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Per una storia della Riforma nel Tirolo: il programma politico-religioso di Michael Gaismayr (1526)

La riforma protestante iniziata con la pubblicazione delle 95 tesi di Lutero nel 1517 produsse una serie di sconvolgimenti epocali che mutarono per sempre i caratteri e la storia dell’Europa, contribuendo non poco a fissarne i lineamenti moderni attraverso secoli di scontri e rivoluzioni che divisero per sempre la cristianità occidentale. Inutile soffermarsi su quanto questa nuova dottrina cristiana sarà capace di segnare il nuovo corso degli eventi in tutti gli Stati europei e non solo in quelli che ne sperimentarono la nascita, si pensi a questo proposito alla nascita degli Stati Uniti d’America o all’interpretazione weberiana in riferimento alla nascita del capitalismo moderno che il sociologo tedesco affrontò nei due saggi del 1904 e 1905 poi ripubblicati con l’unico titolo de L'etica protestante e lo spirito del capitalismo. Gli effetti immediati della riforma furono quelli di dare ai contadini la speranza di poter cambiare le loro difficilissime condizioni di vita, che sfociò in una rivolta generale che in Germania ebbe il suo momento più cruento. Ma le rivendicazioni contadine si estesero ben presto a gran parte dei territori asburgici e seppur con diversi livelli d’intensità videro nascere ugualmente dei fronti di rivolta in opposizione alle gerarchie ecclesiastiche e a quelle politiche di tali luoghi. I motivi della protesta non erano solamente religiosi ma riguardavano anche la generale condizione economica, in rapido peggioramento, che tutto il continente stava conoscendo in quegli anni a seguito dell’aumento demografico della popolazione e di altri fattori scatenanti. Anche il Tirolo conobbe un periodo di crisi a seguito della decadenza economica di Venezia e questo favorì l’insorgenza di un generale sentimento di insubordinazione che vide coinvolti soprattutto i contadini che abitavano quelle terre e che non da ultimo erano stanchi di essere vessati dalle tasse e dalle decime che non erano utilizzate per i bisogni pastorali locali, quanto per quelli romani. In questo scenario compare la figura oggetto del nostro studio, Michael Gaismayr, un montanaro cresciuto in una famiglia di piccoli proprietari minerari che si metterà presto alla testa dei contadini per guidarne la rivolta. In particolare abbiamo ritenuto opportuno soffermare la nostra attenzione sul manifesto politico-religioso che lo stesso Gaismayr scrisse nei mesi invernali del 1526, durante il suo forzato soggiorno svizzero nel quale ebbe modo di conoscere e frequentare assiduamente il riformatore Zwingli. La particolarità del documento sta nell’aver perfettamente fuso l’elemento religioso e quello politico in un corpus di articoli mirati ad organizzare minuziosamente ogni singolo aspetto della nuova realtà statale.
All’assoluta particolarità del documento non corrisponde purtroppo un adeguato interesse da parte degli storici, al di fuori di quelli di lingua tedesca. Le fonti principali sono tutte in tedesco antico e riguardano due copie del manifesto redatte successivamente alla sua scrittura con l’aggiunta dei lavori dello storico cecoslovacco Josef Macek, che tuttavia non affrontano tanto l’analisi del documento politico quanto le vicende generali dell’autore. In italiano esistono i lavori monografici di Aldo Stella, l’unico storico italiano che si sia dedicato allo studio del Gaismayr e che ci abbia lasciato la traduzione del manifesto tirolese . Stella tuttavia non analizza il documento, si limita a enunciarne i singoli articoli a margine della storia del suo autore che viene invece esplorata con estrema completezza. Abbiamo quindi ritenuto opportuno soffermarci sull’analisi di tale documento nel tentativo di evidenziarne i caratteri assolutamente particolari e univoci alla luce dell’epoca nel quale esso venne scritto e in riferimento alle influenze zwingliane che l’autore ricevette attraverso il contatto diretto con quest’ultimo e con le sue opere. Il lavoro è suddiviso in quattro capitoli: nel primo vengono tracciate le condizioni sociali ed economiche generali del Tirolo e il contatto con la riforma. Nel secondo capitolo ci soffermiamo sulla vita del Gaismayr attraverso l’analisi dei suoi percorsi di studio giovanili e dei suoi incarichi pubblici; passeremo poi a verificare come si sia sostanziata l’attività politica dell’autore a favore dei contadini. Nei capitoli terzo e quarto ci soffermiamo sulle influenze personali ed ambientali che favorirono la gestazione del documento, passando poi all’analisi più specifica degli articoli.

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3 INTRODUZIONE La riforma protestante iniziata con la pubblicazione delle 95 tesi di Lutero nel 1517 produsse una serie di sconvolgimenti epocali che mutarono per sempre i caratteri e la storia dell’Europa, contribuendo non poco a fissarne i lineamenti moderni attraverso secoli di scontri e rivoluzioni che divisero per sempre la cristianità occidentale. Inutile soffermarsi su quanto questa nuova dottrina cristiana sarà capace di segnare il nuovo corso degli eventi in tutti gli Stati europei e non solo in quelli che ne sperimentarono la nascita, si pensi a questo proposito alla nascita degli Stati Uniti d’America o all’interpretazione weberiana in riferimento alla nascita del capitalismo moderno che il sociologo tedesco affrontò nei due saggi del 1904 e 1905 poi ripubblicati con l’unico titolo de L'etica protestante e lo spirito del capitalismo. Gli effetti immediati della riforma furono quelli di dare ai contadini la speranza di poter cambiare le loro difficilissime condizioni di vita, che sfociò in una rivolta generale che in Germania ebbe il suo momento più cruento. Ma le rivendicazioni contadine si estesero ben presto a gran parte dei territori asburgici e seppur con diversi livelli d’intensità videro nascere ugualmente dei fronti di rivolta in opposizione alle gerarchie ecclesiastiche e a quelle politiche di tali luoghi. I motivi della protesta non erano solamente religiosi ma riguardavano anche la generale condizione economica, in rapido peggioramento, che tutto il continente stava conoscendo in quegli anni a seguito dell’aumento demografico della popolazione e di altri fattori scatenanti. Anche il Tirolo conobbe un periodo di crisi a seguito della decadenza economica di Venezia e questo favorì l’insorgenza di un generale sentimento di insubordinazione che vide coinvolti soprattutto i contadini che abitavano quelle terre e che non da

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Storiche

Autore: Massimiliano Falcucci Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.