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Michael Moore e il documentario

In un periodo come quello attuale, in cui spesso la realtà dei fatti supera l’immaginazione, il documentario acquisisce un ruolo di grande importanza nel rappresentare tali “tempi fittizi”.
Questo genere cinematografico, riscoperto negli ultimi anni anche grazie al successo di Moore e delle sue opere, conosce oggi un momento di straordinaria vitalità, in cui si assiste ad un continuo sviluppo di film che perseguono un obiettivo di realtà, di verità e di autenticità. In seguito ad un cambiamento nei modi fruizione e nelle richieste del pubblico e ad un mutamento dello scenario mediatico, in cui l’inconsistenza della televisione si fa sempre più percettibile, il documentario cinematografico riesce a colmare l’attuale necessità d’informazione e di approfondimento riguardante argomenti del presente e del passato.
Questo lavoro intende presentare un quadro complessivo del fenomeno del documentario. Nel primo capitolo si rivolge uno sguardo al passato, ai registi che hanno elaborato le prime tecniche di ripresa e alle loro opere troppo spesso dimenticate, alle diverse scuole documentaristiche e alle avanguardie. S’intende sottolineare l’importanza che tali ricerche hanno avuto sull’evoluzione di questo genere, le analogie e le differenze rispetto agli autori contemporanei. Nel secondo capitolo l’interesse volge al presente, in particolare ai film realizzati dopo il 2002, anno in cui Moore realizza Bowling a Columbine (Bowling for Columbine, 2002), vero spartiacque della nuova era documentaristica. Si esaminano le cause della recente affermazione del documentario e si propone una sua possibile prospettiva futura all’interno del mercato cinematografico internazionale, in relazione ai meccanismi di produzione e distribuzione. Infine si analizzano le tre opere del rappresentante principale e più noto della nuova generazione di documentaristi americani, Michael Moore, evidenziando il modo in cui le numerose innovazioni sperimentate nei suoi film influenzano la produzione documentaristica attuale.

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3 0. INTRODUZIONE “Ci piace la non-finzione e viviamo in tempi fittizi.” 1 Con queste parole il regista Michael Moore apre il suo celebre discorso durante la cerimonia di premiazione degli Oscar 2003. In un periodo come quello attuale, in cui spesso la realtà dei fatti supera l’immaginazione, il documentario acquisisce un ruolo di grande importanza nel rappresentare tali “tempi fittizi”. Questo genere cinematografico, riscoperto negli ultimi anni anche grazie al successo di Moore e delle sue opere, conosce oggi un momento di straordinaria vitalità, in cui si assiste ad un continuo sviluppo di film che perseguono un obiettivo di realtà, di verità e di autenticità. In seguito ad un cambiamento nei modi fruizione e nelle richieste del pubblico e ad un mutamento dello scenario mediatico, in cui l’inconsistenza della televisione si fa sempre più percettibile, il documentario cinematografico riesce a colmare l’attuale necessità d’informazione e di approfondimento riguardante argomenti del presente e del passato. Si è vista un’autentica invasione di oggetti “testimoniali”: film che incrociavano i loro percorsi avanti e indietro nel tempo, raccontandoci il presente e la memoria, in quell’indissolubile rapporto causa-effetto che rende oggi il documentario lo strumento più forte per percepire le trasformazioni in atto nel nostro pianeta. 2 Questo lavoro intende presentare un quadro complessivo del fenomeno del documentario. Nel primo capitolo si rivolge uno sguardo al passato, ai registi che hanno elaborato le prime tecniche di ripresa e alle loro opere troppo spesso dimenticate, alle diverse scuole documentaristiche e alle avanguardie. S’intende sottolineare l’importanza che tali ricerche hanno avuto sull’evoluzione di questo genere, le analogie e le differenze rispetto agli autori contemporanei. Nel secondo capitolo l’interesse volge al presente, in particolare ai film realizzati dopo il 2002, anno in cui Moore realizza Bowling a Columbine (Bowling for Columbine, 2002), vero spartiacque della nuova era documentaristica. Si esaminano le cause della recente affermazione del documentario e si propone una sua possibile prospettiva futura all’interno del mercato 1 Michael Moore, discorso di premiazione durante la 75ª cerimonia degli Oscar, Los Angeles, 23/03/2003 2 Luciano Barisone, Echi dal presente, “Duellanti”, n. 15, aprile 2005, p. 44

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marco Lisco Contatta »

Composta da 53 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.