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Profili di responsabilità professionale del tecnico della riabilitazione psichiatrica in relazione al progetto terapeutico riabilitativo

La possibilità di individuare gli errori e le correlate responsabilità durante la realizzazione del progetto terapeutico riabilitativo rendono maggiormente attenti e vigili gli operatori coinvolti.
Ciò favorisce una migliore erogazione del servizio al paziente. Punto di partenza di questa indagine è stata l’applicazione dei criteri di responsabilità professionale ad un progetto terapeutico riabilitativo esistente tratto dall’esperienza del tirocinio formativo svolto presso il Centro di Salute Mentale dell’Unità Operativa Costernino - Fasano.

OBIETTIVI
Dimostrare quanto ampio è il numero dei possibili errori per ogni fase del progetto terapeutico riabilitativo e quanto influenza ha ognuno di essi nella realizzazione delle fasi successive.

METODI
Il progetto terapeutico riabilitativo è stato diviso in fasi, ad ognuna delle quali sono stati individuati gli errori che si possono verificare.
1. valutazione iniziale o assessment
• un’errata raccolta dell’anamnesi personale e familiare del paziente
• errata osservazione della condizione psicopatologica e della sua influenza sul funzionamento globale
• errata scelta dei test da somministrare
• errata elaborazione dei risultati dei test
• errata diagnosi
2. stesura del progetto terapeutico riabilitativo
• errata individuazione degli obiettivi
• errata individuazione dei tempi di realizzazione degli obiettivi
• errata individuazione dei/delle metodi/tecniche per il raggiungimento degli obiettivi
3. applicazione del progetto terapeutico riabilitativo
• mancato o errato lavoro sugli obiettivi identificati nel progetto (ad esempio, l’operatore da più importanza ad un obiettivo piuttosto che ad un altro e dimentica di lavorare anche su quello)
• errata applicazione dei tempi per il raggiungimento degli obiettivi (ad esempio, affrettare il paziente, solo con lo scopo di rispettare i tempi stabiliti, senza modificarli. L'operatore non prende in considerazione l'ipotesi di una proroga)
• errata applicazione delle tecniche riabilitative
4. verifica diacronica dei risultati
• errata valutazione nel tempo
• assenza di valutazione nel tempo
• valutazioni in tempi sbagliati (non rispettare le scadenze indicate sul progetto)
• errore nella valutazione nell’indicazione dei tempi di realizzazione degli obiettivi
• errore dell’elaborazione dei dati risultanti dalle varie valutazioni (ciò determina una valutazione finale errata)

RISULTATI
In ogni fase del progetto terapeutico riabilitativo intervengono figure professionali differenti che rispondono di colpa professione per negligenza, imprudenza e imperizia in relazione all’atto compiuto. Si tratta, dunque, di colpa generica. Se da questa condotta ne deriva come conseguenza la morte o la lesione personale dell’assistito per inosservanza di leggi o norme che regolano la sua attività, si passerà da una responsabilità colposa generica ad una responsabilità colposa specifica.

CONCLUSIONI
Ogni progetto terapeutico viene sottoscritto dal paziente, poiché l'alleanza terapeutica fra egli e l'operatore è alla base di una buona riuscita del progetto. In questo modo si può sottolineare come la responsabilità di un'eventuale errore con i conseguenti reati, possa essere equamente divisa tra paziente ed operatore.
Ad esempio, il terapeuta potrebbe dire: “io sono l'esperto di psicoterapia e tu sei l'esperto di te stesso. Se mettiamo assieme le nostre competenze potremo con buone probabilità raggiungere ciò che stai cercando. Si tratta di uno sforzo di collaborazione al 50% di ognuno di noi e avrai almeno il 50% del merito e il 50% della responsabilità per come si svolgeranno le cose.”

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4 I. ASPETTI TEORICI E DI METODO DELLA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA A. PREMESSA Nella psichiatria, più che nelle altre discipline mediche, la progressiva presa di coscienza dei propri diritti da parte degli utenti e dei loro familiari ha determinato negli ultimi decenni mutamenti significativi. Questi mutamenti hanno posto al centro di tutta la pratica psichiatrica la riabilitazione dell’utente in un’accezione più ampia della restituzione di abilità perdute o danneggiate e, nel contempo, nel tentativo di riqualificare il malato in quanto individuo che, dotato della pienezza dei suoi diritti, possa recuperare a pieno titolo la sua dignità di persona e di cittadino nei confronti del contesto relazionale e sociale. Questo mutamento si fonda anche sulla constatazione epidemiologica che la cronicizzazione delle schizofrenie e delle psicosi affettive non è l’esito finale naturale e inevitabile. Tale esito, considerato un tempo infausto e ineluttabile, appare oggi fortemente influenzato, oltre che da fattori biologici e ereditari, anche da fattori

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Monica Scevola Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.