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I contratti agrari nell'ordinamento italiano

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Dal Bo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: Maria Bruna Zolin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56

In questa tesi sono stati analizzati e studiati :

L'impresa agricola e le nuove norme sui contratti agrari. Il superamento della società feudale e nascita del modello liberale del cotratto agrario. La legge n.ro 203 del3 maggio 1982 sui contratti agrari.
Agricoltura e diritto agrario. Proprietà terriera e impresa agricola. Nozione di affitto di fondo rustico.

I caratteri del contratto di affitto:
locatore e affittuario, obblighi e diritti. Durata del contratto d'affitto a coltivatore diretto,
canone, i miglioramenti fondiari, regime di proroga degli affitti e patti in deroga.

I contrati associativi per i quali è prevista la conversione in afitto.

I contrati associativi : il contratto di mezzadria, elementi costitutivi, il concedente, il mezzadro e la famiglia mezzadrile, direzione dell'impresa agricola, la legge n. 756 del 15 settembre 1964, risoluzione e scioglimento del contratto di mezzadria. Il contratto di colonia, colonia parziaria con nudo terreno, colonia perpetua miglioratizia, funzione direttiva del concedente, doveri del colono ed esecuzioni di migliorie. Il contratto di soccida, soccida semplice, soccida con conferimento di pascolo e trasformazione in affitto. Il contratto di compartecipazione, caratteri del contratto di compartecipazione agraria, compartecipazione come contratto di lavoro subordinato.

La conversione in affitto dei contratti asociativi : La conversione legale dei contratti agrari, caratteri generali di conversione nei singoli contratti agrari.

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PREMESSA L’evoluzione dei contratti agrari costituisce un momento essenziale nella storia delle campagne italiane. Fin da epoche molto lontane, i proprietari di fondi, per assicurarne la produzione e la valorizzazione, hanno dovuto instaurare rapporti di tipo contrattuale con contadini liberi senza terra, o con poca terra, disposti a lavorare. Dal Medioevo fino ai nostri giorni i contratti agrari hanno assunto una diffusione e un rilievo straordinario, sotto forma di rapporti assai vari, secondo le differenti situazioni ambientali e sociali. Alcuni di essi, come la mezzadria o i rapporti precari instaurati nel latifondo, hanno lasciato una forte impronta nella società, nell’economia e nel paesaggio di intere province o regioni italiane. Di conseguenza, già nel ‘700 e nell’ ‘800 si diede largo spazio alla trattazione dei problemi relativi ai patti con i contadini, ai vantaggi e agli svantaggi della mezzadria o dell’affitto, alla necessità di conservazione o di cambiamento dei patti stessi. Dalle decisioni prese in proposito derivò il potere di impedire o di promuovere la prosperità economica di una regione. L’importanza, la centralità del problema contrattuale nella storia delle campagne italiane, è confermata dalle lotte contadine che si sono sviluppate dalla fine del secolo scorso fino ai nostri tempi, lotte in cui l’obiettivo principale era costituito proprio dai contratti, per un miglioramento della condizione contadina. Per tali motivi ho trovato interessante approfondire come il problema dei contratti sia stato affrontato e sia evoluto nel tempo. Ho perciò preso in esame in particolar modo la legge n. 203 del 3 maggio 1982 che ha portato un grande cambiamento nei rapporti tra proprietari e lavoratori agricoli, favorendo la trasformazione dei contratti associativi dei fondi rustici in contratti di affitto. 4

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