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Recepimento regionale della normativa comunitaria in tema di alimenti ed impatto nel territorio della ASL RM H distretto di Anzio e Nettuno

Informazioni tesi

  Autore: Luca Pastore
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Tecniche della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro
  Relatore: Ersilia Equizi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

Decidere di “tentare di capire” come è andato questo primo periodo di applicazione del c.d. pacchetto igiene e delle successive disposizioni regionali, nel territorio dove il sottoscritto opera come Tecnico della Prevenzione (assegnato al Dipartimento di Prevenzione nel Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, della ASL RM H), è stato motivo di ragionamento sulla situazione presente.
Dal confronto tra l’applicazione della vecchia normativa e le nuove disposizioni emergono ragioni di ottimismo? come si sono adeguati gli operatori del settore alimentaristico? e il Personale addetto alla vigilanza (ASL, NAS, Polizia Municipale, CTU, ARPA,…) abituato da oltre quaranta anni a ragionare ed ad operare in modo coordinato, sarà in grado di aggiornarsi e soprattutto di modificare il proprio modo di lavorare?
Queste domande che mi sono posto, mi hanno spinto a tirare un po’ di somme ed a fare alcune considerazioni.
Consideriamo questo periodo ancora di fase sperimentale (infatti il 30 06 2008 scadranno i termini della proroga alle disposizioni regionali), siamo tutti in attesa di alcuni “aggiustamenti” visto come è si è svolto il primo anno di applicazione (si riporteranno dati relativi al territorio dei Comuni di Anzio e Nettuno);
Infatti, la Regione Lazio ha recepito la nuova normativa (prima in Italia), con la DGR Lazio n° 275/06 tramite la quale, a mio modesto parere, è stato sicuramente raggiunto un primo risultato di disorientare gli operatori del settore alimentaristico (e non solo) ancora non pronti ad autocertificare il vero possesso dei requisiti richiesti dalla legge ma, di fatto, quasi tutti prontissimi ad autocertificarne il possesso fittizio a solo scopo di ottenere subito l’apertura della propria attività, lasciando però il “fianco” scoperto a futuri controlli.
A conferma di ciò, si riporta l’aumento considerevole delle sanzioni elevate e dei successivi provvedimenti amministrativi adottati nell’anno 2007, rispetto agli anni precedenti.
Con la normativa passata, il sopralluogo del personale ispettivo della ASL (prima Ispettori Sanitari ora Tecnici della Prevenzione), avveniva sempre preventivamente all’apertura dell’attività; la nuova normativa così come è stata recepita dalla nostra Regione, espone i titolari delle attività alimentaristiche, a subire un sopralluogo di vigilanza, con l’attività già in essere: l’U.P.G. non può far altro, nella maggioranza delle situazioni, che accertare la non rispondenza dei requisiti formalmente dichiarati nella DIA con quelli effettivamente posseduti.
Un’altra considerazione è poi basata sul fatto che i Dipartimenti di Prevenzione, in particolare i Servizi IAN, già in crisi per l’assente turn-over degli operatori a causa del blocco delle assunzioni di personale mediante concorsi, si sono ritrovati una valanga di DIA provenienti direttamente dai Comuni (circa un centinaio nelle prime settimane dal cambio di normativa, ricordiamo avvenuta a Giugno 2006), in assenza di un sistema organizzato di registrazione (v. modulistica in allegato), che ha rallentato notevolmente i tempi delle successive verifiche.
L’operatore alimentarista non ha altra strada attualmente che rivolgersi ad un consulente privato delegato, con maggiori oneri economici al momento dell’apertura e privato della possibilità di autonomia, in ordine ad esempio alla corretta applicazione dei principi dell’H.A.C.C.P.

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3 INTRODUZIONE. Decidere di “tentare di capire” come è andato questo primo periodo di applicazione del c.d. pacchetto igiene e delle successive disposizioni regionali, nel territorio dove il sottoscritto opera come Tecnico della Prevenzione (assegnato al Dipartimento di Prevenzione nel Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione, della ASL RM H), è stato motivo di ragionamento sulla situazione presente. Dal confronto tra l’applicazione della vecchia normativa e le nuove disposizioni emergono ragioni di ottimismo? come si sono adeguati gli operatori del settore alimentaristico? e il Personale addetto alla vigilanza (ASL, NAS, Polizia Municipale, CTU, ARPA,…) abituato da oltre quaranta anni a ragionare ed ad operare in modo coordinato, sarà in grado di aggiornarsi e soprattutto di modificare il proprio modo di lavorare? Queste domande che mi sono posto, mi hanno spinto a tirare un po’ di somme ed a fare alcune considerazioni. Consideriamo questo periodo ancora di fase sperimentale (infatti il 30 06 2008 scadranno i termini della proroga alle disposizioni regionali), siamo tutti in attesa di alcuni “aggiustamenti” visto come è si è svolto il primo anno di applicazione (si riporteranno dati relativi al territorio dei Comuni di Anzio e Nettuno); Infatti, la Regione Lazio ha recepito la nuova normativa (prima in Italia), con la DGR Lazio n° 275/06 tramite la quale, a mio modesto parere, è stato sicuramente raggiunto un primo risultato di disorientare gli operatori del settore alimentaristico (e non solo) ancora non pronti ad autocertificare il vero possesso dei requisiti richiesti dalla legge ma, di fatto, quasi tutti prontissimi ad autocertificarne il possesso fittizio a solo scopo di ottenere

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