CONI, è praticato da un milione di tesserati; seguono pallacanestro (300.000) e pallavolo (200.000). Anche il tennis (190.000) e gli sport invernali (175.000) sono molto praticati. In totale, oltre quattro milioni e mezzo di persone sono tesserate presso il CONI nelle varie discipline sportive. Ma un'intensa attività fisica può generare anche dei problemi. Le lesioni traumatiche acute tipiche dell’attività sportiva sono quelle che per frequenza, meccanismi fisiopatologici e quadri anatomo-clinici sono caratteristiche della pratica delle singole attività sportiva. Evidentemente la conoscenza della tecnica e della dinamica delle fasi dei diversi sport, derivata dalla personale familiarità con essi e da un’accurata raccolta dell’anamnesi, è fondamentale per la comprensione dei meccanismi di produzione delle lesioni. Il loro esatto riconoscimento consente la pronta adozione delle misure diagnostiche e, quindi, terapeutiche singolarmente più efficaci. La traumatologia dello sport studia, previene e cura le lesioni dipendenti dalle attività sportive; essa rappresenta una disciplina ben definita e distinta dalla comune traumatologia,

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