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Turismo, comunicazione, morfologia territoriale. Un'inchiesta sull'immagine della Versilia.

il presente lavoro tratta i temi del turismo contemporaneo in relazione a una particolare area geografica: la Versilia. la tesi è divisa in tre macrosequenze: nella prima vengono affrontati i temi del marketing turistico, territoriale, emozionale, i modelli organizzativi regionali e le tematiche legate alla società del loisir. nella seconda parte viene fornita una descirzione morfologica del territorio oggetto d'analisi: la versilia. nella terza parte si cerca di sondare qual'è l'immagine che gli utenti hanno della versilia e qual'è invece l'immagine che gli amministratori locali cercano di promuovere. il sondaggio è stato realizzato mediante la pubblicazione di un questionario on-line rivolto agli utenti di Internet e attraverso l'intervista a un funzionario dell'azienda di promozione turistica versiliese. attraverso l'analisi dei due punti di vista e grazie alle tematiche affrontate nei capitoli precedenti si cerca di capire quali sono le strategie promozionali premianti e quali invece sono le tecniche da rivedere.

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4 INTRODUZIONE Il comportamento delle persone in vacanza è molto simile a quello delle persone che professano una religione, in quanto nasconde delle ritualità; non a caso in inglese vacanza si dice holiday, (da holy sacro e day giorno), e la letteratura di riferimento è ricca di commenti di studiosi che paragonano il turista ad un pellegrino. Uno dei primi ad analizzare il fenomeno del turismo fu Cesar Ritz, uno svizzero che conosceva bene il comportamento dei turisti per aver fatto il cameriere molti anni e che nella seconda metà dell’800 inventò il modello di albergo che ancora oggi è il punto di riferimento degli alberghi di tutto il mondo: il Ritz. Cesar Ritz, in particolare, intuì che coloro i quali aspiravano alla vacanza, desideravano qualcosa di più del semplice soggiorno, qualcosa che i soldi non potevano comprare, ossia l’appartenenza ad una classe superiore, all’aristocrazia, alla nobiltà. Questa intuizione venne ripresa molti anni dopo dagli studiosi di antropologia culturale e in seguito dagli studiosi di marketing i quali, oggi più che mai, avvertono il bisogno di comprendere la complessità dell’universo che ruota attorno alle decisioni di vacanza delle persone1. La vacanza, infatti, consente di adottare comportamenti che nella vita quotidiana non sarebbe possibile realizzare con la stessa disinvoltura, ed inoltre la realtà della vacanza permette l’accesso ad un tempo non ordinario, sacro, che può essere affrontato solo con dei rituali. Le nostre vacanze in effetti sono riti: la preparazione della valigia, il momento della partenza, il distacco, l’acquisto di souvenir e, infine, il rientro, quando l’abbronzatura, la maglietta 1 Cfr. G.Dall’Ara, Perché le persone vanno in vacanza? , Franco Angeli Editore, Milano, 2001.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Francesca Fracassini Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.